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Ve­nerdì, 8 feb­braio 2019

Purtroppo, costretti ancora a occuparci della mostra «Ottocento Lombardo» (Lecco, 20-10-18 / 20-01-19, Palazzo delle Paure) dall’impudenza degli organizzatori milanesi e dei patrocinatori lecchesi.
Impotenti a dare risposta a critiche motivate svicolano e lanciano un risibile diversivo.

Lecco: dall’arte dell’Ottocento Lombardo alle Bugie/Balle e Gibigiane del Duemila19.

Con l’abbaglio di «Premi speciali» e «Gioielli Nascosti», gli organizzatori di Milano e l’Assessore alla Cultura di Lecco cercano di velare le proprie magagne organizzative e culturali.

Lecco: dall’arte dell’Ottocento Lombardo alle Bugie/Balle e Gibigiane del Duemila19.

Con l’abbaglio di «Premi speciali» e «Gioielli Nascosti», gli organizzatori di Milano e l’Assessore alla Cultura di Lecco cercano di velare le proprie magagne organizzative e culturali.

Presentata come prova della qualità della mostra «Ottocento Lombardo» la facile e accomodante ammissione al «Premio Italive» assieme a 4.377 altre iniziative: sagre gastronomiche, mercati e fiere, rievocazioni storiche, mercatini di Natale, eventi per bambini, raduni ed eventi sportivi.

Presentato come garanzia della affidabilità degli organizzatori del «Premio Italive» il Patrocinio di un Ministero. Che sicuramente non è millantato ma non risulta negli elenchi ufficiali e pubblici del Ministero medesimo.

Esaltata la significatività del «Premio Italive», elastico, bonario e sprovveduto nel Regolamento, fragilissimo di fronte a banali aggiramenti che possono stravolgere graduatorie numeriche e qualitative, consentendo il favorire o danneggiare questa o quella iniziativa.

Chi sa chi sono i giudici? e cosa sanno di ciò che giudicano?

Al di là di Patrocini e meccanismi di voto più o meno affidabili, da nessuno è detto chi siano i cinque “esperti” preposti a selezionare le 4.377 iniziative da cui scegliere quelle più significative.
Qualcuno ne conosce il nome? l’esperienza? le competenze? il curriculum?

O ci si basa esclusivamente sulla fiducia rispetto a una agenzia di comunicazione e marketing, certo rispettabilissima, ma giustamente obbediente a proprie esigenze imprenditoriali?

Premessa

Quanto se­gue è la se­sta nota de­di­cata dal no­stro Cen­tro Studi alla mo­stra «Ot­to­cento Lom­bardo» (Lecco – Pa­lazzo delle Paure, 20-10-18 / 20-01-19).

Come si ri­cor­derà, con le cin­que pre­ce­denti ave­vamo svolto una am­pia ana­lisi cri­tica sulla strut­tura della mo­stra e sulla ne­ces­sità di ri­con­si­de­rare l’autografia haye­ziana di un di­pinto lì pre­sen­tato:

• 13-no­v/18 «La mo­stra “Ot­to­cento Lom­bardo” a Lecco: una buona oc­ca­sione spre­cata».

• 21-no­v/18 «Scom­po­ste rea­zioni alle no­stre os­ser­va­zioni su «Ot­to­cento Lom­bardo».

• 11-ge­n/19 «I due di­pinti «Mo­naca» di Hayez: il punto sulla cri­tica – Nuove ipo­tesi di la­voro».

• 12-ge­n/19 «Chi ha real­mente vi­si­tato la mo­stra «Ot­to­cento Lom­bardo».

• 18-ge­n/19 «Hayez: fatto a 89 anni — Torna alle om­bre dell’Ottocento il di­pinto «Mo­naca» di Fran­ce­sco Hayez?»

Que­sta ar­ti­co­lata ana­lisi in cin­que pun­tate, da nes­suno con­te­stata nel me­rito, aveva evi­den­ziato l’inadeguatezza di or­ga­niz­za­tori e pa­tro­ci­na­tori della mo­stra, su­sci­tando da parte della cu­ra­trice Si­mona Bar­to­lena — e con la piena so­li­da­rietà dell’Assessore Si­mona Piazza — pa­cate rea­zioni (ri­chiami al “de­li­rio” e mi­nacce di que­rela per dif­fa­ma­zione).

Inol­tre, a fronte di af­fer­ma­zioni stra­va­ganti della stessa Piazza e di Fa­bio San­vito (di­ret­tore dell’organizzatore ViDi Srl) circa la scarsa par­te­ci­pa­zione di cit­ta­dini e do­centi lec­chesi alla mo­stra (in­di­zio a loro av­viso di pi­gri­zia e in­sen­si­bi­lità cul­tu­rale della cit­ta­di­nanza), il 12-ge­n/19, ave­vamo giu­di­cato “balle” i dati for­niti e sfi­dato or­ga­niz­za­tori e As­ses­so­rato a ren­dere pub­blici i dati cer­ti­fi­cati sul nu­mero dei vi­si­ta­tori e la loro com­po­si­zione («Chi ha real­mente vi­si­tato la mo­stra “Ot­to­cento Lom­bardo”?»).

In ri­spo­sta, l’organizzatore Fa­bio San­vito e l’Assessore alla Cul­tura Si­mona Piazza hanno emesso un Co­mu­ni­cato Stampa uf­fi­ciale (pub­bli­cato sul sito Web del Co­mune il 24-ge­n/19) con il quale hanno cer­cato di ri­sol­le­vare l’immagine or­mai av­vi­lita e av­vi­lente della mo­stra:

am­met­tendo ob­torto collo le balle da essi stessi di­ra­mate circa il nu­mero dei vi­si­ta­tori; ma dando per­cen­tuali, senza senso e da presa in giro, sulla loro pro­ve­nienza (da Lecco o fuori Lecco);
.
esal­tando la “am­mis­sione” di «Ot­to­cento Lom­bardo» a un «Pre­mio Ita­live», a ri­prova della cui si­gni­fi­ca­ti­vità hanno ci­tato  Pa­tro­cini mi­ni­ste­riali, di­chia­rati ma, al 26-ge­n/19, non ri­scon­tra­bili.

Il «Pre­mio Ita­live» è una ab­ba­stanza ben con­ge­gnata ini­zia­tiva auto-pro­mo­zio­nale di Mar­ko­net Srl (parte del Gruppo Mar­ko­net) una nor­mal­mente in­tra­pren­dente agen­zia di pub­bli­cità e co­mu­ni­ca­zione di Roma (una delle molte realtà im­pren­di­to­riali ita­liane ca­rat­te­riz­zate da ar­ti­co­lati in­trecci pa­ren­tali, in que­sto caso la fa­mi­glia Tam­bu­rella).

Mar­ko­net Srl ha tra i pro­pri clienti-part­ner grandi realtà come Au­to­strade per l’Italia Spa (tri­ste­mente alla cro­naca per il crollo del Ponte Mo­randi di Ge­nova); Col­di­retti (la grande as­so­cia­zione del mondo agra­rio, già col­let­tore elet­to­rale della De­mo­cra­zia Cri­stiana) e Co­da­cons, l’associazione im­pe­gnata da anni in cam­pa­gne per la tra­spa­renza dei rap­porti tra im­presa e pub­blico, da sem­pre di­retta dal noto av­vo­cato Carlo Rienzi.

In ri­spo­sta, l’organizzatore Fa­bio San­vito e l’Assessore alla Cul­tura Si­mona Piazza hanno emesso un Co­mu­ni­cato Stampa uf­fi­ciale (pub­bli­cato sul sito Web del Co­mune il 24-ge­n/19) con il quale hanno cer­cato di ri­sol­le­vare l’immagine or­mai av­vi­lita e av­vi­lente della mo­stra:

am­met­tendo ob­torto collo le balle da essi stessi di­ra­mate circa il nu­mero dei vi­si­ta­tori; ma dando per­cen­tuali, senza senso e da presa in giro, sulla loro pro­ve­nienza (da Lecco o fuori Lecco);
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esal­tando la “am­mis­sione” di «Ot­to­cento Lom­bardo» a un «Pre­mio Ita­live», a ri­prova della cui si­gni­fi­ca­ti­vità hanno ci­tato Pa­tro­cini mi­ni­ste­riali, di­chia­rati ma, al 26-ge­n/19, non ri­scon­tra­bili.

Il «Pre­mio Ita­live» è una ab­ba­stanza ben con­ge­gnata ini­zia­tiva auto-pro­mo­zio­nale di Mar­ko­net Srl (parte del Gruppo Mar­ko­net) una nor­mal­mente in­tra­pren­dente agen­zia di pub­bli­cità e co­mu­ni­ca­zione di Roma (una delle molte realtà im­pren­di­to­riali ita­liane ca­rat­te­riz­zate da ar­ti­co­lati in­trecci pa­ren­tali, in que­sto caso la fa­mi­glia Tam­bu­rella).

Mar­ko­net Srl ha tra i pro­pri clienti-part­ner grandi realtà come Au­to­strade per l’Italia Spa (tri­ste­mente alla cro­naca per il crollo del Ponte Mo­randi di Ge­nova); Col­di­retti (la grande as­so­cia­zione del mondo agra­rio, già col­let­tore elet­to­rale della De­mo­cra­zia Cri­stiana) e Co­da­cons, l’associazione im­pe­gnata da anni in cam­pa­gne per la tra­spa­renza dei rap­porti tra im­presa e pub­blico, da sem­pre di­retta dal noto av­vo­cato Carlo Rienzi.

Al suo «Pre­mio Ita­live 2019», ol­tre a «Ot­to­cento Lom­bardo» al 26-ge­n/19 sono state am­messe al­tre 4.377 ini­zia­tive di­stri­buite in sette ca­te­go­rie.
La più af­fol­lata è la ca­te­go­ria «Sa­gre ed eventi ga­stro­no­mici» con 1.648 ma­ni­fe­sta­zioni, se­guita con 905 eventi da «Mo­stre, Mer­cati e Fiere». Se­guono poi «Cul­tura, Mu­sica e Spet­ta­colo» (815); «Eventi Fol­clo­ri­stici e Rie­vo­ca­zioni Sto­ri­che» (437); «Mer­ca­tini di Na­tale» (287); «Eventi per bam­bini e ra­gazzi» (262); «Ra­duni ed Eventi Spor­tivi» (203). Se­gna­liamo che la somma delle sin­gole ca­te­go­rie è pari a 4.557 (non al 4.377 so­pra espo­sto) in quanto al­cune ma­ni­fe­sta­zioni sono ri­por­tate più volte; pre­su­miamo per mi­nime va­ria­zioni nel ti­tolo che gli au­to­ma­ti­smi del si­stema non sono in grado di leg­gere in modo “in­tel­li­gente”.

La bril­lante idea de­gli or­ga­niz­za­tori del pre­mio — com­pli­menti all’ideatore — è il riu­scire a rac­co­gliere, con co­sti re­la­ti­va­mente bassi e con rin­novo an­nuale, un data-base sem­pre fre­sco di circa 5.000 ini­zia­tive pub­bli­che (ognuna col­let­tore di qua­li­fi­cate ri­sorse umane e or­ga­niz­za­tive) cui — even­tual­mente — pro­porre i pro­pri ser­vizi di agen­zia di co­mu­ni­ca­zione e la pro­pria piat­ta­forma pro­mo­zio­nale.

La par­te­ci­pa­zione al «Pre­mio Ita­live» è gra­tuita ma l’organizzatore Mar­ko­net Srl ha l’ovvia e le­git­tima pro­spet­tiva di ri­farsi dei co­sti at­tra­verso i con­tatti che la sua piat­ta­forma gli ga­ran­ti­sce.

Fac­ciamo un esem­pio: tra le 4.377 ini­zia­tive am­messe al «Pre­mio Ita­live 2019», tra Sa­gre e Mo­stre, ve ne sono circa 2.000 col­le­gate di­ret­ta­mente o in­di­ret­ta­mente al mondo agra­rio.

Due­mila con­tatti di qua­lità cui of­frirsi sia come agen­zia di pub­bli­cità e di co­mu­ni­ca­zione in­te­grata d’impresa, sia da con­di­vi­dere con uno dei prin­ci­pali clienti di Mar­ko­net Srl — la Col­di­retti — di cui l’agenzia ro­mana ge­sti­sce sulla pro­pria piat­ta­forma ol­tre 5.575 realtà eco­no­mi­che col­le­gate al pro­getto «Cam­pa­gna Amica» della Col­di­retti stessa (agri­tu­ri­smi, mer­cati, fat­to­rie, ri­sto­ranti, bot­te­ghe), cui si ac­cede, ov­via­mente, con una iscri­zione, in­di­vi­dual­mente piut­to­sto con­te­nuta (Euro 70,00) ma che col nu­mero mo­bi­lita ri­sorse co­mun­que in­te­res­santi (circa 400.000 Euro).

C’è poi un al­tro fronte della pro­pria at­ti­vità im­pren­di­to­riale che Mar­ko­net Srl può cu­rare in­di­ret­ta­mente at­tra­verso que­sto suo «Pre­mio Ita­live». Mar­ko­net Srl è in­fatti pro­prie­ta­ria unica di un’altra so­cietà, la MKT121 Srl.

Que­sta a sua volta è un’agenzia di co­mu­ni­ca­zione e mar­ke­ting (in­te­ra­mente pos­se­duta da Mar­ko­net Srl) e ge­sti­sce lo «Sta­dio di Do­mi­ziano» (un’area ar­cheo­lo­gica sot­ter­ra­nea, po­sta sotto Piazza Na­vona in Roma), presso cui or­ga­nizza di­verse at­ti­vità: mo­stre d’arte, cene so­ciali (di as­so­cia­zioni e im­prese), com­pleanni, ecc.

Na­tu­ral­mente su basi ri­go­ro­sa­mente eco­no­mi­che: es­sendo una so­cietà di ca­pi­tali, è te­nuta in­fatti non solo a qua­drare i bi­lanci ma a pro­durre utili per i pro­pri soci.

Il «Pre­mio Ita­live» è quindi una buona idea im­pren­di­to­riale che mette in si­ner­gia le di­verse realtà di cui Mar­ko­net Srl è una ar­ti­co­la­zione.

Tor­nando a noi e al «Pre­mio Ita­live», per dare un’idea del ca­rat­tere delle 905 ini­zia­tive della ca­te­go­ria «Mo­stre, Mer­cati e Fiere» (quella in cui è in­se­rita la mo­stra lec­chese «Ot­to­cento Lom­bardo»), ri­por­tiamo le venti ini­zia­tive della Lom­bar­dia che le sono tem­po­ral­mente più vi­cine, la gran parte delle quali (forse an­che in­te­res­santi nel pro­prio am­bito) nulla hanno a che fare con l’area con­cet­tuale di «Ot­to­cento Lom­bardo»:

 «Pas­sione Crea­tiva – Fiera della Ma­nua­lità Crea­tiva» (Ma­riano Co­mense, Como)
«East Mar­ket sbarca in Me­ce­nate» (Mi­lano)
«Bio e Be­nes­sere – Fiera dei pro­dotti Bio­lo­gici e Na­tu­rali» (Ma­riano Co­mense, Como)
«Verso il Borgo» (Borgo San Gia­como, Bre­scia)
«2ª ediz. Spo­sArti in Brianza» (Brio­sco, Monza)
«Fiera del Riso Via­lone Nano Man­to­vano» (Man­tova)
«66ª ediz. Au­tunno Pa­vese» (Pa­via)
«9ª ediz. Fe­sti­val della Fo­to­gra­fia Etica» (Lodi)
«7ª ediz. “Dì de La Bri­saola”» (Chia­venna, Son­drio)
«Ber­ga­mo­City Wed­ding Show» (Ber­gamo)
«Bir­rart Clas­sic 2018» (Ca­steg­gio, Pa­via)
«ERO SOLO UN SOLDATO – Pic­colo viag­gio nella Grande Guerra» (Az­zate, Va­rese)
«Fiera Sposi ad Al­zano Lom­bardo» (Al­zano Lom­bardo, Ber­gamo)
«Ot­to­cento Lom­bardo: da Hayez a Se­gan­tini» (Lecco)
«Art & Ciocc 2018 a Crema» (Crema, Cre­mona).

No­no­stante la pa­tente ir­ri­le­vanza del «Pre­mio Ita­live» per l’affermazione della cul­tura e della no­to­rietà di Lecco, ri­te­niamo op­por­tuno oc­cu­par­cene con la nota che se­gue per evi­den­ziare come l’ammissione tutta ba­nale e scon­tata della mo­stra sulla piat­ta­forma ita​live​.it (e quindi au­to­ma­ti­ca­mente al «Pre­mio Ita­live») sia stata usata come una grande “gi­bi­giana” da “San­vito-Piazza-Bri­vio” per di­strarre l’attenzione dei lec­chesi dalle ca­renze ma­cro­sco­pi­che della mo­stra stessa e svi­co­lare da un di­bat­tito se­rio sulle pros­sime quat­tro mo­stre in ca­len­da­rio da qui al 2020.

Pre­av­vi­siamo il let­tore che la nota è ba­sata tutta su do­cu­menti pub­blici; cerca di non la­sciare bu­chi nell’argomentazione; ri­porta dati e ri­fe­ri­menti pre­cisi; dà largo spa­zio alla ci­ta­zione in­te­grale delle opi­nioni che cri­ti­chiamo; ri­porta con pre­ci­sione la fonte dei do­cu­menti e delle opi­nioni ci­tate.

Non è quindi breve (13.550 pa­role, 91.140 bat­tute, 27 pa­gine a corpo 10) e la sua let­tura in­te­grale ri­chiede circa un’ora.

Chi non è in­te­res­sato all’analisi cri­tica di un pic­colo esem­pio di come fun­ziona l’apparato pro­mo­zio­nal-pub­bli­ci­ta­rio nel no­stro paese e di come, da or­ga­niz­za­tori pri­vati e fun­zio­nari pub­blici possa es­sere usato stru­men­tal­mente come pa­ra­vento a pro­prie ca­renze cul­tu­rali e inef­fi­cienze, può fare a meno di leg­gerla.
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Del pari, può igno­rarla chi non è in­te­res­sato alla tu­tela della cul­tura della città di Ales­san­dro Man­zoni.
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Ci dia in­vece al­meno una scorsa chi è in­te­res­sato alla cul­tura di Lecco.
La quale, poco a poco, si trova sem­pre più ap­pe­san­tita da in­si­pienza e nul­li­smo. Che pos­sono di­ve­nire poi co­stume, modi di ve­dere e di fare in cui pos­sono ca­scare an­che i mi­gliori.

Un pic­colo in­ciso for­male: d’ora in avanti, a in­di­care azioni co­muni dei due ope­ra­tori “cul­tu­rali”, uti­liz­ze­remo l’espressione “San­vito-Piazza”.
Ciò a in­di­care il reale rap­porto che sulla mo­stra «Ot­to­cento Lom­bardo» si è ve­nuto a creare tra il suo or­ga­niz­za­tore ViDi Srl (di cui San­vito è di­ret­tore e il cui obiet­tivo è di cer­care di pa­gare gli sti­pendi e fare pro­fitti) e l’Assessore Piazza.
La quale si ade­gua a ogni scelta e ini­zia­tiva della so­cietà pri­vata mi­la­nese (cui è stata de­man­data in toto la mo­stra) senza mai ri­ven­di­care la pri­ma­zia che nel pro­getto do­vrebbe avere il Co­mune, il cui com­pito è tu­te­lare e svi­lup­pare la cul­tura della città.

Del pari, uti­liz­ze­remo l’espressione “San­vito-Piazza-Bri­vio”, per quelle si­tua­zioni in cui il Sin­daco di Lecco Vir­gi­nio Bri­vio si è ac­co­dato acri­ti­ca­mente alla ca­tena de­ci­sio­nale e di pen­siero “San­vito-Piazza”, con­di­vi­den­done an­che pac­chiane con­fu­sioni sul piano dei rap­porti isti­tu­zio­nali.

Le bugie/balle son cosa vecchia e ben nota.
Con Manzoni, Porta e l’Abate Stoppani impariamo a distinguere subito anche le gibigiane.

Ri­por­tiamo dal Di­zio­na­rio Trec­cani:
bu­gia /bu’dʒia/ s. f. [dal pro­venz. bau­zia, di ori­gine germ.]. – [falsa af­fer­ma­zione, fatta in­ten­zio­nal­mente] ≈ fal­sità, falso, (lett.) men­da­cio, men­zo­gna. ‖ (fam.) balla, bub­bola, fan­do­nia, (non com.) fan­fa­luca, fa­vola, fola, (fam.) frot­tola, in­ven­zione, pan­zana, sto­ria.

E da Man­zoni:

Del sole il puro rag­gio
rotto dall’onda im­pura,
sulle ve­tu­ste mura
gi­bi­gia­nando va.

I versi di Man­zoni sono ri­por­tati dal Di­zio­na­rio della Cru­sca, che ag­giunge:

«La voce gi­bi­giana è di area lom­barda; la usa il poeta mi­la­nese Carlo Porta (1776-1821):
«e per fà adoss ai picch la gi­bi­gianna / con quell to­pazz in did largh ona spanna» [e per fare ad­dosso ai gonzi la gi­bi­gianna con quel to­pa­zio al dito, largo una spanna].
.
La prima at­te­sta­zione in ita­liano è ot­to­cen­te­sca e la si deve ad An­to­nio Stop­pani, nato a Lecco, che usa ne Il Bel Paese (I ed. 1875 [sic]) la lo­cu­zione “fare la gi­bi­giana” per “ab­ba­gliare”.»

La ci­ta­zione del Di­zio­na­rio della Cru­sca su Stop­pani è im­pre­cisa ma per l’occasione la fac­ciamo pas­sare (chi vuole sa­pere per­ché è im­pre­cisa, ci scriva).

Mu­tando se­colo e ca­ra­tura let­te­ra­ria della fonte, ri­por­tiamo dal “Re­go­la­mento” del «Pre­mio Ita­live» (https://​ita​live​.it/​r​e​g​o​l​a​m​e​n​to/):

«Even­tuali Premi spe­ciali pos­sono es­sere ri­ser­vati ad eventi e realtà di par­ti­co­lare in­te­resse, come una sco­perta di “gio­ielli na­sco­sti”»

(i let­tori ma­schi sono pre­gati di non fare gli spi­ri­tosi).

Su “bugie/balle” e “gi­bi­giane” e “bugie/balle/gibigiane” e “premi speciali/gioielli na­sco­sti” bi­so­gna avere idee chiare nel com­men­tare quanto è stato detto e scritto sulla mo­stra «Ot­to­cento Lom­bardo» (Lecco, 20-10-18/20-01-19) dopo le no­stre do­cu­men­tate os­ser­va­zioni cri­ti­che non­ché sulla fre­schis­sima (24-ge­n/19) esal­ta­zione da parte di “San­vito-Piazza-Bri­vio” del «Pre­mio Ita­live» cui la mo­stra sa­rebbe stata am­messa a ri­prova della sua alta qua­lità or­ga­niz­za­tiva e cul­tu­rale.

Dall’alto: Alessandro Manzoni, Carlo Porta, l’Abate Antonio Stoppani.

Ri­por­tiamo dal Di­zio­na­rio Trec­cani:
bu­gia /bu’dʒia/ s. f. [dal pro­venz. bau­zia, di ori­gine germ.]. – [falsa af­fer­ma­zione, fatta in­ten­zio­nal­mente] ≈ fal­sità, falso, (lett.) men­da­cio, men­zo­gna. ‖ (fam.) balla, bub­bola, fan­do­nia, (non com.) fan­fa­luca, fa­vola, fola, (fam.) frot­tola, in­ven­zione, pan­zana, sto­ria.

E da Man­zoni:

Del sole il puro rag­gio
rotto dall’onda im­pura,
sulle ve­tu­ste mura
gi­bi­gia­nando va.

I versi di Man­zoni sono ri­por­tati dal Di­zio­na­rio della Cru­sca, che ag­giunge:

«La voce gi­bi­giana è di area lom­barda; la usa il poeta mi­la­nese Carlo Porta (1776-1821):
«e per fà adoss ai picch la gi­bi­gianna / con quell to­pazz in did largh ona spanna» [e per fare ad­dosso ai gonzi la gi­bi­gianna con quel to­pa­zio al dito, largo una spanna].
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La prima at­te­sta­zione in ita­liano è ot­to­cen­te­sca e la si deve ad An­to­nio Stop­pani, nato a Lecco, che usa ne Il Bel Paese (I ed. 1875 [sic]) la lo­cu­zione “fare la gi­bi­giana” per “ab­ba­gliare”.»

La ci­ta­zione del Di­zio­na­rio della Cru­sca su Stop­pani è im­pre­cisa ma per l’occasione la fac­ciamo pas­sare (chi vuole sa­pere per­ché è im­pre­cisa, ci scriva).

Mu­tando se­colo e ca­ra­tura let­te­ra­ria della fonte, ri­por­tiamo dal “Re­go­la­mento” del «Pre­mio Ita­live» (https://​ita​live​.it/​r​e​g​o​l​a​m​e​n​to/):

«Even­tuali Premi spe­ciali pos­sono es­sere ri­ser­vati ad eventi e realtà di par­ti­co­lare in­te­resse, come una sco­perta di “gio­ielli na­sco­sti”»

(i let­tori ma­schi sono pre­gati di non fare gli spi­ri­tosi).

Su “bugie/balle” e “gi­bi­giane” e “bugie/balle/gibigiane” e “premi speciali/gioielli na­sco­sti” bi­so­gna avere idee chiare nel com­men­tare quanto è stato detto e scritto sulla mo­stra «Ot­to­cento Lom­bardo» (Lecco, 20-10-18/20-01-19) dopo le no­stre do­cu­men­tate os­ser­va­zioni cri­ti­che non­ché sulla fre­schis­sima (24-ge­n/19) esal­ta­zione da parte di “San­vito-Piazza-Bri­vio” del «Pre­mio Ita­live» cui la mo­stra sa­rebbe stata am­messa a ri­prova della sua alta qua­lità or­ga­niz­za­tiva e cul­tu­rale.

Bugia/Balla n. 1
Il numero dei visitatori

Il pre­ce­dente
Si­mona Piazza (9 gen­naio 2019, con­fe­renza stampa a Pa­lazzo delle Paure):

«I vi­si­ta­tori sono stati ol­tre 6.000 alla mo­stra del fo­to­grafo Doi­sneau, e al­tret­tanti alla mo­stra “Ot­to­cento Lom­bardo”»

Co­mu­ni­cato “San­vito-Piazza” del 24-ge­n/19

«Si è con­clusa do­me­nica scorsa, 20 gen­naio, l’esposizione de­di­cata all’Ottocento Lom­bardo, pro­mossa da ViDi e ospi­tata nelle sale di Pa­lazzo delle Paure. 4.461 gli ac­cessi re­gi­strati, dei quali il 31,55% pro­ve­niente dal ter­ri­to­rio co­mu­nale di Lecco e il re­stante 68,45% da fuori città.»

No­stro com­mento
Pren­dendo per il mo­mento per buona que­sta ci­fra, siamo quindi non agli “ol­tre 6.000” sbal­lati po­chi giorni prima dall’Assessore Piazza, che ci aveva ca­ri­cato l’onesta tara del 25% (ri­cor­date quando i ne­go­zianti di­sin­volti met­te­vano un bel fo­glio di car­tac­cia pe­sante e lo fa­ce­vano pa­gare al prezzo del fi­letto di prima scelta?).

Ave­vamo in­vi­tato “San­vito-Piazza” a ren­dere pub­blico ciò che sanno per­fet­ta­mente ma vo­gliono te­nere na­sco­sto.
Sic­come i bi­glietti ven­gono stam­pati al mo­mento at­tra­verso un com­pu­ter, “San­vito-Piazza” sanno esat­ta­mente quanti bi­glietti sono stati ven­duti: per giorno, per ora, e quanti agli an­ziani.
Fac­ciano un bel re­galo alla cit­ta­di­nanza: met­tano sul sito del Co­mune un bel file ex­cel con tutti i dati. Ci pen­siamo poi noi a ela­bo­rarli (non ci vuole un gran­ché!) e a svi­lup­pare quei ra­gio­na­menti che i due ope­ra­tori “cul­tu­rali” si ri­fiu­tano tas­sa­ti­va­mente di fare, per la sem­plice ra­gione che i dati veri sui vi­si­ta­tori mo­stre­reb­bero il fal­li­mento delle due mo­stre strom­baz­zate come “grande suc­cesso”.

San­vito-Piazza” si sono in­fatti ben guar­dati dal dire quanti bi­glietti sono stati ven­duti per la mo­stra «Ro­bert Doi­sneau» (Lecco, giu­gno-set­tem­bre 2018).

Siamo certi che a quella mo­stra, per cui “San­vito-Piazza” hanno par­lato di “ol­tre 6.000” (è una loro frase fissa), i vi­si­ta­tori sono stati meno di 4.000. Scom­mes­sina?
A giorni at­ti­ve­remo una ri­chie­sta for­male al Co­mune per avere ac­cesso ai dati reali. Ci vorrà un po’ ma ar­ri­ve­remo ad averli!

La stampa lo­cale (vedi il com­mento de “Il Gior­nale di Lecco” del 28-ge­n/19) ha già co­min­ciato a iro­niz­zare sulle ge­sta glo­riose di “San­vito-Piazza”.

Fos­simo al po­sto dell’organizzatore Fa­bio San­vito av­vie­remmo im­me­dia­ta­mente una “ope­ra­zione ve­rità”, per non fi­nire sot­to­po­sti al pub­blico lu­di­brio quando i dati veri sal­te­ranno fuori.

San­vito si dis­soci da Piazza (gli As­ses­sori vanno e ven­gono ma lui ri­mane a ti­rare la lima) e fac­cia an­cora un pic­colo sforzo di tra­spa­renza: ci dica esat­ta­mente quanti sono stati i vi­si­ta­tori cer­ti­fi­cati delle due mo­stre e ci dia an­che il trac­ciato dei giorni e delle ore della ven­dita.
Ana­liz­zati con un nor­male cer­vello pos­sono es­sere un fonte di grande uti­lità per una se­rie di ra­gio­na­menti uti­lis­simi alla at­ti­vità espo­si­tiva del Co­mune.

Bugia/Balla n. 2
La provenienza dei visitatori

Il pre­ce­dente
Nella no­stra del 12-ge­n/19 ave­vamo de­fi­nito sem­pli­ce­mente una BALLA di or­ga­niz­za­tori e As­ses­sore l’affermare che vi fosse stata una mag­gio­ranza di visitatori/turisti (cioè da fuori Lecco).
Ciò per la sem­plice ra­gione che non era stata pre­di­spo­sta al­cuna pro­ce­dura per quel tipo di ri­le­va­zione.

Ci era­vamo an­che im­pe­gnati a co­spar­gerci il capo di ce­nere e a piedi nudi di fronte a Pa­lazzo Bo­vara in Lecco, se gli or­ga­niz­za­tori fos­sero stati in grado di in­di­care in modo se­rio quanti fos­sero stati i vi­si­ta­tori di Lecco e quanti quelli fuori Lecco.

Ap­pa­ren­te­mente or­ga­niz­za­tori e As­ses­sore hanno rac­colto la sfida e ci hanno ri­spo­sto.

Co­mu­ni­cato San­vito-Piazza del 24-ge­n/19

«4.461 gli ac­cessi re­gi­strati, dei quali il 31,55% pro­ve­niente da Lecco.»

No­stro com­mento
Si badi: dopo quel trion­fante 31,55% “San­vito-Piazza” non ci hanno chie­sto di dar mano alle ce­neri. Se ne guar­dano bene!
In­fatti, sanno be­nis­simo che quel loro dato per­cen­tuale de­con­te­stua­liz­zato NON HA NESSUN VALORE.

Os­sia! non è forse una balla in as­so­luto ma cer­ta­mente è una balla re­la­tiva, una balla a metà, come le mille e mille che in tutti i campi l’uso di­sin­volto delle per­cen­tuali con­sente nel no­bile ten­ta­tivo di cir­cuire il pub­blico di ri­fe­ri­mento.

San­vito-Piazza” di­cono: «4.461 vi­si­ta­tori di cui il 31,55% da Lecco». Con fa­cili cal­coli pos­siamo tra­durre e dire che, se­condo i due ope­ra­tori “cul­tu­rali”, da Lecco i vi­si­ta­tori alla mo­stra “Ot­to­cento Lom­bardo” sa­reb­bero quindi stati 1.407.

Ma per­ché al­lora “San­vito-Piazza” non hanno scritto: «hanno vi­si­tato la mo­stra 4.461 per­sone, di cui 1.407 da Lecco e 3.054 da fuori Lecco»? e hanno vo­luto sfar­fal­lare con le per­cen­tuali?

Sem­plice! Per­ché, pur non di­cendo nulla, vo­gliono at­teg­giarsi a cam­pioni di tra­spa­renza. Ma an­che in que­sto si mo­strano ina­de­guati.

Fac­ciamo l’ipotesi che — pres­sati dalla no­stra ri­chie­sta di for­nire dati pre­cisi — “San­vito-Piazza” ab­biano de­ciso di fare ne­gli ul­timi giorni della mo­stra ciò che avreb­bero do­vuto fare fin dall’inizio; os­sia, alla bi­gliet­te­ria, far porre ai vi­si­ta­tori la sem­plice do­manda: «viene da Lecco o da fuori?»

Sup­po­nendo che ne­gli ul­timi giorni ab­biano avuto l’idea di adot­tare que­sta ba­na­lis­sima pro­ce­dura, da un “qual­che cosa” pos­sono ef­fet­ti­va­mente avere ri­ca­vato quel 31,55%.
Ma cosa è que­sto “qual­che cosa”?

È evi­dente che, per avere senso, quel 31,55% deve es­sere ac­com­pa­gnato dal con­te­sto, os­sia da quanti vi­si­ta­tori in quel dato pe­riodo hanno vi­si­tato la mo­stra.
An­che un bimbo com­prende che, se la ri­le­va­zione è stata ef­fet­tuata all’ultimo giorno della mo­stra — o nelle ul­time due ore — ne viene fuori sem­pre un 31,55%, ma il dato non ha al­cun va­lore.

San­vito-Piazza”, per non sem­brare o troppo in­ge­nui o solo agi­ta­tori di gi­bi­giane, avreb­bero do­vuto dire, per esem­pio: ne­gli ul­timi 5 giorni hanno vi­si­tato la mo­stra 200 per­sone; di que­ste 63 erano di Lecco, os­sia il 31,55%.
Ecco, que­sto sa­rebbe stato un dato, in sé co­mun­que ir­ri­le­vante ma pur sem­pre un dato.

Ri­ba­diamo: quel 31,55% da solo, non si­gni­fica nulla. È solo una evi­dente nuova presa in giro, ri­ser­vata ai lec­chesi.

Il di­ret­tore della so­cietà or­ga­niz­za­trice delle due mo­stre, Fa­bio San­vito si è sen­tito spinto forse an­che dalle no­stre os­ser­va­zioni a ti­rare fuori qual­che ci­fra.

Ha co­min­ciato col dire che i vi­si­ta­tori di «Ot­to­cento Lom­bardo» sono stati 4.461 e non “ol­tre 6.000”, come di­sin­vol­ta­mente spiat­tel­lato dall’Assessore Piazza.

San­vito è sulla buona strada: con­ti­nui.
Adesso, ol­tre al nu­mero cer­ti­fi­cato dei vi­si­ta­tori alla mo­stra «Ro­bert Doi­sneau», ci dica an­che come è ar­ri­vato a quel 31,55%.
Avrà così fatto un ser­vi­zio al pub­blico lec­chese ma an­che alla sua cre­di­bi­lità pro­fes­sio­nale e per­so­nale.

Bugia/Balla n. 3
Sulla “freddezza” dei lecchesi verso la cultura

Il pre­ce­dente
San­vito (Gior­nale di Lecco, 9-ge­n/19):

«[la cit­ta­di­nanza lec­chese] non ha com­preso l’importanza delle mo­stre», colta in­vece dai vi­si­ta­tori di fuori città.
Inol­tre, i di­ri­genti dei com­plessi edu­ca­tivi e i do­centi de­gli ol­tre 5.000 stu­denti della città «non ne hanno colta la di­men­sione di­dat­tica».

Po­chi giorni dopo l’Assessore Piazza ha rin­ca­rato la dose circa il quo­ziente in­tel­let­tivo dei suoi con­cit­ta­dini (La Pro­vin­cia, 17-ge­n/19):

«evi­den­te­mente i lec­chesi hanno bi­so­gno di più tempo per ren­dersi conto che an­che le mo­stre che or­ga­niz­ziamo in città me­ri­tano di es­sere vi­si­tate».

Co­mu­ni­cato-re­tro­mar­cia San­vito-Piazza del 24-ge­n/19 (no­stre sot­to­li­nea­ture):

«Il dato sta­ti­stico sulle pro­ve­nienze è molto si­mile a quello ri­scon­trato in al­tri cen­tri lom­bardi, che da anni pro­pon­gono mo­stre di qua­lità e di in­te­resse e che vanno ol­tre i con­fini co­mu­nali.
I vi­si­ta­tori dalla città di Lecco sono stati i più nu­me­rosi con una per­cen­tuale su­pe­riore al trenta per cento dell’affluenza […] ri­ser­ve­remo una par­ti­co­lare at­ten­zione al ter­ri­to­rio e alla vo­glia di cul­tura e arte che i lec­chesi hanno ma­ni­fe­stato con la loro par­te­ci­pa­zione.»

No­stro com­mento
“San­vito-Piazza”, vi­sto che il clima cit­ta­dino vol­geva al peg­gio, hanno pru­den­te­mente cam­biato li­nea.
Po­chi giorni fa ave­vano af­fer­mato che i lec­chesi ave­vano di­ser­tato la mo­stra per­ché igno­ranti e tir­chi. Ora per “San­vito-Piazza” i cit­ta­dini lec­chesi sono stati in­vece per­fet­ta­mente nella me­dia e hanno ma­ni­fe­stato una grande «vo­glia di cul­tura e arte».

Ver­rebbe quasi da so­li­da­riz­zare con i due ar­ram­pi­ca­tori di spec­chi: che s’ha da fa’ per cam­pare!

Il pro­blema è che que­sta re­si­pi­scenza dei due ope­ra­tori “cul­tu­rali” è solo di fac­ciata.

Né Piazza né San­vito hanno svolto al­cuna con­si­de­ra­zione di me­rito né si sono chie­sti se die­tro la “fred­dezza dei lec­chesi” non vi fosse in­vece la pa­tente de­bo­lezza delle ini­zia­tive da loro pro­po­ste e l’evidente e im­mo­ti­vato scol­le­ga­mento con il grande pa­tri­mo­nio cul­tu­rale del ter­ri­to­rio, che ha la sua mas­sima espres­sione in Ales­san­dro Man­zoni, ma­gna pars del “ge­nius loci” lec­chese (si ap­punti il let­tore quel “ge­nius loci”).

San­vito-Piazza” con­ti­nuano pur­troppo a pen­sare di avere a che fare con i po­veri per­sici del lago, da pren­dere all’amo e frig­gere “ben do­rati”.

E quindi — pensa che ti ri­penso — si sono fatti ve­nire un’idea ge­niale.

La gran gibigiana del Duemila19.

Ri­cor­date il Man­zoni?

«Del sole il puro rag­gio / rotto dall’onda im­pura, / sulle ve­tu­ste mura / gi­bi­gia­nando va».

E il Porta?
«e per fà adoss ai picch la gi­bi­gianna / con quell to­pazz in did largh ona spanna» [e per fare ad­dosso ai gonzi la gi­bi­gianna con quel to­pa­zio al dito, largo una spanna].

E ri­cor­date il Re­go­la­mento del «Pre­mio Ita­live» / Art. 7?
«Even­tuali Premi spe­ciali pos­sono es­sere ri­ser­vati ad eventi e realtà di par­ti­co­lare in­te­resse, come una sco­perta di “gio­ielli na­sco­sti”.»

Bene!

Co­mu­ni­cato San­vito-Piazza del 24-ge­n/19
San­vito:
«[Ot­to­cento Lom­bardo] è stata cen­sita dal por­tale ITA​LIVE​.it e am­messa alle vo­ta­zioni che as­se­gne­ranno il Pre­mio ITALIVE 2019.
ITA​LIVE​.it, pa­tro­ci­nato dal Mi­ni­stero dei Beni e delle At­ti­vità Cul­tu­rali e del Tu­ri­smo e dal Mi­ni­stero dell’Ambiente e della Tu­tela del Ter­ri­to­rio e del Mare, è un pro­gramma di pro­mo­zione tu­ri­stica e cul­tu­rale che in­forma gli au­to­mo­bi­li­sti su quello che ac­cade nel ter­ri­to­rio che at­tra­ver­sano pro­po­nendo un ca­len­da­rio ag­gior­nato dei mi­gliori eventi or­ga­niz­zati, a cui ogni anno il por­tale de­dica il Pre­mio ITALIVE, giunto or­mai alla sua se­sta edi­zione.»

Piazza:
«Il ri­co­no­sci­mento avuto con l’inserimento della mo­stra nel con­test pa­tro­ci­nato dal Mi­ni­stero dei Beni e delle At­ti­vità Cul­tu­rali e del Tu­ri­smo con­ferma nuo­va­mente la qua­lità dell’evento ap­pena con­cluso e ri­co­no­sce alla città il va­lore dell’arte e della cul­tura che pro­muove».

Il Sin­daco Bri­vio (new­slet­ter, 25-ge­n/19) ha ri­preso quasi in­te­gral­mente il Co­mu­ni­cato “San­vito-Piazza” del 24-01-19 e ne ha evi­den­ziato la parte re­la­tiva ai pa­tro­cini:
«ITA​LIVE​.it, pa­tro­ci­nato dal Mi­ni­stero dei Beni e delle At­ti­vità Cul­tu­rali e del Tu­ri­smo [sic!!] e dal Mi­ni­stero dell’Ambiente e della Tu­tela del Ter­ri­to­rio e del Mare […].

Vi ha ag­giunto però una frase-perla tutta sua:
«Se avete vi­si­tato la mo­stra, qui po­tete vo­tarla e so­ste­nere la cul­tura e i mu­sei di Lecco!» (più avanti la ri­pren­diamo).

No­stro com­mento.
1. Il let­tore avrà no­tato che in tutta la fase pro­mo­zio­nale della mo­stra, av­viata ai primi di ot­to­bre 2018, e per tutti i 90 giorni della stessa, nes­suno si era mai so­gnato di par­lare del «Pre­mio Ita­live», di cui, solo con il Co­mu­ni­cato del 24-01-19 si è co­min­ciato a dire un gran bene, quasi con gri­do­lini di en­tu­sia­smo.

2. Pos­siamo dire che con l’adesione di Bri­vio que­sta gi­bi­giana del «Pre­mio Ita­live», è di­ven­tata una mega-gi­bi­giana.

Per pa­rarne il ba­gliore e ve­derci chiaro, dal mo­mento che né il Sin­daco Bri­vio, né l’Assessore Piazza, né l’organizzatore San­vito di ViDi Srl hanno ri­te­nuto op­por­tuno in­for­mare la cit­ta­di­nanza di cosa sia il tanto de­can­tato «Pre­mio Ita­live» e da chi sia or­ga­niz­zato, ab­biamo ri­te­nuto utile cer­care di il­lu­strarne noi fi­sio­no­mia, obiet­tivi, strut­tura e fun­zio­na­mento.

L’analisi che se­gue si svi­luppa at­tra­verso tre­dici ca­pi­toli il­lu­stra­tivi della na­tura delle va­rie gi­bi­giane che “San­vito-Piazza-Bri­vio”, hanno messo in azione con il Co­mu­ni­cato del 24-ge­n/19, e su quelle che molto pre­su­mi­bil­mente con­ti­nue­ranno ad agi­tare fino al marzo 2019, quando ver­ranno con­se­gnati i ri­co­no­sci­menti pre­vi­sti dal «Pre­mio Ita­live».

Siamo in­fatti orien­tati a ri­te­nere che la mo­stra «Ot­to­cento Lom­bardo», no­no­stante sia stata “cen­sita” (lo ha scritto San­vito) e con­te­stual­mente “am­messa” al «Pre­mio Ita­live» a mo­stra pra­ti­ca­mente chiusa, qual­che ri­co­no­sci­mento po­trebbe ri­ce­verlo.
Il che sa­rebbe ve­ra­mente cu­rioso e da pro­porre come caso di stu­dio per qual­che tesi uni­ver­si­ta­ria sulla fe­no­me­no­lo­gia dell’assurdo.

Sulla base del nor­male iter per­corso da tutte le al­tre 4.373 ini­zia­tive am­messe al Pre­mio, «Ot­to­cento Lom­bardo», non avrebbe in­fatti al­cuna pos­si­bi­lità di al­cun ri­co­no­sci­mento.

Prima di tutto per­ché non è stata vo­tata pra­ti­ca­mente da nes­suno. A oggi re­gi­stra in­fatti 49 “ra­tings” (cioè “clas­si­fi­ca­zioni”), 10 delle quali — a par­tire dal 27-ge­n/19 e tutte ne­ga­tive — sono del no­stro Cen­tro Studi, che ha vo­luto pro­vare il mec­ca­ni­smo di voto del pre­mio, di­mo­stra­tosi un co­la­brodo (lo di­remo me­glio più avanti).

In se­condo luogo per­ché è strut­tu­ral­mente (e per con­ferma de­gli stessi or­ga­niz­za­tori e pa­tro­ci­na­tori) quanto di più lon­tano si possa pen­sare dal rap­pre­sen­tare il “ge­nius loci” del ter­ri­to­rio.

Il quale è l’elemento chiave — ri­ba­dito a ogni piè so­spinto da­gli or­ga­niz­za­tori del pre­mio — su cui la giu­ria del pre­mio stesso si basa per for­mu­lare il giu­di­zio qua­li­ta­tivo, a in­te­gra­zione di quello quan­ti­ta­tivo (nel caso di «Ot­to­cento Lom­bardo», pra­ti­ca­mente nullo).

Il let­tore po­trebbe dire: e al­lora per­ché il vo­stro Cen­tro Studi ri­tiene che po­trebbe scap­parci co­mun­que un qual­che ri­co­no­sci­mento per «Ot­to­cento Lom­bardo»?

Lo ab­biamo già an­ti­ci­pato: il Re­go­la­mento del «Pre­mio Ita­live» prov­vede alla bi­so­gna: «Even­tuali Premi spe­ciali pos­sono es­sere ri­ser­vati ad eventi e realtà di par­ti­co­lare in­te­resse, come una sco­perta di “gio­ielli na­sco­sti”» (ri­chia­miamo nuo­va­mente i let­tori ma­schi alla se­rietà).

Que­sti i ca­pi­toli della no­stra ana­lisi anti-gi­ga/­gi­bi­giana:

1. Come si è “am­messi” al «Pre­mio Ita­live»?
2. Lo strano caso di una mo­stra pro­mossa solo dopo la sua chiu­sura.
3. Cosa ha ag­giunto alla no­to­rietà di «Ot­to­cento Lom­bardo» e di Lecco?
4. Re­go­la­rità ri­spetto al Re­go­la­mento?
5. Di quali pa­tro­cini gode il «Pre­mio Ita­live»?
6. «Ita­live» una pa­rola dai tanti im­pie­ghi.
7. Il vero fa­vore lo ha fatto (gra­tis) il Co­mune di Lecco alla piat­ta­forma Ita​live​.it.
8. Chi sa chi sono i giu­rati del «Pre­mio Ita­live»?
9. I ga­ranti della tra­spa­renza e cor­ret­tezza del «Pre­mio Ita­live».
10. Le col­la­bo­ra­zioni tra que­ste di­verse realtà.
11. Come fun­ziona la vo­ta­zione delle ini­zia­tive am­messe al «Pre­mio Ita­live»?
12. Una ini­zia­tiva a 10.000 IP di­na­mici — Vai con il voto a ma­netta.
13. Con i Pa­tro­cini stop alla pro­mo­zione a pa­ga­mento.

Av­ver­tenza per il let­tore.

Nello svi­lup­pare la no­stra ana­lisi sulle ca­rat­te­ri­sti­che del «Pre­mio Ita­live» ab­biamo ri­te­nuto utile ri­por­tare l’immagine di al­cune delle ini­zia­tive della Ca­te­go­ria «Mo­stre, Mer­cati e Fiere» in cui è stata col­lo­cata la mo­stra «Ot­to­cento Lom­bardo». Si tratta di 47 ini­zia­tive sulle 905 com­prese in quella Ca­te­go­ria dei par­te­ci­panti al «Pre­mio Ita­live».

Nella loro scelta ab­biamo se­guito il cri­te­rio di pro­por­zio­na­lità ri­spetto all’insieme delle 905 esa­mi­nate quanto al con­te­nuto: arte, ter­ri­to­rio, ga­stro­no­mia, ecc. Forse a qual­che let­tore parrà strano di ve­dere ac­co­stato al nome di un grande ar­ti­sta come Mirò la «Fe­sta della Mela Cam­pa­nina e del Par­mi­giano Reg­giano». Ma ciò è quanto trova il vi­si­ta­tore della piat­ta­forma: nella me­de­sima ca­te­go­ria sono me­sco­lati pit­tura e por­chette, scul­ture e bo­vini.

Sia chiaro: non ab­biamo as­so­lu­ta­mente nulla a ri­dire sulla piat­ta­forma che ospita le 4.377 ini­zia­tive che con­cor­rono al «Pre­mio Ita­live 2019». Anzi, se ci è con­sen­tito, lo scor­rere il lungo elenco di eventi di tutta Ita­lia ci ha riem­piti di stu­pore.
Quella gal­le­ria è straor­di­na­ria.

È uno spac­cato della no­stra so­cietà, colta da una an­go­la­zione as­so­lu­ta­mente ori­gi­nale, che me­rita di es­sere ap­prez­zata e stu­diata.

Un vero e sin­cero com­pli­menti! a Mar­ko­net Srl, l’organizzatore della piat­ta­forma, cui diamo un unico sug­ge­ri­mento: or­ga­niz­zate le cose in modo che le im­ma­gini delle ma­ni­fe­sta­zioni siano cor­ret­ta­mente vi­si­bili e non scon­ciate come pur­troppo sono per la mag­gior parte.
Sap­piamo che que­sto è un pro­blema or­ga­niz­za­tivo non da poco ma ren­de­rebbe la piat­ta­forma uno stru­mento ve­ra­mente utile per il­lu­strare i mille “ge­nius loci” del no­stro paese.

Di­versa è la no­stra va­lu­ta­zione sul «Pre­mio Ita­live».
Ne ab­biamo stu­diato con at­ten­zione i di­versi pas­saggi an­che per­ché in un primo mo­mento ave­vamo pen­sato di ca­ri­care sulla piat­ta­forma Ita​live​.it una no­stra ini­zia­tiva, che pro­get­tiamo per il pros­simo tardo au­tunno in Mi­lano, su temi le­gati all’esperienza di scien­ziato dell’Abate Stop­pani.

Ma guar­dando con at­ten­zione ci siamo resi conto di una se­rie di ne­ga­ti­vità, non della piat­ta­forma ma della strut­tura del «Pre­mio Ita­live» a essa col­le­gato. Ab­biamo an­che chie­sto chia­ri­menti all’organizzatore del pre­mio e fatto qual­che do­manda al «Mi­ni­stero dei beni e delle at­ti­vità cul­tu­rali» a pro­po­sito del loro Pa­tro­ci­nio.
Dall’insieme de­gli ele­menti rac­colti ci siamo resi conto che se la piat­ta­forma Ita​live​.it è pro­prio in­te­res­sante, il «Pre­mio Ita­live» è a no­stro av­viso molto mo­de­sto in ter­mini di rap­pre­sen­ta­ti­vità e di coe­renza in­terna. A quelli che a noi pa­iono suoi li­miti evi­denti de­di­chiamo i ca­pi­toli sot­to­stanti.

Vo­gliamo qui evi­den­ziare la sua in­con­gruità del pre­ve­dere una unica ca­te­go­ria — Mo­stre, Mer­cati e Fiere — per eventi del tutto ete­ro­ge­nei. Per­ché me­sco­lare Mirò con la «Fe­sta della Mela Cam­pa­nina e del Par­mi­giano Reg­giano» o il Ca­na­letto con «Mondo Sposi» o Si­roni con la «31ª Mo­stra zoo­tec­nica man­da­men­tale» di Ca­spog­gio Son­drio?
Non è nep­pure un mi­ne­strone (in cui i di­versi ele­menti si amal­ga­mano ot­ti­ma­mente) ma una ac­coz­za­glia senza senso, che svi­li­sce tutte le ini­zia­tive creando un ef­fetto ca­co­fo­nico e per nulla si­ner­gico.
Ri­te­niamo che da parte di “San­vito-Piazza” il non com­pren­dere que­sto aspetto della vi­cenda, è pro­prio il si­gillo alla loro in­ge­nuità cul­tu­rale e ina­de­gua­tezza nel ge­stire un tema così im­por­tante come la cul­tura della città di Man­zoni.

   1    Come si è “ammessi” al «Premio Italive»?

Ri­cor­date il Co­mu­ni­cato “San­vito-Piazza” del 24-ge­n/19 (sot­to­li­nea­ture no­stre)?

«[Ot­to­cento Lom­bardo] è stata cen­sita dal por­tale ITA​LIVE​.it e am­messa alle vo­ta­zioni che as­se­gne­ranno il Pre­mio ITALIVE 2019.»
«Il ri­co­no­sci­mento avuto con l’inserimento della mo­stra nel con­test pa­tro­ci­nato [ecc.]»

In que­ste 26 pa­role è rac­chiusa l’essenza della gi­bi­giana n. 1, che si ar­ti­cola in due spec­chietti:

Primo: far cre­dere che la mo­stra «Ot­to­cento Lom­bardo» sia emersa da un “cen­si­mento” (San­vito);
Se­condo: far cre­dere che sia stata «am­messa alle vo­ta­zioni» (San­vito) e/o «in­se­rita nel con­test» (Piazza) at­tra­verso chissà quale di­bat­tito e ana­lisi.

Que­ste due in­di­ca­zioni di “San­vito-Piazza” sono ve­ri­tiere?

NO! NON sono ve­ri­tiere. Sono en­trambe solo sug­ge­stive.

Primo.
La mo­stra «Ot­to­cento Lom­bardo» non è stata “cen­sita”. Si è auto-pro­po­sta, come le al­tre 4.377 ini­zia­tive “am­messe” al pre­mio.

Se­condo.
L’ammissione coin­cide con il ca­ri­ca­mento sulla piat­ta­forma (che può fare au­to­no­ma­mente chiun­que) ed è pres­soc­chè au­to­ma­tica; ven­gono escluse solo le ini­zia­tive man­canti dei dati pre­vi­sti dal data-base della piat­ta­forma e quelle pa­le­se­mente de­strut­tu­rate.

Dal Vo­ca­bo­la­rio Trec­cani:
«cen­si­ménto s. m. [der. di cen­sire]. – Ope­ra­zione sta­ti­stica di ri­le­va­zione di­retta e to­tale in­tesa ad ac­cer­tare lo stato di un fatto col­let­tivo in un dato mo­mento e ca­rat­te­riz­zata dall’istantaneità, dalla ge­ne­ra­lità e dalla pe­rio­di­cità: c. della po­po­la­zione; c. elet­to­rale; c. in­du­striale; delle abi­ta­zioni; c. agra­rio; c. del traf­fico, ecc.»

Sulla base del con­cetto di “cen­si­mento” si do­vrebbe quindi pen­sare:

– che l’organizzatore del «Pre­mio Ita­live» — os­sia l’agenzia di pub­bli­cità in­te­grata Mar­ko­net Srl di Roma — svolga an­nual­mente l’analisi delle die­cine di mi­gliaia di ini­zia­tive ga­stro­no­mi­che / sto­ri­che / cul­tu­rali / ecc. ecc. che ogni anno ven­gono or­ga­niz­zate in Ita­lia, cosa ov­via­mente inim­ma­gi­na­bile;

– che sulla base di que­sto “cen­si­mento”, Mar­ko­net Srl scelga (con i cri­teri in­di­cati nel pro­prio Re­go­la­mento), quali di que­ste die­cine di mi­gliaia di ini­zia­tive pos­sono a suo giu­di­zio par­te­ci­pare al “pre­mio” che essa stessa or­ga­nizza ogni anno.

Stanno così le cose?
Niente af­fatto: Mar­ko­net Srl non or­ga­nizza nes­sun “cen­si­mento”. Su que­sto San­vito-Piazza-Bri­vio non hanno com­preso pro­prio nulla.

Per es­sere “am­messi” al «Pre­mio Ita­live», non bi­so­gna es­sere stati cen­siti e nep­pure pas­sare a chissà quale va­glio di qua­lità.

Ce lo di­cono con esem­plare sin­tesi le prime pa­role del Re­go­la­mento di Ita​live​.it: «Mar­ko­net rac­co­glie le se­gna­la­zioni».
Non è dif­fi­cile ca­pirlo!

Se vo­lete che una vo­stra ini­zia­tiva ap­paia sul por­tale Ita​live​.it è in­fatti più che suf­fi­ciente tra­smet­tere via e-mail alla re­da­zione di Mar­ko­net Srl la do­cu­men­ta­zione: due pa­gi­nette di pre­sen­ta­zione e un paio di im­ma­gini, una per il for­mat che com­pa­rirà nelle ri­cer­che; even­tual­mente un’altra per quella al­le­gata al te­sto di pre­sen­ta­zione della mo­stra.

Per mag­giore spe­di­tezza, po­tete an­che ca­ri­care di­ret­ta­mente il ma­te­riale nella ap­po­sita pa­gina a ciò pre­di­spo­sta (https://​ita​live​.it/​s​e​g​n​a​l​a​c​i​-​e​v​e​n​t​o​-​g​r​a​t​u​i​t​a​m​e​n​te/).

È chiaro che se in­viate o ca­ri­cate una ini­zia­tiva senza capo né coda, la re­da­zione di Mar­ko­net in­ter­verrà ed even­tual­mente po­trà an­che non am­met­tere l’iniziativa sul por­tale.
Pro­ba­bil­mente se i ra­gazzi dell’oratorio di Por­tina di Sotto man­dano l’annuncio del loro tor­neo di cal­cetto, o gli Amici de­gli Ufo del quar­tiere Pron­tac­cio di Toma tra­smet­tono la pre­sen­ta­zione di una loro mo­stra sul come si pos­sano cat­tu­rare le astro­navi aliene, la re­da­zione di Mar­ko­net non lo pren­derà in con­si­de­ra­zione.

Ma per ini­zia­tive con un mi­nimo di strut­tura non ci sono pro­blemi.

Per la ve­rità, pen­san­doci bene, è in­vece ab­ba­stanza cu­rioso che Mar­ko­net Srl ab­bia ac­cet­tato l’accesso al pro­prio por­tale Ita​live​.it della mo­stra «Ot­to­cento Lom­bardo» di Lecco.
E ciò pro­prio sulla base di quel mi­nimo di con­trollo qua­li­ta­tivo che certo eser­cita sulle ini­zia­tive se­gna­late.

In ef­fetti «Ot­to­cento Lom­bardo» è pro­prio una di quelle ti­pi­che ini­zia­tive che do­vreb­bero es­sere scar­tate a priori dalla re­da­zione di Mar­ko­net Srl.

La mo­stra «Ot­to­cento Lom­bardo» NON RIPORTA in­fatti l’anno del suo pro­prio svol­gi­mento. E ciò su TUTTI gli stru­menti di co­mu­ni­ca­zione de­sti­nati al pub­blico.

Sì! non si stu­pi­sca il let­tore!
È que­sta una spe­cia­lità co­mu­ni­ca­tiva che “San­vito-Piazza-Bri­vio” hanno vo­luto do­nare alla città di Lecco!

Quindi ci si do­vrebbe do­man­dare: come mai la re­da­zione di Mar­ko­net Srl ha po­tuto ac­cet­tare la se­gna­la­zione di «Ot­to­cento Lom­bardo», così evi­den­te­mente scal­ca­gnata e con que­sta pa­tente auto-di­chia­ra­zione di in­com­pe­tenza or­ga­niz­za­tiva?

In realtà, pro­prio la pre­senza della mo­stra «Ot­to­cento Lom­bardo» tra i par­te­ci­panti al «Pre­mio Ita­live» fa com­pren­dere quanto l’organizzatore del pre­mio sia ela­stico, per­mis­sivo, ac­co­mo­dante.
Di­spo­sto a chiu­dere un oc­chio — e an­che due — su even­tuali cri­ti­cità an­che ma­cro­sco­pi­che delle ini­zia­tive che ac­co­glie sul pro­prio por­tale.

Eventi della Ca­te­go­ria «Mo­stre, Mer­cati e Fiere» in gara con «Ot­to­cento Lom­bardo» per il «Pre­mio Ita­live 2019».

Ri­cor­date il Man­zoni?

«Del sole il puro rag­gio / rotto dall’onda im­pura, / sulle ve­tu­ste mura / gi­bi­gia­nando va».

E il Porta?
«e per fà adoss ai picch la gi­bi­gianna / con quell to­pazz in did largh ona spanna» [e per fare ad­dosso ai gonzi la gi­bi­gianna con quel to­pa­zio al dito, largo una spanna].

E ri­cor­date il Re­go­la­mento del «Pre­mio Ita­live» / Art. 7?
«Even­tuali Premi spe­ciali pos­sono es­sere ri­ser­vati ad eventi e realtà di par­ti­co­lare in­te­resse, come una sco­perta di “gio­ielli na­sco­sti”.»

Bene!

Co­mu­ni­cato San­vito-Piazza del 24-ge­n/19
San­vito:
«[Ot­to­cento Lom­bardo] è stata cen­sita dal por­tale ITA​LIVE​.it e am­messa alle vo­ta­zioni che as­se­gne­ranno il Pre­mio ITALIVE 2019.
ITA​LIVE​.it, pa­tro­ci­nato dal Mi­ni­stero dei Beni e delle At­ti­vità Cul­tu­rali e del Tu­ri­smo e dal Mi­ni­stero dell’Ambiente e della Tu­tela del Ter­ri­to­rio e del Mare, è un pro­gramma di pro­mo­zione tu­ri­stica e cul­tu­rale che in­forma gli au­to­mo­bi­li­sti su quello che ac­cade nel ter­ri­to­rio che at­tra­ver­sano pro­po­nendo un ca­len­da­rio ag­gior­nato dei mi­gliori eventi or­ga­niz­zati, a cui ogni anno il por­tale de­dica il Pre­mio ITALIVE, giunto or­mai alla sua se­sta edi­zione.»

Piazza:
«Il ri­co­no­sci­mento avuto con l’inserimento della mo­stra nel con­test pa­tro­ci­nato dal Mi­ni­stero dei Beni e delle At­ti­vità Cul­tu­rali e del Tu­ri­smo con­ferma nuo­va­mente la qua­lità dell’evento ap­pena con­cluso e ri­co­no­sce alla città il va­lore dell’arte e della cul­tura che pro­muove».

Il Sin­daco Bri­vio (new­slet­ter, 25-ge­n/19) ha ri­preso quasi in­te­gral­mente il Co­mu­ni­cato “San­vito-Piazza” del 24-01-19 e ne ha evi­den­ziato la parte re­la­tiva ai pa­tro­cini:
«ITA​LIVE​.it, pa­tro­ci­nato dal Mi­ni­stero dei Beni e delle At­ti­vità Cul­tu­rali e del Tu­ri­smo [sic!!] e dal Mi­ni­stero dell’Ambiente e della Tu­tela del Ter­ri­to­rio e del Mare […].

Vi ha ag­giunto però una frase-perla tutta sua:
«Se avete vi­si­tato la mo­stra, qui po­tete vo­tarla e so­ste­nere la cul­tura e i mu­sei di Lecco!» (più avanti la ri­pren­diamo).

No­stro com­mento.
1. Il let­tore avrà no­tato che in tutta la fase pro­mo­zio­nale della mo­stra, av­viata ai primi di ot­to­bre 2018, e per tutti i 90 giorni della stessa, nes­suno si era mai so­gnato di par­lare del «Pre­mio Ita­live», di cui, solo con il Co­mu­ni­cato del 24-01-19 si è co­min­ciato a dire un gran bene, quasi con gri­do­lini di en­tu­sia­smo.

2. Pos­siamo dire che con l’adesione di Bri­vio que­sta gi­bi­giana del «Pre­mio Ita­live», è di­ven­tata una mega-gi­bi­giana.

Per pa­rarne il ba­gliore e ve­derci chiaro, dal mo­mento che né il Sin­daco Bri­vio, né l’Assessore Piazza, né l’organizzatore San­vito di ViDi Srl hanno ri­te­nuto op­por­tuno in­for­mare la cit­ta­di­nanza di cosa sia il tanto de­can­tato «Pre­mio Ita­live» e da chi sia or­ga­niz­zato, ab­biamo ri­te­nuto utile cer­care di il­lu­strarne noi fi­sio­no­mia, obiet­tivi, strut­tura e fun­zio­na­mento.

L’analisi che se­gue si svi­luppa at­tra­verso di­cias­sette ca­pi­toli il­lu­stra­tivi della na­tura delle va­rie gi­bi­giane che “San­vito-Piazza-Bri­vio”, hanno messo in azione con il Co­mu­ni­cato del 24-ge­n/19, e su quelle che molto pre­su­mi­bil­mente con­ti­nue­ranno ad agi­tare fino al marzo 2019, quando ver­ranno con­se­gnati i ri­co­no­sci­menti pre­vi­sti dal «Pre­mio Ita­live».

Siamo in­fatti orien­tati a ri­te­nere che la mo­stra «Ot­to­cento Lom­bardo», no­no­stante sia stata “cen­sita” (lo ha scritto San­vito) e con­te­stual­mente “am­messa” al «Pre­mio Ita­live» a mo­stra pra­ti­ca­mente chiusa, qual­che ri­co­no­sci­mento po­trebbe ri­ce­verlo.
Il che sa­rebbe ve­ra­mente cu­rioso e da pro­porre come caso di stu­dio per qual­che tesi uni­ver­si­ta­ria sulla fe­no­me­no­lo­gia dell’assurdo.

Sulla base del nor­male iter per­corso da tutte le al­tre 4.373 ini­zia­tive am­messe al Pre­mio, «Ot­to­cento Lom­bardo», non avrebbe in­fatti al­cuna pos­si­bi­lità di al­cun ri­co­no­sci­mento.

Prima di tutto per­ché non è stata vo­tata pra­ti­ca­mente da nes­suno. A oggi re­gi­stra in­fatti 49 “ra­tings” (cioè “clas­si­fi­ca­zioni”), 10 delle quali — a par­tire dal 27-ge­n/19 e tutte ne­ga­tive — sono del no­stro Cen­tro Studi, che ha vo­luto pro­vare il mec­ca­ni­smo di voto del pre­mio, di­mo­stra­tosi un co­la­brodo (lo di­remo me­glio più avanti).

In se­condo luogo per­ché è strut­tu­ral­mente (e per con­ferma de­gli stessi or­ga­niz­za­tori e pa­tro­ci­na­tori) quanto di più lon­tano si possa pen­sare dal rap­pre­sen­tare il “ge­nius loci” del ter­ri­to­rio.

Il quale è l’elemento chiave — ri­ba­dito a ogni piè so­spinto da­gli or­ga­niz­za­tori del pre­mio — su cui la giu­ria del pre­mio stesso si basa per for­mu­lare il giu­di­zio qua­li­ta­tivo, a in­te­gra­zione di quello quan­ti­ta­tivo (nel caso di «Ot­to­cento Lom­bardo», pra­ti­ca­mente nullo).

Il let­tore po­trebbe dire: e al­lora per­ché il vo­stro Cen­tro Studi ri­tiene che po­trebbe scap­parci co­mun­que un qual­che ri­co­no­sci­mento per «Ot­to­cento Lom­bardo»?

Lo ab­biamo già an­ti­ci­pato: il Re­go­la­mento del «Pre­mio Ita­live» prov­vede alla bi­so­gna: «Even­tuali Premi spe­ciali pos­sono es­sere ri­ser­vati ad eventi e realtà di par­ti­co­lare in­te­resse, come una sco­perta di “gio­ielli na­sco­sti”» (ri­chia­miamo nuo­va­mente i let­tori ma­schi alla se­rietà).

Que­sti i ca­pi­toli della no­stra ana­lisi anti-gi­ga/­gi­bi­giana:

1. Come si è “am­messi” al «Pre­mio Ita­live»?
2. Lo strano caso di una mo­stra pro­mossa solo dopo la sua chiu­sura.
3. Cosa ha ag­giunto alla no­to­rietà di «Ot­to­cento Lom­bardo» e di Lecco?
4. Re­go­la­rità ri­spetto al Re­go­la­mento?
5. Di quali pa­tro­cini gode il «Pre­mio Ita­live»?
6. «Ita­live» una pa­rola dai tanti im­pie­ghi.
7. Il vero fa­vore lo ha fatto (gra­tis) il Co­mune di Lecco alla piat­ta­forma Ita​live​.it.
8. Chi sa chi sono i giu­rati del «Pre­mio Ita­live»?
9. I ga­ranti della tra­spa­renza e cor­ret­tezza del «Pre­mio Ita­live».
10. Le col­la­bo­ra­zioni tra que­ste di­verse realtà.
11. Come fun­ziona la vo­ta­zione delle ini­zia­tive am­messe al «Pre­mio Ita­live»?
12. Una ini­zia­tiva a 10.000 IP di­na­mici — Vai con il voto a ma­netta.
13. Con i Pa­tro­cini stop alla pro­mo­zione a pa­ga­mento.

Av­ver­tenza per il let­tore.

Nello svi­lup­pare la no­stra ana­lisi sulle ca­rat­te­ri­sti­che del «Pre­mio Ita­live» ab­biamo ri­te­nuto utile ri­por­tare l’immagine di al­cune delle ini­zia­tive della Ca­te­go­ria «Mo­stre, Mer­cati e Fiere» in cui è stata col­lo­cata la mo­stra «Ot­to­cento Lom­bardo». Si tratta di 50 ini­zia­tive sulle 951 com­prese in quella Ca­te­go­ria dei par­te­ci­panti al «Pre­mio Ita­live».

Nella loro scelta ab­biamo se­guito il cri­te­rio di pro­por­zio­na­lità ri­spetto all’insieme delle 951 esa­mi­nate quanto al con­te­nuto: arte, ter­ri­to­rio, ga­stro­no­mia, ecc. Forse a qual­che let­tore parrà strano di ve­dere ac­co­stato al nome di un grande ar­ti­sta come Mirò la «Fe­sta della Mela Cam­pa­nina e del Par­mi­giano Reg­giano». Ma ciò è quanto trova il vi­si­ta­tore della piat­ta­forma: nella me­de­sima ca­te­go­ria sono me­sco­lati pit­tura e por­chette, scul­ture e bo­vini.

Sia chiaro: non ab­biamo as­so­lu­ta­mente nulla a ri­dire sulla piat­ta­forma che ospita le 4.377 ini­zia­tive che con­cor­rono al «Pre­mio Ita­live 2019». Anzi, se ci è con­sen­tito, lo scor­rere il lungo elenco di eventi di tutta Ita­lia ci ha riem­piti di stu­pore.
Quella gal­le­ria è straor­di­na­ria.

È uno spac­cato della no­stra so­cietà, colta da una an­go­la­zione as­so­lu­ta­mente ori­gi­nale, che me­rita di es­sere ap­prez­zata e stu­diata.

Un vero e sin­cero com­pli­menti! a Mar­ko­net Srl, l’organizzatore della piat­ta­forma, cui diamo un unico sug­ge­ri­mento: or­ga­niz­zate le cose in modo che le im­ma­gini delle ma­ni­fe­sta­zioni siano cor­ret­ta­mente vi­si­bili e non scon­ciate come pur­troppo sono per la mag­gior parte.
Sap­piamo che que­sto è un pro­blema or­ga­niz­za­tivo non da poco ma ren­de­rebbe la piat­ta­forma uno stru­mento ve­ra­mente utile per il­lu­strare i mille “ge­nius loci” del no­stro paese.

Di­versa è la no­stra va­lu­ta­zione sul «Pre­mio Ita­live». A quelli che a noi pa­iono li­miti evi­denti de­di­chiamo i ca­pi­toli sot­to­stanti.
Vo­gliamo qui evi­den­ziare la in­con­gruità del pre­ve­dere una unica ca­te­go­ria — Mo­stre, Mer­cati e Fiere — eventi del tutto ete­ro­ge­nei. Per­ché me­sco­lare Mirò con la «Fe­sta della Mela Cam­pa­nina e del Par­mi­giano Reg­giano» o il Ca­na­letto con «Mondo Sposi» o Si­roni con la «31ª Mo­stra zoo­tec­nica man­da­men­tale» di Ca­spog­gio Son­drio?
Non è nep­pure un mi­ne­strone (in cui i di­versi ele­menti si amal­gano ot­ti­ma­mente) ma una ac­coz­za­glia senza senso, che svi­li­sce tutte le ini­zia­tive creando un ef­fetto ca­co­fo­nico e per nulla si­ner­gico.
Ri­te­niamo che da parte di “San­vito-Piazza” il non com­pren­dere que­sto aspetto della vi­cenda, è pro­prio il si­gillo alla loro in­ge­nuità cul­tu­rale e ina­de­gua­tezza nel ge­stire un tema così im­por­tante come la cul­tura della città di Man­zoni.

   1    Come si è “ammessi” al «Premio Italive»?

Ri­cor­date il Co­mu­ni­cato “San­vito-Piazza” del 24-ge­n/19 (sot­to­li­nea­ture no­stre)?

«[Ot­to­cento Lom­bardo] è stata cen­sita dal por­tale ITA​LIVE​.it e am­messa alle vo­ta­zioni che as­se­gne­ranno il Pre­mio ITALIVE 2019.»
«Il ri­co­no­sci­mento avuto con l’inserimento della mo­stra nel con­test pa­tro­ci­nato [ecc.]»

In que­ste 26 pa­role è rac­chiusa l’essenza della gi­bi­giana n. 1, che si ar­ti­cola in due spec­chietti:

Primo: far cre­dere che la mo­stra «Ot­to­cento Lom­bardo» sia emersa da un “cen­si­mento” (San­vito);
Se­condo: far cre­dere che sia stata «am­messa alle vo­ta­zioni» (San­vito) e/o «in­se­rita nel con­test» (Piazza) at­tra­verso chissà quale di­bat­tito e ana­lisi.

Que­ste due in­di­ca­zioni di “San­vito-Piazza” sono ve­ri­tiere?

NO! NON sono ve­ri­tiere. Sono en­trambe solo sug­ge­stive.

Primo.
La mo­stra «Ot­to­cento Lom­bardo» non è stata “cen­sita”. Si è auto-pro­po­sta, come le al­tre 4.377 ini­zia­tive “am­messe” al pre­mio.

Se­condo.
L’ammissione coin­cide con il ca­ri­ca­mento sulla piat­ta­forma (che può fare au­to­no­ma­mente chiun­que) ed è pres­soc­chè au­to­ma­tica; ven­gono escluse solo le ini­zia­tive man­canti dei dati pre­vi­sti dal data-base della piat­ta­forma e quelle pa­le­se­mente de­strut­tu­rate.

Dal Vo­ca­bo­la­rio Trec­cani:
«cen­si­ménto s. m. [der. di cen­sire]. – Ope­ra­zione sta­ti­stica di ri­le­va­zione di­retta e to­tale in­tesa ad ac­cer­tare lo stato di un fatto col­let­tivo in un dato mo­mento e ca­rat­te­riz­zata dall’istantaneità, dalla ge­ne­ra­lità e dalla pe­rio­di­cità: c. della po­po­la­zione; c. elet­to­rale; c. in­du­striale; delle abi­ta­zioni; c. agra­rio; c. del traf­fico, ecc.»

Sulla base del con­cetto di “cen­si­mento” si do­vrebbe quindi pen­sare:

– che l’organizzatore del «Pre­mio Ita­live» — os­sia l’agenzia di pub­bli­cità in­te­grata Mar­ko­net Srl di Roma — svolga an­nual­mente l’analisi delle die­cine di mi­gliaia di ini­zia­tive ga­stro­no­mi­che / sto­ri­che / cul­tu­rali / ecc. ecc. che ogni anno ven­gono or­ga­niz­zate in Ita­lia, cosa ov­via­mente inim­ma­gi­na­bile;

– che sulla base di que­sto “cen­si­mento”, Mar­ko­net Srl scelga (con i cri­teri in­di­cati nel pro­prio Re­go­la­mento), quali di que­ste die­cine di mi­gliaia di ini­zia­tive pos­sono a suo giu­di­zio par­te­ci­pare al “pre­mio” che essa stessa or­ga­nizza ogni anno.

Stanno così le cose?
Niente af­fatto: Mar­ko­net Srl non or­ga­nizza nes­sun “cen­si­mento”. Su que­sto San­vito-Piazza-Bri­vio non hanno com­preso pro­prio nulla.

Per es­sere “am­messi” al «Pre­mio Ita­live», non bi­so­gna es­sere stati cen­siti e nep­pure pas­sare a chissà quale va­glio di qua­lità.

Ce lo di­cono con esem­plare sin­tesi le prime pa­role del Re­go­la­mento di Ita​live​.it: «Mar­ko­net rac­co­glie le se­gna­la­zioni».
Non è dif­fi­cile ca­pirlo!

Se vo­lete che una vo­stra ini­zia­tiva ap­paia sul por­tale Ita​live​.it è in­fatti più che suf­fi­ciente tra­smet­tere via e-mail alla re­da­zione di Mar­ko­net Srl la do­cu­men­ta­zione: due pa­gi­nette di pre­sen­ta­zione e un paio di im­ma­gini, una per il for­mat che com­pa­rirà nelle ri­cer­che; even­tual­mente un’altra per quella al­le­gata al te­sto di pre­sen­ta­zione della mo­stra.

Per mag­giore spe­di­tezza, po­tete an­che ca­ri­care di­ret­ta­mente il ma­te­riale nella ap­po­sita pa­gina a ciò pre­di­spo­sta (https://​ita​live​.it/​s​e​g​n​a​l​a​c​i​-​e​v​e​n​t​o​-​g​r​a​t​u​i​t​a​m​e​n​te/).

È chiaro che se in­viate o ca­ri­cate una ini­zia­tiva senza capo né coda, la re­da­zione di Mar­ko­net in­ter­verrà ed even­tual­mente po­trà an­che non am­met­tere l’iniziativa sul por­tale.
Pro­ba­bil­mente se i ra­gazzi dell’oratorio di Por­tina di Sotto man­dano l’annuncio del loro tor­neo di cal­cetto, o gli Amici de­gli Ufo del quar­tiere Pron­tac­cio di Toma tra­smet­tono la pre­sen­ta­zione di una loro mo­stra sul come si pos­sano cat­tu­rare le astro­navi aliene, la re­da­zione di Mar­ko­net non lo pren­derà in con­si­de­ra­zione.

Ma per ini­zia­tive con un mi­nimo di strut­tura non ci sono pro­blemi.

Per la ve­rità, pen­san­doci bene, è in­vece ab­ba­stanza cu­rioso che Mar­ko­net Srl ab­bia ac­cet­tato l’accesso al pro­prio por­tale Ita​live​.it della mo­stra «Ot­to­cento Lom­bardo» di Lecco.
E ciò pro­prio sulla base di quel mi­nimo di con­trollo qua­li­ta­tivo che certo eser­cita sulle ini­zia­tive se­gna­late.

In ef­fetti «Ot­to­cento Lom­bardo» è pro­prio una di quelle ti­pi­che ini­zia­tive che do­vreb­bero es­sere scar­tate a priori dalla re­da­zione di Mar­ko­net Srl.

La mo­stra «Ot­to­cento Lom­bardo» NON RIPORTA in­fatti l’anno del suo pro­prio svol­gi­mento. E ciò su TUTTI gli stru­menti di co­mu­ni­ca­zione de­sti­nati al pub­blico.

Sì! non si stu­pi­sca il let­tore!
È que­sta una spe­cia­lità co­mu­ni­ca­tiva che “San­vito-Piazza-Bri­vio” hanno vo­luto do­nare alla città di Lecco!

Quindi ci si do­vrebbe do­man­dare: come mai la re­da­zione di Mar­ko­net Srl ha po­tuto ac­cet­tare la se­gna­la­zione di «Ot­to­cento Lom­bardo», così evi­den­te­mente scal­ca­gnata e con que­sta pa­tente auto-di­chia­ra­zione di in­com­pe­tenza or­ga­niz­za­tiva?

In realtà, pro­prio la pre­senza della mo­stra «Ot­to­cento Lom­bardo» tra i par­te­ci­panti al «Pre­mio Ita­live» fa com­pren­dere quanto l’organizzatore del pre­mio sia ela­stico, per­mis­sivo, ac­co­mo­dante.
Di­spo­sto a chiu­dere un oc­chio — e an­che due — su even­tuali cri­ti­cità an­che ma­cro­sco­pi­che delle ini­zia­tive che ac­co­glie sul pro­prio por­tale.

Eventi della Ca­te­go­ria «Mo­stre, Mer­cati e Fiere» in gara con «Ot­to­cento Lom­bardo» per il «Pre­mio Ita­live 2019».

Eventi della Ca­te­go­ria «Mo­stre, Mer­cati e Fiere» in gara con «Ot­to­cento Lom­bardo» per il «Pre­mio Ita­live 2019».

   2    Lo strano caso di una mostra promossa solo dopo la sua chiusura.

Una per­mis­si­vità che si spinge fino a pub­bli­care — e a «sot­to­porre alla va­lu­ta­zione di gra­di­mento (ra­ting) dei viag­gia­tori» (vedi Re­go­la­mento) — ri­chie­ste che ar­ri­vano tre giorni prima della chiu­sura dell’iniziativa, come è il caso di «Ot­to­cento Lom­bardo» e — cosa an­cora più cu­riosa — in vio­la­zione aperta dello stesso Re­go­la­mento del Pre­mio che re­cita:

«9. La data di con­se­gna dei Premi av­viene nor­mal­mente en­tro il mese di marzo suc­ces­sivo al ter­mine delle clas­si­fi­ca­zioni (di­cem­bre dell’anno pre­ce­dente).»

Non pos­siamo dire quando l’organizzatore ViDi Srl o l’Assessore Piazza ab­biano inol­trato la do­cu­men­ta­zione di «Ot­to­cento Lom­bardo» per­ché fosse pre­sente sul por­tale Ita​live​.it.

Sap­piamo però con cer­tezza — re­gi­stra­zione cer­ti­fi­cata — che i ri­fe­ri­menti della mo­stra sono stati ca­ri­cati sul por­tale Ita​live​.it nella tarda mat­ti­nata di gio­vedì 17 gen­naio 2019, os­sia tre giorni prima che la mo­stra chiu­desse i bat­tenti e 17 giorni dopo lo sca­dere dei ter­mini fis­sati dal Re­go­la­mento del «Pre­mio Ita­live».

Per chiu­dere que­sto ca­pi­tolo, può es­sere istrut­tivo ve­dere quale fosse l’attenzione de­di­cata dal Sin­daco Bri­vio alla mo­stra «Ot­to­cento Lom­bardo» che nella ce­ri­mo­nia di inau­gu­ra­zione del 19-ot­t/18 aveva au­spi­cato po­tesse spin­gere i tu­ri­sti a vi­si­tare Lecco an­che per la sua cul­tura.

Il suc­ces­sivo 26-ot­t/18 Bri­vio sulla sua new­slet­ter aveva ri­por­tato il Co­mu­ni­cato Stampa uf­fi­ciale ma nei tre mesi di svol­gi­mento della mo­stra, an­che quando ap­pa­riva or­mai chiara la scarsa af­fluenza di vi­si­ta­tori, il primo cit­ta­dino si era li­mi­tato a in­se­rire due pa­role di ri­fe­ri­mento alla mo­stra tra le tante no­ti­zie va­rie con cui è so­lito chiu­dere le sue set­ti­ma­nali new­slet­ter.

Di se­guito un brano dalla new­slet­ter di Bri­vio del 21-di­c/18 (ne man­te­niamo le me­de­sime im­po­sta­zioni ti­po­gra­fi­che) sia come ti­pico esem­pio della non at­ten­zione pre­stata dal Sin­daco alla mo­stra «Ot­to­cento Lom­bardo», di­ser­tata dai lec­chesi per la sua ina­de­gua­tezza; sia del fatto che a fine di­cem­bre il «Pre­mio Ita­live» era an­cora nel mondo dei so­gni di or­ga­niz­za­tori e am­mi­ni­stra­tori (tanto per la cro­naca e prima che a qual­cuno ven­gano in mente idee biz­zarre di ri­scrit­tura di quanto real­mente av­ve­nuto).

________

21 di­cem­bre 2018 Tutti i pros­simi ap­pun­ta­menti
Tempo di Na­tale 2018:
ve­nerdì 21 alle 21 con­certo di Na­tale del Coro Al­pino Lec­chese e Coro Gri­gna all’Auditorium Casa dell’Economia a Lecco.
Sa­bato 22 alle 17.15 all’angolo della Torre Vi­scon­tea “Tuba sotto l’albero”, arie di Na­tale suo­nate da bassi tuba e eu­pho­nium.
Do­me­nica 23 alle 11 nel sa­lone Renzo e Lu­cia di via Bain­sizza, 6 a Olate inau­gu­ra­zione della 13^ edi­zione di At­mo­sfere Na­ta­li­zie.
Alle 20 sa­lita na­ta­li­zia al San Mar­tino con par­tenza da via Pa­ra­diso, 2 e alle 21 Santa Messa alla Cap­pel­letta.
Lu­nedì 24 “Vi­gi­lia in pi­sta” con pic­coli pa­net­toni of­ferti ai frui­tori della pi­sta del ghiac­cio di piazza Ga­ri­baldi.
Nelle foto la Lu­cia il­lu­mi­nata in piazza Diaz, po­si­zio­nata a cura dell’Associazione Im­bar­ca­zioni Sto­ri­che del La­rio e dei La­ghi Mi­nori e dal Co­mune di Lecco.
Do­me­nica 23 alle 16 al Pla­ne­ta­rio di Lecco la pro­ie­zione de­di­cata a “La Stella di Na­tale”, in re­plica fino al 6 gen­naio.
Nel fine set­ti­mana a Lecco è pos­si­bile ve­dere dalle 10 alle 18 l’VIII Mo­stra di Pre­sepi e Dio­rami al­le­stita al Pa­lazzo delle Paure, dove con gli stessi orari, re­sta vi­si­ta­bile an­che la mo­stra Ot­to­cento Lom­bardo da Hayez a Se­gan­tini. Vi se­gnalo l’apertura straor­di­na­ria an­che il giorno di Santo Ste­fano, mer­co­ledì 26, dalle ore 10 alle ore 18.
Al cir­colo F.lli Fi­gini di via dell’Armonia, 5 a Lecco è al­le­stita fino al 10 gen­naio la mo­stra fo­to­gra­fica di Luigi Mon­tuoro “La Crisi in Si­len­zio”: la crisi eco­no­mica di­pinta at­tra­verso scatti quo­ti­diani che oscil­lano tra sof­fe­renza, iso­la­mento e spe­ranza.
La mo­stra è vi­si­ta­bile tutti i giorni dalle 9 alle 22, chiusa lu­nedì e ve­nerdì.
_____

   3    Cosa ha aggiunto alla notorietà di «Ottocento Lombardo» e di Lecco?

Quanto all’incremento della no­to­rietà, la ri­spo­sta è sem­pli­cis­sima: nes­sun in­cre­mento di no­to­rietà né per la mo­stra né per Lecco.
Ci se­gua un at­timo il let­tore e com­pren­derà per­ché.

«Ot­to­cento Lom­bardo» è stata ca­ri­cata sulla piat­ta­forma ita​live​.it il 17-ge­n/19, tre giorni prima che chiu­desse i bat­tenti.

Quando “San­vito-Piazza-Bri­vio” ne hanno dato no­ti­zia il 24-ge­n/19, se ave­ste pro­vato a cer­care la mo­stra sulla piat­ta­forma se­le­zio­nando “Lom­bar­dia” e im­met­tendo le date di ini­zio e fine (20-01-2018 / 20-01/2019), il si­stema vi avrebbe dato tutte le ini­zia­tive an­cora in corso al 24-gen­n/19 ma non «Ot­to­cento Lom­bardo» (che ha chiuso il 20-ge­n/19).

Non la avre­ste tro­vata nep­pure di­gi­tando “ot­to­cento” (o qual­siasi al­tra pa­rola at­ti­nente alla mo­stra) nel campo pre­di­spo­sto per le ri­cer­che li­bere, o con qual­siasi al­tro cri­te­rio vi po­tesse ve­nire in mente (le ri­cer­che per città non sono pre­vi­ste).

A ogni vo­stra ri­cerca il si­stema vi avrebbe pro­po­sto l’elenco di tutte le ini­zia­tive an­cora in corso (o con aper­tura in pe­riodo suc­ces­sivo) ma di «Ot­to­cento Lom­bardo» non avre­ste tro­vato nulla. E per­ché?

Il per­ché “San­vito-Piazza-Bri­vio” nel Co­mu­ni­cato del 24-ge­n/19 non lo hanno spie­gato, troppo im­pe­gnati a pa­rarsi il fianco (come suona bene detto così!).

E al­lora vi sve­liamo noi il mi­stero, che è sem­pli­cis­simo ma non im­me­dia­ta­mente per­ce­pi­bile (da nes­suna parte sulla piat­ta­forma si dice al­cun­ché in pro­po­sito).

Nel menù delle ini­zia­tive, l’ultima voce reca “Ar­chi­vio eventi”. Se clic­cate, ar­ri­vate in un’altra se­zione della piat­ta­forma dove, se at­ti­vate una ri­cerca per “Lom­bar­dia” e “data” vi si pre­sen­tano 4 pa­gine con 30 in­ser­zioni cia­scuna che po­tete scor­rere alla ri­cerca della mo­stra «Ot­to­cento Lom­bardo».

La tro­vate in fi­lotto dopo la «Sa­gra del Ri­sotto di Le­gnano» (Le­gnano-Mi­lano) e la «Sa­gra dei Ca­nun­séi de Sant’Antone» (Ca­stel­co­vati-Bre­scia).

Se in­vece nel campo li­bero cer­cate “ot­to­cento” tro­vate su­bito la mo­stra, an­che se sgan­ghe­rata. Lo si nota im­me­dia­ta­mente: l’immagine è in­fatti ma­la­mente ta­gliata.

San­vito-Piazza”, quando hanno tra­smesso la do­cu­men­ta­zione, hanno in­fatti man­dato la prima im­ma­gine che è ca­pi­tata loro sotto mano, in­fi­schian­do­sene di mi­sure e al­tre mi­se­rie del ge­nere.

Dal canto suo la re­da­zione di Mar­ko­net Srl, in­ter­ro­gata da noi su que­sto aspetto, ci ha ri­spo­sto: «Il ma­te­riale viene for­nito dall’organizzatore dell’evento, evi­tiamo di la­vo­rarlo per non in­cor­rere in er­rori

È ov­vio, non pos­sono met­tersi a in­se­guire l’inconsapevole As­ses­sore alla Cul­tura di Lecco (con de­lega alla co­mu­ni­ca­zione) o i suoi con­su­lenti che ri­ten­gono forse “de­li­rante” l’idea di con­trol­lare gli spazi a di­spo­si­zione per le co­mu­ni­ca­zioni delle mo­stre loro af­fi­date.

Il let­tore an­che di­stratto avrà no­tato che l’approdo della mo­stra «Ot­to­cento Lom­bardo» alla piat­ta­forma Ita​live​.it ne ha de­ter­mi­nato mi­ra­co­li­sti­ca­mente due mu­ta­menti strut­tu­rali.

Primo: il cam­bio di data.
Sull’annuncio della mo­stra è in­fatti in­di­cata come data di ini­zio il 28 ot­to­bre 2018, quando in­vece la mo­stra ha aperto i bat­tenti il 20 ot­to­bre 2018 (come del re­sto leg­gi­bile pro­prio sulla fi­gura so­vra­stante).

Il se­condo: il cam­bio di ti­tolo.
Que­sto dei ti­toli a ca­sac­cio è un po’ un vezzo dei cu­ra­tori di que­sta ini­zia­tiva. In­fatti il nuovo ti­tolo è «Ot­to­cento Lom­bardo: da Hayez a Se­gan­tini», pro­prio quello che aveva prima della cura Bar­to­lena-Piazza, tesa a ga­ran­tirne il più pos­si­bile l’anonimato e l’ambiguità dei con­te­nuti.

Nella no­stra ana­lisi cri­tica ave­vamo sot­to­li­neato che il ti­tolo «Ot­to­cento Lom­bardo» po­teva in­di­care qua­lun­que cosa e quindi non ser­viva a nulla; che era molto me­glio il ti­tolo stu­diato in una prima fase, con il ri­fe­ri­mento, ap­punto, ad Hayez e Se­gan­tini.

Che nel corso di que­sta sca­lata alla pre­sti­giosa piat­ta­forma Ita​live​.it Piazza-Bar­to­lena ab­biano vo­luto darci si­len­zio­sa­mente ra­gione?

Du­bi­tiamo.
Forse — da veri ta­lenti nell’arte dell’approssimazione (fanno quasi te­ne­rezza, non ne com­bi­nano una giu­sta!) — hanno vo­luto creare un poco di ec­ci­tante scon­certo, dando alla mo­stra or­mai chiusa e si­gil­lata nell’archivio della piat­ta­forma Ita​live​.it sia una data pa­le­se­mente er­rata sia un ti­tolo di­verso da quello usato per i no­vanta giorni dell’esposizione ma as­so­nante con «Ot­to­cento — L’Arte dell’Italia tra Hayez e Se­gan­tini», la mo­stra che si svolge a Forlì, Mu­sei San Do­me­nico, dal 9 feb­braio al 16 giu­gno 2019.

Da quanto vi ab­biamo ri­fe­rito è ve­ra­mente ben dif­fi­cile che qual­cuno sia po­tuto ar­ri­vare alla mo­stra «Ot­to­cento Lom­bardo» at­tra­verso la ri­cerca sulla piat­ta­forma.

E in­fatti, quando il 27-ge­n/19 (gra­zie alla se­gna­la­zione di un vero amico di Lecco) ab­biamo con­sul­tato per la prima volta la piat­ta­forma Ita​live​.it, il ra­ting (voti) della pa­gina di «Ot­to­cento Lom­bardo» era a 39.
Oggi è sa­lita a 49. Ma solo per­ché il no­stro Cen­tro Studi ha fatto un po’ di prove sul mec­ca­ni­smo di vo­ta­zione, tro­van­done ben pre­sto tutte le fra­gi­lità (ma di que­sto più avanti in det­ta­glio).

Ri­pe­tiamo: NESSUNO, tranne noi, ha vo­tato «Ot­to­cento Lom­bardo» dal 27 gen­naio a oggi 9 feb­braio, no­no­stante l’invito di “San­vito-Piazza-Bri­vio” che, per fa­ci­li­tare gli even­tuali en­tu­sia­sti, hanno creato un link di­ret­ta­mente alla pa­gina, con­sci che al­tri­menti nes­suno ci sa­rebbe ar­ri­vato.

In con­clu­sione: uti­lità della pre­senza sulla piat­ta­forma Ita​live​.it per «Ot­to­cento Lom­bardo» in ter­mini di mag­giore no­to­rietà = ZERO.
Per quanto ri­guarda Lecco, an­che qui — ov­via­mente — la ri­spo­sta è ZERO, cui si può ag­giun­gere uno spe­ciale ZERO sup­ple­men­tare.

In­fatti, nella lunga pa­gina di pre­sen­ta­zione della mo­stra, la pa­rola “Lecco” com­pare solo come lo­ca­lità del “Pa­lazzo delle Paure”, che ha ospi­tato la mo­stra. Della città nulla si dice. Né tanto meno di cosa sia il “Pa­lazzo delle Paure”.

Quindi per l’incremento della no­to­rietà di Lecco, ZERO alla se­conda, o alla terza, o alla en­ne­sima po­tenza, come pre­fe­rite (i ma­te­ma­tici ci pas­se­ranno que­sta li­bertà).

   2    Lo strano caso di una mostra promossa solo dopo la sua chiusura.

Una per­mis­si­vità che si spinge fino a pub­bli­care — e a «sot­to­porre alla va­lu­ta­zione di gra­di­mento (ra­ting) dei viag­gia­tori» (vedi Re­go­la­mento) — ri­chie­ste che ar­ri­vano tre giorni prima della chiu­sura dell’iniziativa, come è il caso di «Ot­to­cento Lom­bardo» e — cosa an­cora più cu­riosa — in vio­la­zione aperta dello stesso Re­go­la­mento del Pre­mio che re­cita:

«9. La data di con­se­gna dei Premi av­viene nor­mal­mente en­tro il mese di marzo suc­ces­sivo al ter­mine delle clas­si­fi­ca­zioni (di­cem­bre dell’anno pre­ce­dente).»

Non pos­siamo dire quando l’organizzatore ViDi Srl o l’Assessore Piazza ab­biano inol­trato la do­cu­men­ta­zione di «Ot­to­cento Lom­bardo» per­ché fosse pre­sente sul por­tale Ita​live​.it.

Sap­piamo però con cer­tezza — re­gi­stra­zione cer­ti­fi­cata — che i ri­fe­ri­menti della mo­stra sono stati ca­ri­cati sul por­tale Ita​live​.it nella tarda mat­ti­nata di gio­vedì 17 gen­naio 2019, os­sia tre giorni prima che la mo­stra chiu­desse i bat­tenti e 17 giorni dopo lo sca­dere dei ter­mini fis­sati dal Re­go­la­mento del «Pre­mio Ita­live».

Per chiu­dere que­sto ca­pi­tolo, può es­sere istrut­tivo ve­dere quale fosse l’attenzione de­di­cata dal Sin­daco Bri­vio alla mo­stra «Ot­to­cento Lom­bardo» che nella ce­ri­mo­nia di inau­gu­ra­zione del 25-ot­t/18 aveva au­spi­cato po­tesse spin­gere i tu­ri­sti a vi­si­tare Lecco an­che per la sua cul­tura.

Il giorno suc­ces­sivo 26-ot­t/18 Bri­vio sulla sua new­slet­ter aveva ri­por­tato il Co­mu­ni­cato Stampa uf­fi­ciale ma nei tre mesi di svol­gi­mento della mo­stra, an­che quando ap­pa­riva or­mai chiara la scarsa af­fluenza di vi­si­ta­tori, il primo cit­ta­dino si era li­mi­tato a in­se­rire due pa­role di ri­fe­ri­mento alla mo­stra tra le tante no­ti­zie va­rie con cui è so­lito chiu­dere le sue set­ti­ma­nali new­slet­ter.

Di se­guito un brano dalla new­slet­ter di Bri­vio del 21-di­c/18 (ne man­te­niamo le me­de­sime im­po­sta­zioni ti­po­gra­fi­che) sia come ti­pico esem­pio della non at­ten­zione pre­stata dal Sin­daco alla mo­stra «Ot­to­cento Lom­bardo», di­ser­tata dai lec­chesi per la sua ina­de­gua­tezza; sia del fatto che a fine di­cem­bre il «Pre­mio Ita­live» era an­cora nel mondo dei so­gni di or­ga­niz­za­tori e am­mi­ni­stra­tori (tanto per la cro­naca e prima che a qual­cuno ven­gano in mente idee biz­zarre di ri­scrit­tura di quanto real­mente av­ve­nuto).

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21 di­cem­bre 2018 Tutti i pros­simi ap­pun­ta­menti
Tempo di Na­tale 2018:
ve­nerdì 21 alle 21 con­certo di Na­tale del Coro Al­pino Lec­chese e Coro Gri­gna all’Auditorium Casa dell’Economia a Lecco.
Sa­bato 22 alle 17.15 all’angolo della Torre Vi­scon­tea “Tuba sotto l’albero”, arie di Na­tale suo­nate da bassi tuba e eu­pho­nium.
Do­me­nica 23 alle 11 nel sa­lone Renzo e Lu­cia di via Bain­sizza, 6 a Olate inau­gu­ra­zione della 13^ edi­zione di At­mo­sfere Na­ta­li­zie.
Alle 20 sa­lita na­ta­li­zia al San Mar­tino con par­tenza da via Pa­ra­diso, 2 e alle 21 Santa Messa alla Cap­pel­letta.
Lu­nedì 24 “Vi­gi­lia in pi­sta” con pic­coli pa­net­toni of­ferti ai frui­tori della pi­sta del ghiac­cio di piazza Ga­ri­baldi.
Nelle foto la Lu­cia il­lu­mi­nata in piazza Diaz, po­si­zio­nata a cura dell’Associazione Im­bar­ca­zioni Sto­ri­che del La­rio e dei La­ghi Mi­nori e dal Co­mune di Lecco.
Do­me­nica 23 alle 16 al Pla­ne­ta­rio di Lecco la pro­ie­zione de­di­cata a “La Stella di Na­tale”, in re­plica fino al 6 gen­naio.
Nel fine set­ti­mana a Lecco è pos­si­bile ve­dere dalle 10 alle 18 l’VIII Mo­stra di Pre­sepi e Dio­rami al­le­stita al Pa­lazzo delle Paure, dove con gli stessi orari, re­sta vi­si­ta­bile an­che la mo­stra Ot­to­cento Lom­bardo da Hayez a Se­gan­tini. Vi se­gnalo l’apertura straor­di­na­ria an­che il giorno di Santo Ste­fano, mer­co­ledì 26, dalle ore 10 alle ore 18.
Al cir­colo F.lli Fi­gini di via dell’Armonia, 5 a Lecco è al­le­stita fino al 10 gen­naio la mo­stra fo­to­gra­fica di Luigi Mon­tuoro “La Crisi in Si­len­zio”: la crisi eco­no­mica di­pinta at­tra­verso scatti quo­ti­diani che oscil­lano tra sof­fe­renza, iso­la­mento e spe­ranza.
La mo­stra è vi­si­ta­bile tutti i giorni dalle 9 alle 22, chiusa lu­nedì e ve­nerdì.
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   3    Cosa ha aggiunto alla notorietà di «Ottocento Lombardo» e di Lecco?

Quanto all’incremento della no­to­rietà, la ri­spo­sta è sem­pli­cis­sima: nes­sun in­cre­mento di no­to­rietà né per la mo­stra né per Lecco.
Ci se­gua un at­timo il let­tore e com­pren­derà per­ché.

«Ot­to­cento Lom­bardo» è stata ca­ri­cata sulla piat­ta­forma ita​live​.it il 17-ge­n/19, tre giorni prima che chiu­desse i bat­tenti.

Quando “San­vito-Piazza-Bri­vio” ne hanno dato no­ti­zia il 24-ge­n/19, se ave­ste pro­vato a cer­care la mo­stra sulla piat­ta­forma se­le­zio­nando “Lom­bar­dia” e im­met­tendo le date di ini­zio e fine (20-01-2018 / 20-01/2019), il si­stema vi avrebbe dato tutte le ini­zia­tive an­cora in corso al 24-gen­n/19 ma non «Ot­to­cento Lom­bardo» (che ha chiuso il 20-ge­n/19).

Non la avre­ste tro­vata nep­pure di­gi­tando “ot­to­cento” (o qual­siasi al­tra pa­rola at­ti­nente alla mo­stra) nel campo pre­di­spo­sto per le ri­cer­che li­bere, o con qual­siasi al­tro cri­te­rio vi po­tesse ve­nire in mente (le ri­cer­che per città non sono pre­vi­ste).

A ogni vo­stra ri­cerca il si­stema vi avrebbe pro­po­sto l’elenco di tutte le ini­zia­tive an­cora in corso (o con aper­tura in pe­riodo suc­ces­sivo) ma di «Ot­to­cento Lom­bardo» non avre­ste tro­vato nulla. E per­ché?

Il per­ché “San­vito-Piazza-Bri­vio” nel Co­mu­ni­cato del 24-ge­n/19 non lo hanno spie­gato, troppo im­pe­gnati a pa­rarsi il fianco (come suona bene detto così!).

E al­lora vi sve­liamo noi il mi­stero, che è sem­pli­cis­simo ma non im­me­dia­ta­mente per­ce­pi­bile (da nes­suna parte sulla piat­ta­forma si dice al­cun­ché in pro­po­sito).

Nel menù delle ini­zia­tive, l’ultima voce reca “Ar­chi­vio eventi”. Se clic­cate, ar­ri­vate in un’altra se­zione della piat­ta­forma dove, se at­ti­vate una ri­cerca per “Lom­bar­dia” e “data” vi si pre­sen­tano 4 pa­gine con 30 in­ser­zioni cia­scuna che po­tete scor­rere alla ri­cerca della mo­stra «Ot­to­cento Lom­bardo».

La tro­vate in fi­lotto dopo la «Sa­gra del Ri­sotto di Le­gnano» (Le­gnano-Mi­lano) e la «Sa­gra dei Ca­nun­séi de Sant’Antone» (Ca­stel­co­vati-Bre­scia).

Se in­vece nel campo li­bero cer­cate “ot­to­cento” tro­vate su­bito la mo­stra, an­che se sgan­ghe­rata. Lo si nota im­me­dia­ta­mente: l’immagine è in­fatti ma­la­mente ta­gliata.

San­vito-Piazza”, quando hanno tra­smesso la do­cu­men­ta­zione, hanno in­fatti man­dato la prima im­ma­gine che è ca­pi­tata loro sotto mano, in­fi­schian­do­sene di mi­sure e al­tre mi­se­rie del ge­nere.

Dal canto suo la re­da­zione di Mar­ko­net Srl, in­ter­ro­gata da noi su que­sto aspetto, ci ha ri­spo­sto: «Il ma­te­riale viene for­nito dall’organizzatore dell’evento, evi­tiamo di la­vo­rarlo per non in­cor­rere in er­rori

È ov­vio, non pos­sono met­tersi a in­se­guire l’inconsapevole As­ses­sore alla Cul­tura di Lecco (con de­lega alla co­mu­ni­ca­zione) o i suoi con­su­lenti che ri­ten­gono forse “de­li­rante” l’idea di con­trol­lare gli spazi a di­spo­si­zione per le co­mu­ni­ca­zioni delle mo­stre loro af­fi­date.

Il let­tore an­che di­stratto avrà no­tato che l’approdo della mo­stra «Ot­to­cento Lom­bardo» alla piat­ta­forma Ita​live​.it ne ha de­ter­mi­nato mi­ra­co­li­sti­ca­mente due mu­ta­menti strut­tu­rali.

Primo: il cam­bio di data.
Sull’annuncio della mo­stra è in­fatti in­di­cata come data di ini­zio il 28 ot­to­bre 2018, quando in­vece la mo­stra ha aperto i bat­tenti il 20 ot­to­bre 2018 (come del re­sto leg­gi­bile pro­prio sulla fi­gura so­vra­stante).

Il se­condo: il cam­bio di ti­tolo.
Que­sto dei ti­toli a ca­sac­cio è un po’ un vezzo dei cu­ra­tori di que­sta ini­zia­tiva. In­fatti il nuovo ti­tolo è «Ot­to­cento Lom­bardo: da Hayez a Se­gan­tini», pro­prio quello che aveva prima della cura Bar­to­lena-Piazza, tesa a ga­ran­tirne il più pos­si­bile l’anonimato e l’ambiguità dei con­te­nuti.

Nella no­stra ana­lisi cri­tica ave­vamo sot­to­li­neato che il ti­tolo «Ot­to­cento Lom­bardo» po­teva in­di­care qua­lun­que cosa e quindi non ser­viva a nulla; che era molto me­glio il ti­tolo stu­diato in una prima fase, con il ri­fe­ri­mento, ap­punto, ad Hayez e Se­gan­tini.

Che nel corso di que­sta sca­lata alla pre­sti­giosa piat­ta­forma Ita​live​.it Piazza-Bar­to­lena ab­biano vo­luto darci si­len­zio­sa­mente ra­gione?

Du­bi­tiamo.
Forse — da veri ta­lenti nell’arte dell’approssimazione (fanno quasi te­ne­rezza, non ne com­bi­nano una giu­sta!) — hanno vo­luto creare un poco di ec­ci­tante scon­certo, dando alla mo­stra or­mai chiusa e si­gil­lata nell’archivio della piat­ta­forma Ita​live​.it sia una data pa­le­se­mente er­rata sia un ti­tolo di­verso da quello usato per i no­vanta giorni dell’esposizione ma as­so­nante con «Ot­to­cento — L’Arte dell’Italia tra Hayez e Se­gan­tini», la mo­stra che si svolge a Forlì, Mu­sei San Do­me­nico, dal 9 feb­braio al 16 giu­gno 2019.

Da quanto vi ab­biamo ri­fe­rito è ve­ra­mente ben dif­fi­cile che qual­cuno sia po­tuto ar­ri­vare alla mo­stra «Ot­to­cento Lom­bardo» at­tra­verso la ri­cerca sulla piat­ta­forma.

E in­fatti, quando il 27-ge­n/19 (gra­zie alla se­gna­la­zione di un vero amico di Lecco) ab­biamo con­sul­tato per la prima volta la piat­ta­forma Ita​live​.it, il ra­ting (voti) della pa­gina di «Ot­to­cento Lom­bardo» era a 39.
Oggi è sa­lita a 49. Ma solo per­ché il no­stro Cen­tro Studi ha fatto un po’ di prove sul mec­ca­ni­smo di vo­ta­zione, tro­van­done ben pre­sto tutte le fra­gi­lità (ma di que­sto più avanti in det­ta­glio).

Ri­pe­tiamo: NESSUNO, tranne noi, ha vo­tato «Ot­to­cento Lom­bardo» dal 27 gen­naio a oggi 9 feb­braio, no­no­stante l’invito di “San­vito-Piazza-Bri­vio” che, per fa­ci­li­tare gli even­tuali en­tu­sia­sti, hanno creato un link di­ret­ta­mente alla pa­gina, con­sci che al­tri­menti nes­suno ci sa­rebbe ar­ri­vato.

In con­clu­sione: uti­lità della pre­senza sulla piat­ta­forma Ita​live​.it per «Ot­to­cento Lom­bardo» in ter­mini di mag­giore no­to­rietà = ZERO.
Per quanto ri­guarda Lecco, an­che qui — ov­via­mente — la ri­spo­sta è ZERO, cui si può ag­giun­gere uno spe­ciale ZERO sup­ple­men­tare.

In­fatti, nella lunga pa­gina di pre­sen­ta­zione della mo­stra, la pa­rola “Lecco” com­pare solo come lo­ca­lità del “Pa­lazzo delle Paure”, che ha ospi­tato la mo­stra. Della città nulla si dice. Né tanto meno di cosa sia il “Pa­lazzo delle Paure”.

Quindi per l’incremento della no­to­rietà di Lecco, ZERO alla se­conda, o alla terza, o alla en­ne­sima po­tenza, come pre­fe­rite (i ma­te­ma­tici ci pas­se­ranno que­sta li­bertà).

Eventi della Ca­te­go­ria «Mo­stre, Mer­cati e Fiere» in gara con «Ot­to­cento Lom­bardo» per il «Pre­mio Ita­live 2019».

   4    Regolarità rispetto al Regolamento?

Quanto alla re­go­la­rità di que­sto ap­prodo alla piat­ta­forma Ita​live​.it della mo­stra «Ot­to­cento Lom­bardo» a tre giorni dalla sua chiu­sura e a 17 giorni dalla chiu­sura delle clas­si­fi­ca­zioni, man­cano gli estremi per ri­spon­dere nel me­rito.

In­fatti, né co­stando al­cun­ché l’ammissione al pre­mio, né per­ce­pendo i vin­ci­tori al­cun van­tag­gio o in de­naro o in ser­vizi quan­ti­fi­ca­bili, il «Pre­mio Ita­live» non è sog­getto a quelle re­gole, piut­to­sto se­vere, che in­vece re­go­lano i veri “premi”.
Per i quali è ob­bli­ga­to­rio, per esem­pio, che della giu­ria ag­giu­di­ca­trice siano pre­senti o un no­taio o un rap­pre­sen­tante della Ca­mera di Com­mer­cio lo­cale.

Nel caso del «Pre­mio Ita­live», la cor­ret­tezza dell’intera ope­ra­zione è ga­ran­tita da Co­da­cons che alla Com­mis­sione ag­giu­di­ca­trice del pre­mio par­te­cipa con tre suoi esperti, as­sieme ai due di Mar­ko­net Srl, l’agenzia di pub­bli­cità di Roma, pro­prie­ta­ria della piat­ta­forma Ita​live​.it e or­ga­niz­za­trice del pre­mio stesso.

Più avanti ve­dremo come in­te­ra­gi­scono que­ste due en­tità im­pren­di­to­riali e as­so­cia­tive e quali cri­ti­cità ciò può com­por­tare a li­vello di ga­ran­zie, quanto meno mo­rali.

Ora di­ciamo an­cora qual­che cosa sul Re­go­la­mento del «Pre­mio Ita­live» che ci sem­bra sia stato re­datto un po’ alla buona, come po­trebbe es­sere quello che norma una tom­bola in fa­mi­glia, an­cor­ché al­lar­gata.

Per esem­pio, nel Re­go­la­mento del «Pre­mio Ita­live» non è pre­vi­sto nulla a pro­po­sito di ini­zia­tive che si svol­gono a ca­vallo di due anni, come è il caso di «Ot­to­cento Lom­bardo» (20-10-2018 / 20-01-2019) e di tante al­tre pre­senti sulla piat­ta­forma e “am­messe” al pre­mio.

A quale edi­zione del pre­mio fanno ri­fe­ri­mento que­ste ini­zia­tive? Al «Pre­mio Ita­live 2019» che ri­guarda quelle svol­tesi nel 2018? o al «Pre­mio Ita­live 2020» che ri­guar­derà quelle svol­tesi nel 2019?
Di ciò nel Re­go­la­mento non si dice nulla. Lo ab­biamo quindi chie­sto agli stessi or­ga­niz­za­tori del pre­mio.

Il cor­diale e proat­tivo Ac­count Ma­na­ger di Mar­ko­net Srl, cui ab­biamo po­sto la do­manda, ci ha ri­spo­sto che in que­sti casi si con­si­dera la data di ini­zio dell’evento. Ce lo ha detto per te­le­fono e non ab­biamo ra­gione di du­bi­tarne, ma per­ché non è scritto nel Re­go­la­mento?

La cosa non è ir­ri­le­vante: sup­po­nete che una vo­stra ini­zia­tiva ab­bia come data di aper­tura il 27 di­cem­bre del 2018 e di chiu­sura il 10 aprile 2019.
Stando alla ri­spo­sta da­taci te­le­fo­ni­ca­mente da Mar­ko­net Srl la vo­stra ini­zia­tiva ver­rebbe iscritta a un pre­mio che viene as­se­gnato quando essa è an­cora in corso. Chiaro che su que­sto aspetto il Re­go­la­mento non è stato pen­sato con molta at­ten­zione.

Già che stiamo par­lando dei rap­porti tra le di­verse realtà che in un modo o nell’altro fanno capo alla piat­ta­forma Ita​live​.it, può es­sere utile spen­dere qual­che pa­rola an­che sui Pa­tro­cini mi­ni­ste­riali in­di­cati da­gli or­ga­niz­za­tori e usati — gi­bi­gia­nando (Man­zoni) e come “gran to­pazz” (Porta) — da “San­vito-Piazza-Bri­vio” nel loro Co­mu­ni­cato del 24-ge­n/19.

   5    Di quali patrocini gode il «Premio Italive»?

Come il let­tore ri­cor­derà, l’As­ses­sore Piazza (Co­mu­ni­cato 24-ge­n/19) aveva af­fer­mato:

«Il ri­co­no­sci­mento avuto con l’inserimento della mo­stra nel con­test pa­tro­ci­nato dal Mi­ni­stero dei Beni e delle At­ti­vità Cul­tu­rali e del Tu­ri­smo con­ferma nuo­va­mente la qua­lità dell’evento ap­pena con­cluso e ri­co­no­sce alla città il va­lore dell’arte e della cul­tura che pro­muove».

Quindi se­condo Piazza (e San­vito e il Sin­daco Bri­vio) il «Pre­mio Ita­live» è pa­tro­ci­nato dal «Mi­ni­stero dei Beni e delle At­ti­vità Cul­tu­rali e del Tu­ri­smo».

Que­sta af­fer­ma­zione di “San­vito-Piazza-Bri­vio” è cor­retta e cor­ri­sponde a quanto pub­bli­ca­mente ve­ri­fi­ca­bile?

No! né è cor­retta né cor­ri­sponde a quanto pub­bli­ca­mente ve­ri­fi­ca­bile. E ciò sulla base di ele­menti for­mal­mente qua­li­fi­cati.

Primo. Non è cor­retta per­ché il «Mi­ni­stero dei Beni e delle At­ti­vità Cul­tu­rali e del Tu­ri­smo» (MIBACT) non esi­ste più dal 13 lu­glio 2018.
Un mi­nimo di con­sa­pe­vo­lezza isti­tu­zio­nale do­vrebbe sug­ge­rire al Sin­daco e all’Assessore alla Cul­tura il sa­pere chi sia il loro in­ter­lo­cu­tore a li­vello mi­ni­ste­riale.
E di par­lare quindi di «Mi­ni­stero per i beni e le at­ti­vità cul­tu­rali – MIBAC» (già MIBACT).
Chi ab­bia un po­chino di sem­plice buon senso, com­prende che non si tratta di so­fi­sti­che­rie lin­gui­sti­che o di sem­plice gra­fia ma di com­pren­sione o meno di im­por­tanti que­stioni po­li­tico-isti­tu­zio­nali.

All’attuale MIBAC (Mov. 5 Stelle) non sono in­fatti molto con­tenti di non avere più la de­lega per il tu­ri­smo, uno de­gli assi por­tanti del no­stro paese, pas­sato al Mi­ni­stero dell’Agricoltura (Lega).

Se­condo. Non cor­ri­sponde a quanto è for­mal­mente di­chia­rato dal Mi­ni­stero per i beni e le at­ti­vità cul­tu­rali – MIBAC.

I Pa­tro­cini di MIBACT-MIBAC dal 2015 al 2018.
Come noto, in ot­tem­pe­ranza alle di­spo­si­zioni sulla ge­stione tra­spa­rente, MIBAC ha messo on-line (a di­spo­si­zione di chiun­que, an­che di “San­vito-Piazza-Bri­vio”) l’elenco com­pleto dei pro­pri Pa­tro­cini per i quat­tro anni dal 2015 al 2018, con il det­ta­glio di: pro­po­nente / ti­tolo / lo­ca­lità / date / na­tura del pro­getto.

Per i quat­tro anni il Mi­ni­stero ha pre­sen­tato 2.178 pa­tro­cini (487 per il 2015; 671 per il 2016; 536 per il 2017; 484 per il 2018).

Il 26-ge­n/19 ab­biamo con­sul­tato at­ten­ta­mente gli elen­chi mi­ni­ste­riali (vedi Pa­tro­cini con­cessi da MIBAC nel 2018).

Non ab­biamo tro­vato nulla né in re­la­zione al «Pre­mio Ita­live» né a «Ita­live».
Ab­biamo quindi chie­sto al MIBAC se l’elenco dei Pa­tro­cini pub­bli­cato fosse com­pleto.

A una prima ri­chie­sta (te­le­fo­nica) al Mi­ni­stero, da un fun­zio­na­rio forse di­stratto ci era stato detto (ma a voce) che gli elen­chi non erano com­pleti e di ri­vol­gerci agli stessi or­ga­niz­za­tori del Pre­mio per avere una con­ferma sull’esistenza o meno del Pa­tro­ci­nio.

Ab­biamo se­guito il con­si­glio del fun­zio­na­rio e ci siamo ri­volti agli or­ga­niz­za­tori del pre­mio.
Ma con­tem­po­ra­nea­mente ab­biamo chie­sto per iscritto una con­ferma for­male al Ce­ri­mo­niale del Mi­ni­stero se gli elen­chi fos­sero o meno com­pleti.

Gli or­ga­niz­za­tori del pre­mio, dopo qual­che in­com­pren­sione te­le­fo­nica (ci era stato detto cu­rio­sa­mente che il Pa­tro­ci­nio è un fatto pri­vato), a se­guito di una no­stra ri­chie­sta cir­co­stan­ziata del 30-ge­n/19, ci è stato ri­spo­sto per iscritto: «Con­fer­miamo che il pa­tro­ci­nio è stato ri­la­sciato all’iniziativa «Ita​live​.it – Il Ter­ri­to­rio dal Vivo»; il Pre­mio è l’atto fi­nale dell’iniziativa stessa.»

Da parte sua il Ce­ri­mo­niale del Mi­ni­stero, ef­fi­ciente e proat­tivo, il 1-fe­b/19 ci ha ri­spo­sto an­che con spi­rito: «Com­pa­ti­bil­mente con l’errore umano, i Pa­tro­cini pub­bli­cati sono quelli con­cessi.»

Sulla base quindi della do­cu­men­ta­zione di­spo­ni­bile e cer­ti­fi­cata dal MIBAC, pos­siamo af­fer­mare che al 26-ge­n/19 non solo il «Pre­mio Ita­live» non ri­sul­tava go­dere del Pa­tro­ci­nio del MIBAC (già MIBACT) ma nep­pure al­cun pro­getto che avesse al pro­prio in­terno la pa­rola «Ita­live».

D’altro lato (lo ab­biamo vi­sto so­pra) gli or­ga­niz­za­tori ci hanno con­fer­mato per iscritto che il Pa­tro­ci­nio del MIBAC (già MIBACT) è stato loro con­cesso.

La di­scre­panza tra do­cu­menti pub­blici del Mi­ni­stero e la di­chia­ra­zione dell’organizzatore in­dica che ci tro­viamo di fronte a un pa­tro­ci­nio mil­lan­tato?
No di certo!
Nes­suno è tanto in­ge­nuo o matto da mil­lan­tare il Pa­tro­ci­nio di un Mi­ni­stero della Re­pub­blica, uti­liz­zan­done an­che il logo (sono guai seri).

Si­gni­fica solo che tra i do­cu­menti pub­bli­ca­mente espo­sti da MIBAC (già MIBACT) al 26-ge­n/19 NON com­pa­riva al­cun pa­tro­ci­nio che si po­tesse ri­co­no­scere come rap­por­tato al «Pre­mio Ita­live» o a un qual­che cosa che ab­bia in sé la pa­rola “Ita­live”.

Quindi che a quei ri­fe­ri­menti il «Pre­mio Ita­live» è vit­tima di quello che il Ce­ri­mo­niale del Mi­ni­stero ha pru­den­te­mente an­ti­ci­pato come ipo­tesi: “er­rore umano”.

Ci sem­bra quindi di po­ter con­clu­dere que­sto ca­pi­tolo col dire che:

• da parte de­gli or­ga­niz­za­tori della piat­ta­forma Ita​live​.it non ci si è molto im­pe­gnati per in­di­care al let­tore e al par­te­ci­pante al «Pre­mio Ita­live» in modo chiaro e non equi­vo­ca­bile di quali Pa­tro­cini ef­fet­ti­va­mente goda (sa­rebbe suf­fi­ciente porre sul por­tale Ita​live​.it la let­tera di Pa­tro­ci­nio fir­mata dal Mi­ni­stro, come nor­mal­mente si usa, an­che a fa­ci­li­tare even­tuali pas­saggi am­mi­ni­stra­tivi);

• da parte di “San­vito-Piazza-Bri­vio” si sono prese le cose alla leg­gera e senza quel mi­nimo di ve­ri­fica che è sem­pre d’obbligo in que­stioni così de­li­cate.
“San­vito-Piazza-Bri­vio” hanno in­fatti molto evi­den­ziato que­sto aspetto dei Pa­tro­cini, come va­lo­riz­za­zione del «Pre­mio Ita­live» e quindi — a ca­scata — della mo­stra «Ot­to­cento Lom­bardo».

Non giova certo alla già am­mac­cata mo­stra che su que­sto aspetto le cose non siano chiare come do­vreb­bero e che il tutto ap­paia ine­vi­ta­bil­mente, e certo non per re­spon­sa­bi­lità per gli or­ga­niz­za­tori del pre­mio, come una mega-gi­bi­giana.

Co­mun­que sia la cosa è fa­cil­mente ri­me­dia­bile: il Sin­daco Bri­vio o l’Assessore Piazza ri­chie­dano agli or­ga­niz­za­tori del pre­mio la let­tera di con­ces­sione del Pa­tro­ci­nio, fir­mata dal Mi­ni­stro di MIBAC (già MIBACT).
Sa­ranno così in grado di ri­me­diare a quello che è cer­ta­mente un “er­rore umano” e quindi di sa­pere – e quindi di in­for­marne la cit­ta­di­nanza (noi siamo a piena di­spo­si­zione per darne spa­zio sui no­stri mo­de­sti mezzi) — in che data esat­ta­mente è stato dato il Pa­tro­ci­nio del MIBAC (già MIBACT), a COSA e a CHI.

Va da sé che sa­pere il COSA e il CHI, è im­por­tante non per met­tere in dub­bio quanto di­chiara l’organizzatore del «Pre­mio Ita­live» (ci sarà si­cu­ra­mente un Pa­tro­ci­nio) ma per ve­ri­fi­care la con­gruità e il senso della par­te­ci­pa­zione della mo­stra «Ot­to­cento Lom­bardo» al pre­mio stesso.

E quindi cer­chiamo di il­lu­strare COSA sia il «Pre­mio Ita­live» e CHI sono i suoi or­ga­niz­za­tori e i sog­getti a esso più di­ret­ta­mente col­le­ga­bili.

   6    «Italive» una parola dai tanti impieghi.

Per com­pren­dere cosa sia il «Pre­mio Ita­live» e sa­pere a quali sog­getti è col­le­gato, è op­por­tuno fare un po’ di chia­rezza pre­li­mi­nare, di­stri­can­dosi nei mol­te­plici im­pie­ghi che della pa­rola “ita­live” si fa sull’omonimo por­tale.

https://​ita​live​.it/​p​r​e​m​i​o​-​i​t​a​l​i​ve/

«ITA​LIVE​.it – Il Ter­ri­to­rio dal Vivo, pro­getto pa­tro­ci­nato dal Mi­ni­stero dei Beni e delle At­ti­vità Cul­tu­rali e del Tu­ri­smo e dal Mi­ni­stero dell’Ambiente e della Tu­tela del Ter­ri­to­rio e del Mare, è un pro­gramma di pro­mo­zione tu­ri­stica e cul­tu­rale che in­forma gli au­to­mo­bi­li­sti su quello che ac­cade nel ter­ri­to­rio che at­tra­ver­sano: un ca­len­da­rio ag­gior­nato dei mi­gliori eventi or­ga­niz­zati, an­che alla sco­perta di ec­cel­lenze eno­ga­stro­no­mi­che. Un pro­gramma di pro­mo­zione tu­ri­stica e cul­tu­rale de­di­cato ai ter­ri­tori mi­nori, resi più at­trat­tivi dalla fu­sione di Arte, Tra­di­zione ed Agroa­li­men­tare.

Ogni anno è or­ga­niz­zato il Pre­mio ITALIVE, giunto nel 2019 alla se­sta edi­zione; l’obiettivo è met­tere in luce e gra­ti­fi­care i mi­gliori eventi or­ga­niz­zati.»

È qui quindi af­fer­mato che il pro­getto «ITA​LIVE​.it – Il Ter­ri­to­rio dal Vivo» gode del pa­tro­ci­nio di MIBAC (già MIBACT).

https://​ita​live​.it/​p​r​o​g​e​t​to/

«ITA​LIVE​.it è una ini­zia­tiva av­viata nell’aprile del 2011 dalla Mar­ko­net srl con il so­ste­gno di Au­to­strade per l’Italia e la col­la­bo­ra­zione di Col­di­retti, per of­frire agli au­to­mo­bi­li­sti in­for­ma­zioni (via web – www​.ita​live​.it e app mo­bile) sulle at­ti­vità che ani­mano il ter­ri­to­rio at­tra­ver­sato, per ga­ran­tire espe­rienze di viag­gio ori­gi­nali e coin­vol­genti e per pro­muo­vere il tu­ri­smo di qua­lità, va­lo­riz­zando lo straor­di­na­rio pa­tri­mo­nio di am­biente e pae­sag­gio, arte, cul­tura, tra­di­zioni po­po­lari ed agroa­li­men­tari del no­stro Paese.

Il CODACONS e il COMITAS svol­gono il loro ruolo isti­tu­zio­nale di vi­gi­lanza e con­trollo, ol­tre che di pro­mo­zione, per il più ef­fi­cace suc­cesso dell’iniziativa; ga­ran­ti­sce [sic!], par­te­ci­pando alle giu­rie, la tra­spa­renza e la cor­ret­tezza delle va­lu­ta­zioni rac­colte da­gli utenti.»

Qui Ita​live​.it è pre­sen­tato senza ri­fe­ri­mento ad al­cun Pa­tro­ci­nio.

Come si vede, sul por­tale de­gli or­ga­niz­za­tori del «Pre­mio Ita­live» i ri­fe­ri­menti al “pro­getto Ita­live” e al pre­mio stesso sono un poco ap­pros­si­mati.

Eventi della Ca­te­go­ria «Mo­stre, Mer­cati e Fiere» in gara con «Ot­to­cento Lom­bardo» per il «Pre­mio Ita­live 2019».

   4    Regolarità rispetto al Regolamento?

Quanto alla re­go­la­rità di que­sto ap­prodo alla piat­ta­forma Ita​live​.it della mo­stra «Ot­to­cento Lom­bardo» a tre giorni dalla sua chiu­sura e a 17 giorni dalla chiu­sura delle clas­si­fi­ca­zioni, man­cano gli estremi per ri­spon­dere nel me­rito.

In­fatti, né co­stando al­cun­ché l’ammissione al pre­mio, né per­ce­pendo i vin­ci­tori al­cun van­tag­gio o in de­naro o in ser­vizi quan­ti­fi­ca­bili, il «Pre­mio Ita­live» non è sog­getto a quelle re­gole, piut­to­sto se­vere, che in­vece re­go­lano i veri “premi”.
Per i quali è ob­bli­ga­to­rio, per esem­pio, che della giu­ria ag­giu­di­ca­trice siano pre­senti o un no­taio o un rap­pre­sen­tante della Ca­mera di Com­mer­cio lo­cale.

Nel caso del «Pre­mio Ita­live», la cor­ret­tezza dell’intera ope­ra­zione è ga­ran­tita da Co­da­cons che alla Com­mis­sione ag­giu­di­ca­trice del pre­mio par­te­cipa con tre suoi esperti, as­sieme ai due di Mar­ko­net Srl, l’agenzia di pub­bli­cità di Roma, pro­prie­ta­ria della piat­ta­forma Ita​live​.it e or­ga­niz­za­trice del pre­mio stesso.

Più avanti ve­dremo come in­te­ra­gi­scono que­ste due en­tità im­pren­di­to­riali e as­so­cia­tive e quali cri­ti­cità ciò può com­por­tare a li­vello di ga­ran­zie, quanto meno mo­rali.

Ora di­ciamo an­cora qual­che cosa sul Re­go­la­mento del «Pre­mio Ita­live» che ci sem­bra sia stato re­datto un po’ alla buona, come po­trebbe es­sere quello che norma una tom­bola in fa­mi­glia, an­cor­ché al­lar­gata.

Per esem­pio, nel Re­go­la­mento del «Pre­mio Ita­live» non è pre­vi­sto nulla a pro­po­sito di ini­zia­tive che si svol­gono a ca­vallo di due anni, come è il caso di «Ot­to­cento Lom­bardo» (20-10-2018 / 20-01-2019) e di tante al­tre pre­senti sulla piat­ta­forma e “am­messe” al pre­mio.

A quale edi­zione del pre­mio fanno ri­fe­ri­mento que­ste ini­zia­tive? Al «Pre­mio Ita­live 2019» che ri­guarda quelle svol­tesi nel 2018? o al «Pre­mio Ita­live 2020» che ri­guar­derà quelle svol­tesi nel 2019?
Di ciò nel Re­go­la­mento non si dice nulla. Lo ab­biamo quindi chie­sto agli stessi or­ga­niz­za­tori del pre­mio.

Il cor­diale e proat­tivo Ac­count Ma­na­ger di Mar­ko­net Srl, cui ab­biamo po­sto la do­manda, ci ha ri­spo­sto che in que­sti casi si con­si­dera la data di ini­zio dell’evento. Ce lo ha detto per te­le­fono e non ab­biamo ra­gione di du­bi­tarne, ma per­ché non è scritto nel Re­go­la­mento?

La cosa non è ir­ri­le­vante: sup­po­nete che una vo­stra ini­zia­tiva ab­bia come data di aper­tura il 27 di­cem­bre del 2018 e di chiu­sura il 10 aprile 2019.
Stando alla ri­spo­sta da­taci te­le­fo­ni­ca­mente da Mar­ko­net Srl la vo­stra ini­zia­tiva ver­rebbe iscritta a un pre­mio che viene as­se­gnato quando essa è an­cora in corso. Chiaro che su que­sto aspetto il Re­go­la­mento non è stato pen­sato con molta at­ten­zione.

Già che stiamo par­lando dei rap­porti tra le di­verse realtà che in un modo o nell’altro fanno capo alla piat­ta­forma Ita​live​.it, può es­sere utile spen­dere qual­che pa­rola an­che sui Pa­tro­cini mi­ni­ste­riali in­di­cati da­gli or­ga­niz­za­tori e usati — gi­bi­gia­nando (Man­zoni) e come “gran to­pazz” (Porta) — da “San­vito-Piazza-Bri­vio” nel loro Co­mu­ni­cato del 24-ge­n/19.

   5    Di quali patrocini gode il «Premio Italive»?

Come il let­tore ri­cor­derà, l’As­ses­sore Piazza (Co­mu­ni­cato 24-ge­n/19) aveva af­fer­mato:

«Il ri­co­no­sci­mento avuto con l’inserimento della mo­stra nel con­test pa­tro­ci­nato dal Mi­ni­stero dei Beni e delle At­ti­vità Cul­tu­rali e del Tu­ri­smo con­ferma nuo­va­mente la qua­lità dell’evento ap­pena con­cluso e ri­co­no­sce alla città il va­lore dell’arte e della cul­tura che pro­muove».

Quindi se­condo Piazza (e San­vito e il Sin­daco Bri­vio) il «Pre­mio Ita­live» è pa­tro­ci­nato dal «Mi­ni­stero dei Beni e delle At­ti­vità Cul­tu­rali e del Tu­ri­smo».

Que­sta af­fer­ma­zione di “San­vito-Piazza-Bri­vio” è cor­retta e cor­ri­sponde a quanto pub­bli­ca­mente ve­ri­fi­ca­bile?

No! né è cor­retta né cor­ri­sponde a quanto pub­bli­ca­mente ve­ri­fi­ca­bile. E ciò sulla base di ele­menti for­mal­mente qua­li­fi­cati.

Primo. Non è cor­retta per­ché il «Mi­ni­stero dei Beni e delle At­ti­vità Cul­tu­rali e del Tu­ri­smo» (MIBACT) non esi­ste più dal 13 lu­glio 2018.
Un mi­nimo di con­sa­pe­vo­lezza isti­tu­zio­nale do­vrebbe sug­ge­rire al Sin­daco e all’Assessore alla Cul­tura il sa­pere chi sia il loro in­ter­lo­cu­tore a li­vello mi­ni­ste­riale.
E di par­lare quindi di «Mi­ni­stero per i beni e le at­ti­vità cul­tu­rali – MIBAC» (già MIBACT).
Chi ab­bia un po­chino di sem­plice buon senso, com­prende che non si tratta di so­fi­sti­che­rie lin­gui­sti­che o di sem­plice gra­fia ma di com­pren­sione o meno di im­por­tanti que­stioni po­li­tico-isti­tu­zio­nali.

All’attuale MIBAC (Mov. 5 Stelle) non sono in­fatti molto con­tenti di non avere più la de­lega per il tu­ri­smo, uno de­gli assi por­tanti del no­stro paese, pas­sato al Mi­ni­stero dell’Agricoltura (Lega).

Se­condo. Non cor­ri­sponde a quanto è for­mal­mente di­chia­rato dal Mi­ni­stero per i beni e le at­ti­vità cul­tu­rali – MIBAC.

I Pa­tro­cini di MIBACT-MIBAC dal 2015 al 2018.
Come noto, in ot­tem­pe­ranza alle di­spo­si­zioni sulla ge­stione tra­spa­rente, MIBAC ha messo on-line (a di­spo­si­zione di chiun­que, an­che di “San­vito-Piazza-Bri­vio”) l’elenco com­pleto dei pro­pri Pa­tro­cini per i quat­tro anni dal 2015 al 2018, con il det­ta­glio di: pro­po­nente / ti­tolo / lo­ca­lità / date / na­tura del pro­getto.

Per i quat­tro anni il Mi­ni­stero ha pre­sen­tato 2.178 pa­tro­cini (487 per il 2015; 671 per il 2016; 536 per il 2017; 484 per il 2018).

Il 26-ge­n/19 ab­biamo con­sul­tato at­ten­ta­mente gli elen­chi mi­ni­ste­riali (vedi Pa­tro­cini con­cessi da MIBAC nel 2018).

Non ab­biamo tro­vato nulla né in re­la­zione al «Pre­mio Ita­live» né a «Ita­live».
Ab­biamo quindi chie­sto al MIBAC se l’elenco dei Pa­tro­cini pub­bli­cato fosse com­pleto.

A una prima ri­chie­sta (te­le­fo­nica) al Mi­ni­stero, da un fun­zio­na­rio forse di­stratto ci era stato detto (ma a voce) che gli elen­chi non erano com­pleti e di ri­vol­gerci agli stessi or­ga­niz­za­tori del Pre­mio per avere una con­ferma sull’esistenza o meno del Pa­tro­ci­nio.

Ab­biamo se­guito il con­si­glio del fun­zio­na­rio e ci siamo ri­volti agli or­ga­niz­za­tori del pre­mio.
Ma con­tem­po­ra­nea­mente ab­biamo chie­sto per iscritto una con­ferma for­male al Ce­ri­mo­niale del Mi­ni­stero se gli elen­chi fos­sero o meno com­pleti.

Gli or­ga­niz­za­tori del pre­mio, dopo qual­che in­com­pren­sione te­le­fo­nica (ci era stato detto cu­rio­sa­mente che il Pa­tro­ci­nio è un fatto pri­vato), a se­guito di una no­stra ri­chie­sta cir­co­stan­ziata del 30-ge­n/19, ci è stato ri­spo­sto per iscritto: «Con­fer­miamo che il pa­tro­ci­nio è stato ri­la­sciato all’iniziativa «Ita​live​.it – Il Ter­ri­to­rio dal Vivo»; il Pre­mio è l’atto fi­nale dell’iniziativa stessa.»

Da parte sua il Ce­ri­mo­niale del Mi­ni­stero, ef­fi­ciente e proat­tivo, il 1-fe­b/19 ci ha ri­spo­sto an­che con spi­rito: «Com­pa­ti­bil­mente con l’errore umano, i Pa­tro­cini pub­bli­cati sono quelli con­cessi.»

Sulla base quindi della do­cu­men­ta­zione di­spo­ni­bile e cer­ti­fi­cata dal MIBAC, pos­siamo af­fer­mare che al 26-ge­n/19 non solo il «Pre­mio Ita­live» non ri­sul­tava go­dere del Pa­tro­ci­nio del MIBAC (già MIBACT) ma nep­pure al­cun pro­getto che avesse al pro­prio in­terno la pa­rola «Ita­live».

D’altro lato (lo ab­biamo vi­sto so­pra) gli or­ga­niz­za­tori ci hanno con­fer­mato per iscritto che il Pa­tro­ci­nio del MIBAC (già MIBACT) è stato loro con­cesso.

La di­scre­panza tra do­cu­menti pub­blici del Mi­ni­stero e la di­chia­ra­zione dell’organizzatore in­dica che ci tro­viamo di fronte a un pa­tro­ci­nio mil­lan­tato?
No di certo!
Nes­suno è tanto in­ge­nuo o matto da mil­lan­tare il Pa­tro­ci­nio di un Mi­ni­stero della Re­pub­blica, uti­liz­zan­done an­che il logo (sono guai seri).

Si­gni­fica solo che tra i do­cu­menti pub­bli­ca­mente espo­sti da MIBAC (già MIBACT) al 26-ge­n/19 NON com­pa­riva al­cun pa­tro­ci­nio che si po­tesse ri­co­no­scere come rap­por­tato al «Pre­mio Ita­live» o a un qual­che cosa che ab­bia in sé la pa­rola “Ita­live”.

Quindi che a quei ri­fe­ri­menti il «Pre­mio Ita­live» è vit­tima di quello che il Ce­ri­mo­niale del Mi­ni­stero ha pru­den­te­mente an­ti­ci­pato come ipo­tesi: “er­rore umano”.

Ci sem­bra quindi di po­ter con­clu­dere que­sto ca­pi­tolo col dire che:

• da parte de­gli or­ga­niz­za­tori della piat­ta­forma Ita​live​.it non ci si è molto im­pe­gnati per in­di­care al let­tore e al par­te­ci­pante al «Pre­mio Ita­live» in modo chiaro e non equi­vo­ca­bile di quali Pa­tro­cini ef­fet­ti­va­mente goda (sa­rebbe suf­fi­ciente porre sul por­tale Ita​live​.it la let­tera di Pa­tro­ci­nio fir­mata dal Mi­ni­stro, come nor­mal­mente si usa, an­che a fa­ci­li­tare even­tuali pas­saggi am­mi­ni­stra­tivi);

• da parte di “San­vito-Piazza-Bri­vio” si sono prese le cose alla leg­gera e senza quel mi­nimo di ve­ri­fica che è sem­pre d’obbligo in que­stioni così de­li­cate.
“San­vito-Piazza-Bri­vio” hanno in­fatti molto evi­den­ziato que­sto aspetto dei Pa­tro­cini, come va­lo­riz­za­zione del «Pre­mio Ita­live» e quindi — a ca­scata — della mo­stra «Ot­to­cento Lom­bardo».

Non giova certo alla già am­mac­cata mo­stra che su que­sto aspetto le cose non siano chiare come do­vreb­bero e che il tutto ap­paia ine­vi­ta­bil­mente, e certo non per re­spon­sa­bi­lità per gli or­ga­niz­za­tori del pre­mio, come una mega-gi­bi­giana.

Co­mun­que sia la cosa è fa­cil­mente ri­me­dia­bile: il Sin­daco Bri­vio o l’Assessore Piazza ri­chie­dano agli or­ga­niz­za­tori del pre­mio la let­tera di con­ces­sione del Pa­tro­ci­nio, fir­mata dal Mi­ni­stro di MIBAC (già MIBACT).
Sa­ranno così in grado di ri­me­diare a quello che è cer­ta­mente un “er­rore umano” e quindi di sa­pere – e quindi di in­for­marne la cit­ta­di­nanza (noi siamo a piena di­spo­si­zione per darne spa­zio sui no­stri mo­de­sti mezzi) — in che data esat­ta­mente è stato dato il Pa­tro­ci­nio del MIBAC (già MIBACT), a COSA e a CHI.

Va da sé che sa­pere il COSA e il CHI, è im­por­tante non per met­tere in dub­bio quanto di­chiara l’organizzatore del «Pre­mio Ita­live» (ci sarà si­cu­ra­mente un Pa­tro­ci­nio) ma per ve­ri­fi­care la con­gruità e il senso della par­te­ci­pa­zione della mo­stra «Ot­to­cento Lom­bardo» al pre­mio stesso.

E quindi cer­chiamo di il­lu­strare COSA sia il «Pre­mio Ita­live» e CHI sono i suoi or­ga­niz­za­tori e i sog­getti a esso più di­ret­ta­mente col­le­ga­bili.

   6    «Italive» una parola dai tanti impieghi.

Per com­pren­dere cosa sia il «Pre­mio Ita­live» e sa­pere a quali sog­getti è col­le­gato, è op­por­tuno fare un po’ di chia­rezza pre­li­mi­nare, di­stri­can­dosi nei mol­te­plici im­pie­ghi che della pa­rola “ita­live” si fa sull’omonimo por­tale.

https://​ita​live​.it/​p​r​e​m​i​o​-​i​t​a​l​i​ve/

«ITA​LIVE​.it – Il Ter­ri­to­rio dal Vivo, pro­getto pa­tro­ci­nato dal Mi­ni­stero dei Beni e delle At­ti­vità Cul­tu­rali e del Tu­ri­smo e dal Mi­ni­stero dell’Ambiente e della Tu­tela del Ter­ri­to­rio e del Mare, è un pro­gramma di pro­mo­zione tu­ri­stica e cul­tu­rale che in­forma gli au­to­mo­bi­li­sti su quello che ac­cade nel ter­ri­to­rio che at­tra­ver­sano: un ca­len­da­rio ag­gior­nato dei mi­gliori eventi or­ga­niz­zati, an­che alla sco­perta di ec­cel­lenze eno­ga­stro­no­mi­che. Un pro­gramma di pro­mo­zione tu­ri­stica e cul­tu­rale de­di­cato ai ter­ri­tori mi­nori, resi più at­trat­tivi dalla fu­sione di Arte, Tra­di­zione ed Agroa­li­men­tare.

Ogni anno è or­ga­niz­zato il Pre­mio ITALIVE, giunto nel 2019 alla se­sta edi­zione; l’obiettivo è met­tere in luce e gra­ti­fi­care i mi­gliori eventi or­ga­niz­zati.»

È qui quindi af­fer­mato che il pro­getto «ITA​LIVE​.it – Il Ter­ri­to­rio dal Vivo» gode del pa­tro­ci­nio di MIBAC (già MIBACT).

https://​ita​live​.it/​p​r​o​g​e​t​to/

«ITA​LIVE​.it è una ini­zia­tiva av­viata nell’aprile del 2011 dalla Mar­ko­net srl con il so­ste­gno di Au­to­strade per l’Italia e la col­la­bo­ra­zione di Col­di­retti, per of­frire agli au­to­mo­bi­li­sti in­for­ma­zioni (via web – www​.ita​live​.it e app mo­bile) sulle at­ti­vità che ani­mano il ter­ri­to­rio at­tra­ver­sato, per ga­ran­tire espe­rienze di viag­gio ori­gi­nali e coin­vol­genti e per pro­muo­vere il tu­ri­smo di qua­lità, va­lo­riz­zando lo straor­di­na­rio pa­tri­mo­nio di am­biente e pae­sag­gio, arte, cul­tura, tra­di­zioni po­po­lari ed agroa­li­men­tari del no­stro Paese.

Il CODACONS e il COMITAS svol­gono il loro ruolo isti­tu­zio­nale di vi­gi­lanza e con­trollo, ol­tre che di pro­mo­zione, per il più ef­fi­cace suc­cesso dell’iniziativa; ga­ran­ti­sce [sic!], par­te­ci­pando alle giu­rie, la tra­spa­renza e la cor­ret­tezza delle va­lu­ta­zioni rac­colte da­gli utenti.»

Qui Ita​live​.it è pre­sen­tato senza ri­fe­ri­mento ad al­cun Pa­tro­ci­nio.

Come si vede, sul por­tale de­gli or­ga­niz­za­tori del «Pre­mio Ita­live» i ri­fe­ri­menti al “pro­getto Ita­live” e al pre­mio stesso sono un poco ap­pros­si­mati.

Eventi della Ca­te­go­ria «Mo­stre, Mer­cati e Fiere» in gara con «Ot­to­cento Lom­bardo» per il «Pre­mio Ita­live 2019».

Per avere le idee più chiare, può es­sere utile trarre qual­che spunto dal di­scorso svolto da Fran­ce­sco Tam­bu­rella (in­di­cato come “coor­di­na­tore” del «Pre­mio Ita­live») nella ce­ri­mo­nia del «Pre­mio Ita­live 2018», svol­tasi a Roma il 19 marzo 2018 (sot­to­li­nea­ture no­stre):

«Siamo al set­timo anno di Ita­live, quinto anno del pre­mio. Ita­live è nato con l’aiuto di Col­di­retti e di Au­to­strade per l’Italia […]; si al­lea al pro­gramma di Au­to­strade per l’Italia “Sei in un paese me­ra­vi­glioso” […] che pro­muove 1.000 lo­ca­lità, 40 siti Une­sco e 7 mi­lioni di au­to­mo­bi­li­sti che rac­con­tano il ter­ri­to­rio da sco­prire.
Esat­ta­mente come Ita­live, che vuole fare sco­prire ciò che ac­cade nel ter­ri­to­rio e che nor­mal­mente non ha una dif­fu­sione na­zio­nale.
In­fatti Ita­live in­forma gli au­to­mo­bi­li­sti che viag­giano sulla rete au­to­stra­dale per in­for­marli su cosa ac­cade in­torno a loro.
Con Col­di­retti, in­vece, ab­biamo unito i data-base dove sono rac­colti ol­tre agli eventi, gli agri­tu­ri­smi, i mer­cati, le fat­to­rie, i ri­sto­ranti e le bot­te­ghe.

Per avere le idee più chiare, può es­sere utile trarre qual­che spunto dal di­scorso svolto da Fran­ce­sco Tam­bu­rella (in­di­cato come “coor­di­na­tore” del «Pre­mio Ita­live») nella ce­ri­mo­nia del «Pre­mio Ita­live 2018», svol­tasi a Roma il 19 marzo 2018 (sot­to­li­nea­ture no­stre):

«Siamo al set­timo anno di Ita­live, quinto anno del pre­mio. Ita­live è nato con l’aiuto di Col­di­retti e di Au­to­strade per l’Italia […]; si al­lea al pro­gramma di Au­to­strade per l’Italia “Sei in un paese me­ra­vi­glioso” […] che pro­muove 1.000 lo­ca­lità, 40 siti Une­sco e 7 mi­lioni [sic!] di au­to­grill che rac­con­tano il ter­ri­to­rio da sco­prire.
Esat­ta­mente come Ita­live, che vuole fare sco­prire ciò che ac­cade nel ter­ri­to­rio e che nor­mal­mente non ha una dif­fu­sione na­zio­nale.
In­fatti Ita­live in­forma gli au­to­mo­bi­li­sti che viag­giano sulla rete au­to­stra­dale per in­for­marli su cosa ac­cade in­torno a loro.
Con Col­di­retti, in­vece, ab­biamo unito i data-base dove sono rac­colti ol­tre agli eventi, gli agri­tu­ri­smi, i mer­cati, le fat­to­rie, i ri­sto­ranti e le bot­te­ghe.

Quindi in pra­tica ab­biamo una vi­sione to­tale di ciò che ac­cade e di ciò che si può fare nel ter­ri­to­rio, per il ter­ri­to­rio, par­lando di ciò che è del ter­ri­to­rio stesso.
Noi par­liamo spesso di “ge­nius loci”, che è la chiave con cui noi an­diamo poi a de­ter­mi­nare la qua­lità de­gli eventi.
È ov­vio che se noi do­ves­simo pre­miare i mi­gliori, pre­mie­remmo sem­pre il Pa­lio di Siena, il Car­ne­vale di Ve­ne­zia, e tutti que­sti eventi fa­mosi.
No! Noi vo­gliamo pre­miare que­gli eventi che sono fatti “dal” ter­ri­to­rio per­ché sono l’espressione del ter­ri­to­rio.
E quindi sono eventi meno im­por­tanti sotto il pro­filo ge­ne­rale, ma sono or­ga­niz­zati dalle per­sone che vi­vono nel ter­ri­to­rio e rac­con­tano cosa il ter­ri­to­rio fa.»

No­stro com­mento
Fran­ce­sco Tam­bu­rella ha il dono della sin­tesi e in poco più di un mi­nuto ha espresso in modo ine­qui­vo­ca­bile quale sia lo spi­rito ani­ma­tore del «Pre­mio Ita­live»: non pre­mia le ini­zia­tive “mi­gliori” ma quelle che me­glio espri­mono i va­lori del ter­ri­to­rio.

Si­gnori “San­vito-Piazza-Bri­vio”, avete com­preso? Il «Pre­mio Ita­live» pre­mia pro­prio l’opposto di ciò che avete vo­luto pro­porre con «Ot­to­cento Lom­bardo», os­sia la can­cel­la­zione di ogni ri­fe­ri­mento alle tra­di­zioni cul­tu­rali del ter­ri­to­rio lec­chese.

Nell’area dell’arte il “ge­nius loci” di Lecco ha volti pre­cisi: Man­zoni in primo luogo e il suo “I Pro­messi Sposi”, il ro­manzo che più di ogni al­tro esalta l’importanza del “ge­nius loci” come ele­mento nor­ma­tivo della vita.

Renzo e Lu­cia sono pu­liti e forti per­ché ven­gono da una terra pu­lita e forte; dove la na­tura è an­cora in­con­ta­mi­nata e ca­rat­te­riz­zata da “monti sor­genti dall’acque, ed ele­vati al cielo”; ele­vati verso una norma mo­rale che il cat­to­lico Man­zoni iden­ti­fi­cava con la re­li­gione cri­stiana ma che ognuno di noi può col­lo­care con di­ritto nel pro­prio oriz­zonte ideo­lo­gico di one­stà e di uma­nità.

Ma a fianco di Man­zoni, nel campo della pit­tura ci sono a Lecco G.B. To­de­schini e Carlo Pizzi, ot­timi rap­pre­sen­tanti dell’Ottocento lom­bardo, con­sa­pe­vol­mente esclusi dalla mo­stra «Ot­to­cento Lom­bardo” pro­prio per­ché lec­chesi.

Nella loro sciocca sma­nia di non ap­pa­rire “pro­vin­ciali”, “San­vito-Bar­to­lena-Piazza-Bri­vio” sono giunti an­che a can­cel­lare ogni ri­fe­ri­mento ai tanti rap­porti che una buona parte dei pit­tori espo­sti alla mo­stra aveva avuto sia con l’opera di Man­zoni sia con Man­zoni stesso e con il ter­ri­to­rio la­riano.
“San­vito-Bar­to­lena-Piazza-Bri­vio” hanno cioè vo­lu­ta­mente can­cel­lato ogni ri­fe­ri­mento al “ge­nius loci” lec­chese che il «Pre­mio Ita­live» con­si­dera in­vece la pro­pria ca­rat­te­ri­stica pe­cu­liare.

Ab­biamo su que­sto aspetto svolto una cri­tica an­che di det­ta­glio («“Ot­to­cento Lom­bardo” a Lecco: un’occasione spre­cata»); le no­stre os­ser­va­zioni sono state de­fi­nite “de­li­ranti” e siamo stati mi­nac­ciati di azioni le­gali.
E ora i “San­vito-Bar­to­lena-Piazza-Bri­vio”, per co­prire il fal­li­mento della loro mo­stra, vanno a men­di­carne un ri­co­no­sci­mento pro­prio da parte di una ini­zia­tiva che esalta il “ge­nius loci”, ciò che essi hanno vo­luto ne­gare — van­tan­do­sene per giunta!
Che in­ge­nua im­pu­denza!

Ma tor­niamo alle ca­rat­te­ri­sti­che del «Pre­mio Ita­live».

   7    Il vero favore lo ha fatto (gratis) il Comune di Lecco alla piattaforma Italive.it.

Come ci ha spie­gato Tam­bu­rella, al pro­getto Ita​live​.it ha con­tri­buito in modo si­gni­fi­ca­tivo Col­di­retti che con­si­dera la piat­ta­forma Ita​live​.it uno dei molti ca­nali con cui la sto­rica As­so­cia­zione tiene i rap­porti con il mondo dell’agricoltura, della ri­sto­ra­zione e del tu­ri­smo ru­rale.

Sulla piat­ta­forma Ita​live​.it tro­vano po­sto le in­ser­zioni e le pa­gine Web per­so­na­liz­zate di 5.707 sog­getti im­pren­di­to­riali di cui (tra pa­ren­tesi quelli della Pro­vin­cia di Lecco):

Mer­cati 331 (Pro­vin­cia di Lecco = 0)
Fat­to­rie 3.145 (Pro­vin­cia di Lecco = 3)
Ri­sto­ranti 132 (Pro­vin­cia di Lecco = 0)
Agri­tu­ri­smi 2.020 (Pro­vin­cia di Lecco = 5)
Bot­te­ghe 79 (Pro­vin­cia di Lecco = 0).

Que­ste le OTTO realtà della pro­vin­cia di Lecco:

Agri­tu­ri­smi: Co­lico (2) / Ca­sa­te­novo / Pa­sturo / Gal­biate
Fat­to­rie: Gal­biate (2) / Ol­giate Mol­gora.

Ab­biamo vo­luto dare il det­ta­glio della pe­ne­tra­zione della piat­ta­forma Ita​live​.it nella Pro­vin­cia di Lecco, per in­di­care non solo quanto que­sta piat­ta­forma, de­can­tata e pub­bli­ciz­zata da “San­vito-Piazza-Bri­vio”, sia del tutto estra­nea al ter­ri­to­rio la­riano ma an­che come la “am­mis­sione” al «Pre­mio Ita­live» della mo­stra «Ot­to­cento Lom­bardo», sia un gua­da­gno netto in ter­mine di im­ma­gine solo per gli or­ga­niz­za­tori del pre­mio.

In­fatti i dati ci di­cono che la pro­pen­sione delle im­prese della Pro­vin­cia di Lecco a es­sere pre­senti sulla piat­ta­forma Ita​live​.it è pari a 14 su 10.000, con­tro una me­dia na­zio­nale di 57 su 10.000.
Os­sia le im­prese della Pro­vin­cia di Lecco sono a li­vello na­zio­nale quat­tro volte meno orien­tate alla piat­ta­forma Ita​live​.it delle omo­lo­ghe di tutta Ita­lia.

Ciò si­gni­fica che — pro­prio al con­tra­rio di quanto cre­dono e ci vo­gliono far cre­dere “San­vito-Piazza-Bri­vio” — è il Co­mune di Lecco ad avere fatto una grande pub­bli­cità gra­tuita al «Pre­mio-Ita­live», de­di­can­do­gli un Co­mu­ni­cato Uf­fi­ciale che è stato ri­preso da tutte le te­state del ter­ri­to­rio lec­chese.

Un bel colpo (gra­tuito) di im­ma­gine e di no­to­rietà per il «Pre­mio-Ita­live», al­tri­menti quasi sco­no­sciuto nel La­riano.

Del re­sto non è la prima volta che l’Assessore Piazza fa un im­mo­ti­vato fa­vore a im­pren­di­tori in­tra­pren­denti, pen­sando in­ge­nua­mente di farlo al Co­mune.

Gli As­ses­sori Piazza e Bo­na­cina (vice-Sin­daco), ave­vano in­fatti dato retta a un gio­vane orafo di Roc­ca­raso che le aveva con­vinte a ospi­tare in eterno a Villa Man­zoni un suo cion­dolo in oro bianco e dia­man­tini, op­por­tu­na­mente chia­mato “I Pro­messi Sposi” (vedi il no­stro ar­ti­colo del 7 no­vem­bre 2016 «Nel nome di Man­zoni pic­colo com­mer­cio e in­ge­nuità isti­tu­zio­nali»).

Al­lora la cosa era ap­parsa solo far­se­sca per la evi­dente leg­ge­rezza dei due As­ses­sori (la no­stra nota era stata però ri­presa in­te­gral­mente an­che da Re​se​go​neon​line​.it).

Ma qui le cose si sono fatte più se­rie: certo in­con­sa­pe­vol­mente e senza al­cun pro­prio van­tag­gio per­so­nale l’Assessore Piazza, va­li­da­mente coa­diu­vata dal Sin­daco Bri­vio, ha fatto un grande fa­vore di im­ma­gine e di co­mu­ni­ca­zione a una ini­zia­tiva che, per quanto mo­de­sta, è co­mun­que col­le­gata a gros­sis­simi in­te­ressi che non hanno certo bi­so­gno di fa­vori in­ge­nua­mente ac­cor­dati.

Il tutto senza al­cun ri­torno po­si­tivo per il Co­mune e la città di Lecco; e in più con al­cune cose da chia­rire in me­rito alla già trat­tata que­stione del Pa­tro­ci­nio.

  8    Chi sa chi sono i giurati del «Premio Italive»?

Dal mo­mento che il «Pre­mio Ita­live» è la “parte ter­mi­nale” dell’attività della piat­ta­forma Ita​live​.it, ideata e ge­stita dalla agen­zia di pub­bli­cità e co­mu­ni­ca­zione in­te­grata Mar­ko­net Srl di Roma; che quindi è parte di una at­ti­vità pret­ta­mente im­pren­di­to­riale, tesa a ga­ran­tire i le­git­timi in­te­ressi e pro­fitti di Mar­ko­net Srl, è op­por­tuno chie­dersi quali siano le ga­ran­zie di qua­lità della giu­ria chia­mata a va­lu­tare le 4.377 ini­zia­tive am­messe al «Pre­mio Ita­live».

In pa­role po­vere: chi sono i com­po­nenti della giu­ria del «Pre­mio Ita­live»?

Chiun­que ab­bia un mi­nimo di buon senso, sa che quando le scelte di una Giu­ria sono le­gate a va­lu­ta­zioni sog­get­tive, l’esperienza e le ca­rat­te­ri­sti­che dei suoi mem­bri sono un ele­mento fon­da­men­tale per fare di un “pre­mio” una cosa se­ria op­pure una tro­va­tina più o meno sim­pa­tica.

Pren­diamo l’esempio del «Pre­mio Let­te­ra­rio In­ter­na­zio­nale Ales­san­dro Man­zoni» che dal 2005 si svolge ogni anno a Lecco, per pro­cla­mare il vin­ci­tore del “Pre­mio Ro­manzo Sto­rico”.

Que­sta ini­zia­tiva è stata isti­tuita da 50&Più Fe­na­com (una ini­zia­tiva pri­vata creata nel 1974 dalla pri­va­tis­sima Con­f­com­mer­cio) con il «Cen­tro Na­zio­nale Studi Man­zo­niani» che, no­no­stante al­cune cri­ti­cità (vedi la no­stra nota sul DVDA. Man­zoni, mi­la­nese d’Europa”) ri­mane pur sem­pre, per il mondo man­zo­niano, e quindi per ro­manzo sto­rico in Ita­lia, un punto di ri­fe­ri­mento di alta qua­lità.

Se­condo il pro­prio Re­go­la­mento, la Giu­ria del «Pre­mio Let­te­ra­rio In­ter­na­zio­nale Ales­san­dro Man­zoni» è com­po­sta da fi­gure di in­dub­bio spes­sore ed espe­rienza:

Pre­si­dente: Er­manno Pac­ca­gnini: in­se­gna Let­te­ra­tura ita­liana con­tem­po­ra­nea all’Università Cat­to­lica di Mi­lano. Cri­tico let­te­ra­rio per Il Sole 24 Ore e Cor­riere della Sera.  / Gian Luigi Daccò: per vent’anni di­ret­tore Mu­sei Ci­vici di Lecco, è au­tore di ol­tre cento saggi di sto­ria e mu­seo­lo­gia. / Luigi Ma­sche­roni: gior­na­li­sta de il “Do­me­ni­cale” del Sole24Ore, il Fo­glio e il Gior­nale. Scrive di cul­tura e co­stume. Ha una cat­te­dra di Teo­ria e tec­nica dell’informazione cul­tu­rale all’Università Cat­to­lica di Mi­lano. / Gian­marco Ga­spari: in­se­gna Let­te­ra­tura ita­liana all’Università de­gli Studi dell’Insubria. È di­ret­tore della ri­vi­sta “An­nali man­zo­niani” e fa parte dei Co­mi­tati per le Edi­zioni Na­zio­nali di Ales­san­dro Man­zoni e Pie­tro Verri. / Al­berto Ca­dioli: in­se­gna Let­te­ra­tura ita­liana con­tem­po­ra­nea all’Università de­gli Studi di Mi­lano. Sulla let­te­ra­tura ita­liana dell’Ottocento e del No­ve­cento ha pub­bli­cato nu­me­rosi saggi e vari vo­lumi. / Gio­vanna Rosa: in­se­gna Let­te­ra­tura ita­liana con­tem­po­ra­nea ed è coor­di­na­tore del Ma­ster in Edi­to­ria presso l’Università de­gli Studi di Mi­lano. / Mauro No­velli: in­se­gna Let­te­ra­tura ita­liana con­tem­po­ra­nea presso l’Università de­gli Studi di Mi­lano. È Vice Pre­si­dente del Cen­tro Na­zio­nale Studi Man­zo­niani. / Ste­fano Motta: Pre­side dell’Istituto ” Beata Ver­gine Ma­ria” del Col­le­gio Vil­lo­resi di Monza, è stu­dioso del mondo re­li­gioso del Sei­cento e di Man­zoni. / Vit­to­rio Co­lombo (coor­di­na­tore del pre­mio), re­spon­sa­bile del quo­ti­diano “La Pro­vin­cia di Lecco”.

Come si vede si tratta di un folto gruppo di spe­cia­li­sti del tema su cui sono chia­mati a espri­mere va­lu­ta­zioni quanto più pos­si­bile con­di­vi­si­bili.
Si può forse es­sere d’accordo o meno con al­cune delle loro po­si­zioni cul­tu­rali ma è in­dub­bio che sono tutte fi­gure di spes­sore, che co­no­scono a fondo il tema del “ro­manzo sto­rico”.

Ab­biamo an­che esa­ge­rato nel ri­por­tare nel det­ta­glio le ca­rat­te­ri­sti­che delle nove per­so­na­lità che ga­ran­ti­scono la cre­di­bi­lità delle scelte del «Pre­mio Let­te­ra­rio In­ter­na­zio­nale Ales­san­dro Man­zoni» per evi­den­ziare quanto sia im­por­tante l’identificazione della giu­ria in un vero pre­mio.

Ri­pe­tiamo quindi: da chi è com­po­sta la Giu­ria del «Pre­mio Ita­live»?

Nel Re­go­la­mento del pre­mio stesso è detto:

«2. La re­da­zione Mar­ko­net prov­vede ad una prima se­le­zione de­gli eventi per av­viarli alle vo­ta­zioni se­condo cri­teri og­get­tivi di or­ga­niz­za­zione, com­pe­tenza, af­fi­da­bi­lità, sto­ri­cità, ori­gi­na­lità, at­trat­ti­vità e al­tro ana­logo ol­tre la co­mu­ni­ca­zione.»

«5. Gli eventi più vo­tati tanto come quan­tità quanto come gra­di­mento ven­gono ul­te­rior­mente va­lu­tati da una Com­mis­sione di cin­que esperti, due fa­centi parte della re­da­zione Mar­ko­net (come re­la­tori) e tre de­si­gnati dal Co­da­cons. Gli esperti giu­di­cano in base ad una pa­rola chiave: il ge­nius loci, la ca­pa­cità di estrarre la sin­tesi dei va­lori iden­ti­tari di un ter­ri­to­rio e della sua gente (tra­di­zione, cul­tura e ta­lenti) riu­scendo a por­tali fuori dai pro­pri con­fini ed af­fer­marli con fan­ta­sia e crea­ti­vità. Im­por­tante la pas­sione e la par­te­ci­pa­zione della col­let­ti­vità lo­cale all’evento: vale più l’impegno dei par­te­ci­panti ri­spetto alle di­spo­ni­bi­lità eco­no­mi­che im­pie­gate.»

Be­nis­simo: ma per­ché nel Re­go­la­mento non sono in­di­cati i nomi dei mem­bri della Giu­ria?

Non ce ne vo­gliano i col­le­ghi di Mar­ko­net Srl (an­che noi ab­biamo ope­rato a lungo nel loro campo) ma pen­siamo siano d’accordo sul non con­si­de­rare né oziosa né cap­ziosa la no­stra do­manda.

Il com­pito della giu­ria del «Pre­mio Ita­live» è in­fatti an­cora più com­plesso di quello che af­fronta la giu­ria del “pre­mio Man­zoni” di Lecco.
Qui il tema è ab­ba­stanza de­fi­nito: il ro­manzo sto­rico.

Nel caso del «Pre­mio Ita­live» il tema è in­vece scon­fi­nato e ab­brac­cia pra­ti­ca­mente l’intera at­ti­vità cul­tu­rale e so­ciale.
Si va dalle mo­stre su Pi­casso alle sa­gre della por­chetta; dalla rie­vo­ca­zione sto­rica al flo­ro­vi­vai­smo all’enograstronomia. Si va dalla lec­chese mo­stra “Ot­to­cento Lom­bardo” alla «Sa­gra dei Ca­nun­séi de Sant’Antone» di Ca­stel­co­vati-Bre­scia, dalla «WORLD CATS – Espo­si­zione In­ter­na­zio­nale Fe­lina» al «RE.USE – Scarti, og­getti, eco­lo­gia nell’arte con­tem­po­ra­nea», dalla «Mezza Ma­ra­tona delle Due Perle» alla «TABULA PICTA. Di­pinti tra Tar­do­go­tico e Ri­na­sci­mento».

Se ci met­tiamo an­che solo un at­timo nei panni della giu­ria del «Pre­mio Ita­live» ci sen­tiamo tre­mare i polsi.
Come fanno que­sti cin­que giu­rati a va­lu­tare 4.377 ini­zia­tive di ogni am­bito della crea­ti­vità e dell’attività as­so­cia­tiva umana?

Sa­rebbe in­te­res­san­tis­simo sa­pere an­che quali sono le me­to­do­lo­gie uti­liz­zate da que­sta giu­ria d’élite.

Le ini­zia­tive sono in­fatti 4.377. Po­sti al­meno cin­que mi­nuti di ana­lisi de­gli ele­menti per ogni ini­zia­tiva (quelli ca­ri­cati sulla piat­ta­forma dai vari pro­mo­tori), siamo a 364 ore, os­sia a quasi 46 gior­nate la­vo­ra­tive, mol­ti­pli­cate per cin­que!

Ma una volta scru­ti­nati i dati di base, si tratta poi di ve­dere quale sia stato l’esito delle di­verse ini­zia­tive: ciò che nelle enun­cia­zioni può ap­pa­rire va­lido, può poi ri­ve­larsi pes­simo nello svol­gi­mento.

Per esem­pio, cosa ne sanno i com­po­nenti la Giu­ria del «Pre­mio Ita­live» della mo­stra «Ot­to­cento Lom­bardo», salvo la pre­sen­ta­zione stan­dard ca­ri­cata sulla piat­ta­forma Ita​live​.it da “San­vito-Piazza”?

Sanno delle sue gra­vis­sime cri­ti­cità for­mali e so­stan­ziali, da noi de­nun­ciate e ri­prese dalla stampa lo­cale?

Sanno che l’autografia haye­ziana di un di­pinto espo­sto è stata in­di­cata come da ri­pen­sare com­ple­ta­mente, gra­zie alle no­stre ri­cer­che?

Sanno di come la cu­ra­trice Bar­to­lena a fronte di os­ser­va­zioni per­ti­nenti e scien­ti­fi­ca­mente inap­pun­ta­bili ha cer­cato di but­tare tutto in ca­ciara, de­fi­nen­dole “de­li­ranti” e mi­nac­ciando que­rele?

Sanno che l’Assessore Piazza an­zi­ché va­lu­tare come sa­rebbe suo ob­bligo le cri­ti­cità de­nun­ciate, se ne sia la­vata le mani con in più di­chia­ra­zioni di so­li­da­rietà con la in­sul­tante e mi­nac­ciante cu­ra­trice della mo­stra?

Sanno che l’organizzatore pri­vato ha tac­ciato i cit­ta­dini lec­chesi di igno­ranza e pi­gri­zia cul­tu­rale, salvo smen­tirsi su­bito dopo, di fronte alle giu­ste ri­mo­stranze della cit­ta­di­nanza? Sanno che l’Assessore Piazza gli si è in­ge­nua­mente ac­co­data, prima nell’offesa e poi nella ri­ti­rata?

Sanno che gli or­ga­niz­za­tori ten­gono na­sco­sto il nu­mero dei vi­si­ta­tori lo­cali ed esterni, per­ché in­fe­riore a quanto hanno di­chia­rato pub­bli­ca­mente?

Sanno che nella mo­stra «Ot­to­cento Lom­bardo» ogni ri­fe­ri­mento al “ge­nius loci” di Lecco — il grande Ales­san­dro Man­zoni — è stato da­gli or­ga­niz­za­tori vo­lu­ta­mente can­cel­lato?

Sanno che l’Assessore Piazza ha ri­ven­di­cato la to­tale non “lec­che­sità” della mo­stra, come do­cu­men­tato ed espresso dai gior­nali lo­cali.

Sanno, in una pa­rola, che la mo­stra «Ot­to­cento Lom­bardo» non ha in sé nep­pure un atomo de­gli ele­menti che il pre­mio con­si­dera giu­sta­mente come qua­li­fi­canti?

In at­tesa di ri­spo­sta, può es­sere co­mun­que utile ve­dere al­tri aspetti.

Eventi della Ca­te­go­ria «Mo­stre, Mer­cati e Fiere» in gara con «Ot­to­cento Lom­bardo» per il «Pre­mio Ita­live 2019».

Quindi in pra­tica ab­biamo una vi­sione to­tale di ciò che ac­cade e di ciò che si può fare nel ter­ri­to­rio, per il ter­ri­to­rio, par­lando di ciò che è del ter­ri­to­rio stesso.
Noi par­liamo spesso di “ge­nius loci”, che è la chiave con cui noi an­diamo poi a de­ter­mi­nare la qua­lità de­gli eventi.
È ov­vio che se noi do­ves­simo pre­miare i mi­gliori, pre­mie­remmo sem­pre il Pa­lio di Siena, il Car­ne­vale di Ve­ne­zia, e tutti que­sti eventi fa­mosi.
No! Noi vo­gliamo pre­miare que­gli eventi che sono fatti “dal” ter­ri­to­rio per­ché sono l’espressione del ter­ri­to­rio.
E quindi sono eventi meno im­por­tanti sotto il pro­filo ge­ne­rale, ma sono or­ga­niz­zati dalle per­sone che vi­vono nel ter­ri­to­rio e rac­con­tano cosa il ter­ri­to­rio fa.»

No­stro com­mento
Fran­ce­sco Tam­bu­rella ha il dono della sin­tesi e in poco più di un mi­nuto ha espresso in modo ine­qui­vo­ca­bile quale sia lo spi­rito ani­ma­tore del «Pre­mio Ita­live»: non pre­mia le ini­zia­tive “mi­gliori” ma quelle che me­glio espri­mono i va­lori del ter­ri­to­rio.

Si­gnori “San­vito-Piazza-Bri­vio”, avete com­preso? Il «Pre­mio Ita­live» pre­mia pro­prio l’opposto di ciò che avete vo­luto pro­porre con «Ot­to­cento Lom­bardo», os­sia la can­cel­la­zione di ogni ri­fe­ri­mento alle tra­di­zioni cul­tu­rali del ter­ri­to­rio lec­chese.

Nell’area dell’arte il “ge­nius loci” di Lecco ha volti pre­cisi: Man­zoni in primo luogo e il suo “I Pro­messi Sposi”, il ro­manzo che più di ogni al­tro esalta l’importanza del “ge­nius loci” come ele­mento nor­ma­tivo della vita.

Renzo e Lu­cia sono pu­liti e forti per­ché ven­gono da una terra pu­lita e forte; dove la na­tura è an­cora in­con­ta­mi­nata e ca­rat­te­riz­zata da “monti sor­genti dall’acque, ed ele­vati al cielo”; ele­vati verso una norma mo­rale che il cat­to­lico Man­zoni iden­ti­fi­cava con la re­li­gione cri­stiana ma che ognuno di noi può col­lo­care con di­ritto nel pro­prio oriz­zonte ideo­lo­gico di one­stà e di uma­nità.

Ma a fianco di Man­zoni, nel campo della pit­tura ci sono a Lecco G.B. To­de­schini e Carlo Pizzi, ot­timi rap­pre­sen­tanti dell’Ottocento lom­bardo, con­sa­pe­vol­mente esclusi dalla mo­stra «Ot­to­cento Lom­bardo” pro­prio per­ché lec­chesi.

Nella loro sciocca sma­nia di non ap­pa­rire “pro­vin­ciali”, “San­vito-Bar­to­lena-Piazza-Bri­vio” sono giunti an­che a can­cel­lare ogni ri­fe­ri­mento ai tanti rap­porti che una buona parte dei pit­tori espo­sti alla mo­stra aveva avuto sia con l’opera di Man­zoni sia con Man­zoni stesso e con il ter­ri­to­rio la­riano.
“San­vito-Bar­to­lena-Piazza-Bri­vio” hanno cioè vo­lu­ta­mente can­cel­lato ogni ri­fe­ri­mento al “ge­nius loci” lec­chese che il «Pre­mio Ita­live» con­si­dera in­vece la pro­pria ca­rat­te­ri­stica pe­cu­liare.

Ab­biamo su que­sto aspetto svolto una cri­tica an­che di det­ta­glio («“Ot­to­cento Lom­bardo” a Lecco: un’occasione spre­cata»); le no­stre os­ser­va­zioni sono state de­fi­nite “de­li­ranti” e siamo stati mi­nac­ciati di azioni le­gali.
E ora i “San­vito-Bar­to­lena-Piazza-Bri­vio”, per co­prire il fal­li­mento della loro mo­stra, vanno a men­di­carne un ri­co­no­sci­mento pro­prio da parte di una ini­zia­tiva che esalta il “ge­nius loci”, ciò che essi hanno vo­luto ne­gare — van­tan­do­sene per giunta!
Che in­ge­nua im­pu­denza!

Ma tor­niamo alle ca­rat­te­ri­sti­che del «Pre­mio Ita­live».

   7    Il vero favore lo ha fatto (gratis) il Comune di Lecco alla piattaforma Italive.it.

Come ci ha spie­gato Tam­bu­rella, al pro­getto Ita​live​.it ha con­tri­buito in modo si­gni­fi­ca­tivo Col­di­retti che con­si­dera la piat­ta­forma Ita​live​.it uno dei molti ca­nali con cui la sto­rica As­so­cia­zione tiene i rap­porti con il mondo dell’agricoltura, della ri­sto­ra­zione e del tu­ri­smo ru­rale.

Sulla piat­ta­forma Ita​live​.it tro­vano po­sto le in­ser­zioni e le pa­gine Web per­so­na­liz­zate di 5.707 sog­getti im­pren­di­to­riali di cui (tra pa­ren­tesi quelli della Pro­vin­cia di Lecco):

Mer­cati 331 (Pro­vin­cia di Lecco = 0)
Fat­to­rie 3.145 (Pro­vin­cia di Lecco = 3)
Ri­sto­ranti 132 (Pro­vin­cia di Lecco = 0)
Agri­tu­ri­smi 2.020 (Pro­vin­cia di Lecco = 5)
Bot­te­ghe 79 (Pro­vin­cia di Lecco = 0).

Que­ste le OTTO realtà della pro­vin­cia di Lecco:

Agri­tu­ri­smi: Co­lico (2) / Ca­sa­te­novo / Pa­sturo / Gal­biate
Fat­to­rie: Gal­biate (2) / Ol­giate Mol­gora.

Ab­biamo vo­luto dare il det­ta­glio della pe­ne­tra­zione della piat­ta­forma Ita​live​.it nella Pro­vin­cia di Lecco, per in­di­care non solo quanto que­sta piat­ta­forma, de­can­tata e pub­bli­ciz­zata da “San­vito-Piazza-Bri­vio”, sia del tutto estra­nea al ter­ri­to­rio la­riano ma an­che come la “am­mis­sione” al «Pre­mio Ita­live» della mo­stra «Ot­to­cento Lom­bardo», sia un gua­da­gno netto in ter­mine di im­ma­gine solo per gli or­ga­niz­za­tori del pre­mio.

In­fatti i dati ci di­cono che la pro­pen­sione delle im­prese della Pro­vin­cia di Lecco a es­sere pre­senti sulla piat­ta­forma Ita​live​.it è pari a 14 su 10.000, con­tro una me­dia na­zio­nale di 57 su 10.000.
Os­sia le im­prese della Pro­vin­cia di Lecco sono a li­vello na­zio­nale quat­tro volte meno orien­tate alla piat­ta­forma Ita​live​.it delle omo­lo­ghe di tutta Ita­lia.

Ciò si­gni­fica che — pro­prio al con­tra­rio di quanto cre­dono e ci vo­gliono far cre­dere “San­vito-Piazza-Bri­vio” — è il Co­mune di Lecco ad avere fatto una grande pub­bli­cità gra­tuita al «Pre­mio-Ita­live», de­di­can­do­gli un Co­mu­ni­cato Uf­fi­ciale che è stato ri­preso da tutte le te­state del ter­ri­to­rio lec­chese.

Un bel colpo (gra­tuito) di im­ma­gine e di no­to­rietà per il «Pre­mio-Ita­live», al­tri­menti quasi sco­no­sciuto nel La­riano.

Del re­sto non è la prima volta che l’Assessore Piazza fa un im­mo­ti­vato fa­vore a im­pren­di­tori in­tra­pren­denti, pen­sando in­ge­nua­mente di farlo al Co­mune.

Gli As­ses­sori Piazza e Bo­na­cina (vice-Sin­daco), ave­vano in­fatti dato retta a un gio­vane orafo di Roc­ca­raso che le aveva con­vinte a ospi­tare in eterno a Villa Man­zoni un suo cion­dolo in oro bianco e dia­man­tini, op­por­tu­na­mente chia­mato “I Pro­messi Sposi” (vedi il no­stro ar­ti­colo del 7 no­vem­bre 2016 «Nel nome di Man­zoni pic­colo com­mer­cio e in­ge­nuità isti­tu­zio­nali»).

Al­lora la cosa era ap­parsa solo far­se­sca per la evi­dente leg­ge­rezza dei due As­ses­sori (la no­stra nota era stata però ri­presa in­te­gral­mente an­che da Re​se​go​neon​line​.it).

Ma qui le cose si sono fatte più se­rie: certo in­con­sa­pe­vol­mente e senza al­cun pro­prio van­tag­gio per­so­nale l’Assessore Piazza, va­li­da­mente coa­diu­vata dal Sin­daco Bri­vio, ha fatto un grande fa­vore di im­ma­gine e di co­mu­ni­ca­zione a una ini­zia­tiva che, per quanto mo­de­sta, è co­mun­que col­le­gata a gros­sis­simi in­te­ressi che non hanno certo bi­so­gno di fa­vori in­ge­nua­mente ac­cor­dati.

Il tutto senza al­cun ri­torno po­si­tivo per il Co­mune e la città di Lecco; e in più con al­cune cose da chia­rire in me­rito alla già trat­tata que­stione del Pa­tro­ci­nio.

  8    Chi sa chi sono i giurati del «Premio Italive»?

Dal mo­mento che il «Pre­mio Ita­live» è la “parte ter­mi­nale” dell’attività della piat­ta­forma Ita​live​.it, ideata e ge­stita dalla agen­zia di pub­bli­cità e co­mu­ni­ca­zione in­te­grata Mar­ko­net Srl di Roma; che quindi è parte di una at­ti­vità pret­ta­mente im­pren­di­to­riale, tesa a ga­ran­tire i le­git­timi in­te­ressi e pro­fitti di Mar­ko­net Srl, è op­por­tuno chie­dersi quali siano le ga­ran­zie di qua­lità della giu­ria chia­mata a va­lu­tare le 4.377 ini­zia­tive am­messe al «Pre­mio Ita­live».

In pa­role po­vere: chi sono i com­po­nenti della giu­ria del «Pre­mio Ita­live»?

Chiun­que ab­bia un mi­nimo di buon senso, sa che quando le scelte di una Giu­ria sono le­gate a va­lu­ta­zioni sog­get­tive, l’esperienza e le ca­rat­te­ri­sti­che dei suoi mem­bri sono un ele­mento fon­da­men­tale per fare di un “pre­mio” una cosa se­ria op­pure una tro­va­tina più o meno sim­pa­tica.

Pren­diamo l’esempio del «Pre­mio Let­te­ra­rio In­ter­na­zio­nale Ales­san­dro Man­zoni» che dal 2005 si svolge ogni anno a Lecco, per pro­cla­mare il vin­ci­tore del “Pre­mio Ro­manzo Sto­rico”.

Que­sta ini­zia­tiva è stata isti­tuita da 50&Più Fe­na­com (una ini­zia­tiva pri­vata creata nel 1974 dalla pri­va­tis­sima Con­f­com­mer­cio) con il «Cen­tro Na­zio­nale Studi Man­zo­niani» che, no­no­stante al­cune cri­ti­cità (vedi la no­stra nota sul DVDA. Man­zoni, mi­la­nese d’Europa”) ri­mane pur sem­pre, per il mondo man­zo­niano, e quindi per ro­manzo sto­rico in Ita­lia, un punto di ri­fe­ri­mento di alta qua­lità.

Se­condo il pro­prio Re­go­la­mento, la Giu­ria del «Pre­mio Let­te­ra­rio In­ter­na­zio­nale Ales­san­dro Man­zoni» è com­po­sta da fi­gure di in­dub­bio spes­sore ed espe­rienza:

Pre­si­dente: Er­manno Pac­ca­gnini: in­se­gna Let­te­ra­tura ita­liana con­tem­po­ra­nea all’Università Cat­to­lica di Mi­lano. Cri­tico let­te­ra­rio per Il Sole 24 Ore e Cor­riere della Sera.  / Gian Luigi Daccò: per vent’anni di­ret­tore Mu­sei Ci­vici di Lecco, è au­tore di ol­tre cento saggi di sto­ria e mu­seo­lo­gia. / Luigi Ma­sche­roni: gior­na­li­sta de il “Do­me­ni­cale” del Sole24Ore, il Fo­glio e il Gior­nale. Scrive di cul­tura e co­stume. Ha una cat­te­dra di Teo­ria e tec­nica dell’informazione cul­tu­rale all’Università Cat­to­lica di Mi­lano. / Gian­marco Ga­spari: in­se­gna Let­te­ra­tura ita­liana all’Università de­gli Studi dell’Insubria. È di­ret­tore della ri­vi­sta “An­nali man­zo­niani” e fa parte dei Co­mi­tati per le Edi­zioni Na­zio­nali di Ales­san­dro Man­zoni e Pie­tro Verri. / Al­berto Ca­dioli: in­se­gna Let­te­ra­tura ita­liana con­tem­po­ra­nea all’Università de­gli Studi di Mi­lano. Sulla let­te­ra­tura ita­liana dell’Ottocento e del No­ve­cento ha pub­bli­cato nu­me­rosi saggi e vari vo­lumi. / Gio­vanna Rosa: in­se­gna Let­te­ra­tura ita­liana con­tem­po­ra­nea ed è coor­di­na­tore del Ma­ster in Edi­to­ria presso l’Università de­gli Studi di Mi­lano. / Mauro No­velli: in­se­gna Let­te­ra­tura ita­liana con­tem­po­ra­nea presso l’Università de­gli Studi di Mi­lano. È Vice Pre­si­dente del Cen­tro Na­zio­nale Studi Man­zo­niani. / Ste­fano Motta: Pre­side dell’Istituto ” Beata Ver­gine Ma­ria” del Col­le­gio Vil­lo­resi di Monza, è stu­dioso del mondo re­li­gioso del Sei­cento e di Man­zoni. / Vit­to­rio Co­lombo (coor­di­na­tore del pre­mio), re­spon­sa­bile del quo­ti­diano “La Pro­vin­cia di Lecco”.

Come si vede si tratta di un folto gruppo di spe­cia­li­sti del tema su cui sono chia­mati a espri­mere va­lu­ta­zioni quanto più pos­si­bile con­di­vi­si­bili.
Si può forse es­sere d’accordo o meno con al­cune delle loro po­si­zioni cul­tu­rali ma è in­dub­bio che sono tutte fi­gure di spes­sore, che co­no­scono a fondo il tema del “ro­manzo sto­rico”.

Ab­biamo an­che esa­ge­rato nel ri­por­tare nel det­ta­glio le ca­rat­te­ri­sti­che delle nove per­so­na­lità che ga­ran­ti­scono la cre­di­bi­lità delle scelte del «Pre­mio Let­te­ra­rio In­ter­na­zio­nale Ales­san­dro Man­zoni» per evi­den­ziare quanto sia im­por­tante l’identificazione della giu­ria in un vero pre­mio.

Ri­pe­tiamo quindi: da chi è com­po­sta la Giu­ria del «Pre­mio Ita­live»?

Nel Re­go­la­mento del pre­mio stesso è detto:

«2. La re­da­zione Mar­ko­net prov­vede ad una prima se­le­zione de­gli eventi per av­viarli alle vo­ta­zioni se­condo cri­teri og­get­tivi di or­ga­niz­za­zione, com­pe­tenza, af­fi­da­bi­lità, sto­ri­cità, ori­gi­na­lità, at­trat­ti­vità e al­tro ana­logo ol­tre la co­mu­ni­ca­zione.»

«5. Gli eventi più vo­tati tanto come quan­tità quanto come gra­di­mento ven­gono ul­te­rior­mente va­lu­tati da una Com­mis­sione di cin­que esperti, due fa­centi parte della re­da­zione Mar­ko­net (come re­la­tori) e tre de­si­gnati dal Co­da­cons. Gli esperti giu­di­cano in base ad una pa­rola chiave: il ge­nius loci, la ca­pa­cità di estrarre la sin­tesi dei va­lori iden­ti­tari di un ter­ri­to­rio e della sua gente (tra­di­zione, cul­tura e ta­lenti) riu­scendo a por­tali fuori dai pro­pri con­fini ed af­fer­marli con fan­ta­sia e crea­ti­vità. Im­por­tante la pas­sione e la par­te­ci­pa­zione della col­let­ti­vità lo­cale all’evento: vale più l’impegno dei par­te­ci­panti ri­spetto alle di­spo­ni­bi­lità eco­no­mi­che im­pie­gate.»

Be­nis­simo: ma per­ché nel Re­go­la­mento non sono in­di­cati i nomi dei mem­bri della Giu­ria?

Non ce ne vo­gliano i col­le­ghi di Mar­ko­net Srl (an­che noi ab­biamo ope­rato a lungo nel loro campo) ma pen­siamo siano d’accordo sul non con­si­de­rare né oziosa né cap­ziosa la no­stra do­manda.

Il com­pito della giu­ria del «Pre­mio Ita­live» è in­fatti an­cora più com­plesso di quello che af­fronta la giu­ria del “pre­mio Man­zoni” di Lecco.
Qui il tema è ab­ba­stanza de­fi­nito: il ro­manzo sto­rico.

Nel caso del «Pre­mio Ita­live» il tema è in­vece scon­fi­nato e ab­brac­cia pra­ti­ca­mente l’intera at­ti­vità cul­tu­rale e so­ciale.
Si va dalle mo­stre su Pi­casso alle sa­gre della por­chetta; dalla rie­vo­ca­zione sto­rica al flo­ro­vi­vai­smo all’enograstronomia. Si va dalla lec­chese mo­stra “Ot­to­cento Lom­bardo” alla «Sa­gra dei Ca­nun­séi de Sant’Antone» di Ca­stel­co­vati-Bre­scia, dalla «WORLD CATS – Espo­si­zione In­ter­na­zio­nale Fe­lina» al «RE.USE – Scarti, og­getti, eco­lo­gia nell’arte con­tem­po­ra­nea», dalla «Mezza Ma­ra­tona delle Due Perle» alla «TABULA PICTA. Di­pinti tra Tar­do­go­tico e Ri­na­sci­mento».

Se ci met­tiamo an­che solo un at­timo nei panni della giu­ria del «Pre­mio Ita­live» ci sen­tiamo tre­mare i polsi.
Come fanno que­sti cin­que giu­rati a va­lu­tare 4.377 ini­zia­tive di ogni am­bito della crea­ti­vità e dell’attività as­so­cia­tiva umana?

Sa­rebbe in­te­res­san­tis­simo sa­pere an­che quali sono le me­to­do­lo­gie uti­liz­zate da que­sta giu­ria d’élite.

Le ini­zia­tive sono in­fatti 4.377. Po­sti al­meno cin­que mi­nuti di ana­lisi de­gli ele­menti per ogni ini­zia­tiva (quelli ca­ri­cati sulla piat­ta­forma dai vari pro­mo­tori), siamo a 364 ore, os­sia a quasi 46 gior­nate la­vo­ra­tive, mol­ti­pli­cate per cin­que!

Ma una volta scru­ti­nati i dati di base, si tratta poi di ve­dere quale sia stato l’esito delle di­verse ini­zia­tive: ciò che nelle enun­cia­zioni può ap­pa­rire va­lido, può poi ri­ve­larsi pes­simo nello svol­gi­mento.

Per esem­pio, cosa ne sanno i com­po­nenti la Giu­ria del «Pre­mio Ita­live» della mo­stra «Ot­to­cento Lom­bardo», salvo la pre­sen­ta­zione stan­dard ca­ri­cata sulla piat­ta­forma Ita​live​.it da “San­vito-Piazza”?

Sanno delle sue gra­vis­sime cri­ti­cità for­mali e so­stan­ziali, da noi de­nun­ciate e ri­prese dalla stampa lo­cale?

Sanno che l’autografia haye­ziana di un di­pinto espo­sto è stata in­di­cata come da ri­pen­sare com­ple­ta­mente, gra­zie alle no­stre ri­cer­che?

Sanno di come la cu­ra­trice Bar­to­lena a fronte di os­ser­va­zioni per­ti­nenti e scien­ti­fi­ca­mente inap­pun­ta­bili ha cer­cato di but­tare tutto in ca­ciara, de­fi­nen­dole “de­li­ranti” e mi­nac­ciando que­rele?

Sanno che l’Assessore Piazza an­zi­ché va­lu­tare come sa­rebbe suo ob­bligo le cri­ti­cità de­nun­ciate, se ne sia la­vata le mani con in più di­chia­ra­zioni di so­li­da­rietà con la in­sul­tante e mi­nac­ciante cu­ra­trice della mo­stra?

Sanno che l’organizzatore pri­vato ha tac­ciato i cit­ta­dini lec­chesi di igno­ranza e pi­gri­zia cul­tu­rale, salvo smen­tirsi su­bito dopo, di fronte alle giu­ste ri­mo­stranze della cit­ta­di­nanza? Sanno che l’Assessore Piazza gli si è in­ge­nua­mente ac­co­data, prima nell’offesa e poi nella ri­ti­rata?

Sanno che gli or­ga­niz­za­tori  ten­gono na­sco­sto il nu­mero dei vi­si­ta­tori lo­cali ed esterni, per­ché in­fe­riore a quanto hanno di­chia­rato pub­bli­ca­mente?

Sanno che nella mo­stra «Ot­to­cento Lom­bardo» ogni ri­fe­ri­mento al “ge­nius loci” di Lecco — il grande Ales­san­dro Man­zoni — è stato da­gli or­ga­niz­za­tori vo­lu­ta­mente can­cel­lato?

Sanno che l’Assessore Piazza ha ri­ven­di­cato la to­tale non “lec­che­sità” della mo­stra, come do­cu­men­tato ed espresso dai gior­nali lo­cali.

Sanno, in una pa­rola, che la mo­stra «Ot­to­cento Lom­bardo» non ha in sé nep­pure un atomo de­gli ele­menti che il pre­mio con­si­dera giu­sta­mente come qua­li­fi­canti?

In at­tesa di ri­spo­sta, può es­sere co­mun­que utile ve­dere al­tri aspetti.

Eventi della Ca­te­go­ria «Mo­stre, Mer­cati e Fiere» in gara con «Ot­to­cento Lom­bardo» per il «Pre­mio Ita­live 2019».

Eventi della Ca­te­go­ria «Mo­stre, Mer­cati e Fiere» in gara con «Ot­to­cento Lom­bardo» per il «Pre­mio Ita­live 2019».

  9   I garanti della trasparenza e correttezza del «Premio Italive».

Nel Re­go­la­mento del pre­mio stesso è detto:

«2. La re­da­zione Mar­ko­net prov­vede ad una prima se­le­zione de­gli eventi per av­viarli alle vo­ta­zioni se­condo cri­teri og­get­tivi di or­ga­niz­za­zione, com­pe­tenza, af­fi­da­bi­lità, sto­ri­cità, ori­gi­na­lità, at­trat­ti­vità e al­tro ana­logo ol­tre la co­mu­ni­ca­zione.»

«5. Gli eventi più vo­tati tanto come quan­tità quanto come gra­di­mento ven­gono ul­te­rior­mente va­lu­tati da una Com­mis­sione di cin­que esperti, due fa­centi parte della re­da­zione Mar­ko­net (come re­la­tori) e tre de­si­gnati dal Co­da­cons. Gli esperti giu­di­cano in base ad una pa­rola chiave: il ge­nius loci, la ca­pa­cità di estrarre la sin­tesi dei va­lori iden­ti­tari di un ter­ri­to­rio e della sua gente (tra­di­zione, cul­tura e ta­lenti) riu­scendo a por­tali fuori dai pro­pri con­fini ed af­fer­marli con fan­ta­sia e crea­ti­vità. Im­por­tante la pas­sione e la par­te­ci­pa­zione della col­let­ti­vità lo­cale all’evento: vale più l’impegno dei par­te­ci­panti ri­spetto alle di­spo­ni­bi­lità eco­no­mi­che im­pie­gate.»

D’altro lato sap­piamo da https://​ita​live​.it/​p​r​o​g​e​t​to/

«ITA​LIVE​.it è una ini­zia­tiva av­viata nell’aprile del 2011 dalla Mar­ko­net srl.»

«Il CODACONS e il COMITAS svol­gono il loro ruolo isti­tu­zio­nale di vi­gi­lanza e con­trollo, ol­tre che di pro­mo­zione, per il più ef­fi­cace suc­cesso dell’iniziativa; ga­ran­ti­sce, par­te­ci­pando alle giu­rie, la tra­spa­renza e la cor­ret­tezza delle va­lu­ta­zioni rac­colte da­gli utenti.»

Da que­sti pur brevi ac­cenni, sap­piamo quindi che la cor­ret­tezza dell’attività di Mar­ko­net Srl è ga­ran­tita da Co­da­cons e Co­mi­tas. È utile quindi sa­pere cosa siano que­ste realtà im­pren­di­to­riali e as­so­cia­tive.

CODACONS sta per «Coor­di­na­mento delle as­so­cia­zioni per la di­fesa dell’ambiente e dei di­ritti de­gli utenti e dei con­su­ma­tori».
Da sem­pre suo uomo di punta e Pre­si­dente è Carlo Rienzi «av­vo­cato, cit­ta­dino e rom­pi­sca­tole di prima gran­dezza.» (come egli stesso si au­to­de­fi­ni­sce su https://​twit​ter​.com/​c​a​r​l​o​r​i​e​nzi).

COMITAS (Coor­di­na­mento Mi­croim­prese per la Tu­tela e lo Svi­luppo) è (https://​www​.co​mi​tas​.it/​f​r​a​n​c​e​s​c​o​-​t​a​m​b​u​r​e​l​la/) una «As­so­cia­zione di mi­croim­prese nata per con­tra­stare i di­ritti ne­gati che av­ver­sano la li­bertà e la con­cor­renza del mer­cato e per non su­bire pas­si­va­mente le in­giu­sti­zie.»

Fon­da­tore e Pre­si­dente di Co­mi­tas è il già ri­cor­dato Tam­bu­rella, grande re­gi­sta della piat­ta­forma Ita​live​.it e in­di­cato (https://​ita​live​.it/​p​r​e​m​i​o​-​i​t​a​l​i​v​e​/​p​r​e​m​i​o​-​i​t​a​l​i​v​e​-​2​0​15/) come “Coor­di­na­tore” del «Pre­mio Ita­live».

MARKONET Srl è una agen­zia di co­mu­ni­ca­zione e mar­ke­ting di Roma che elenca tra i pro­pri clienti 56 im­prese, tra cui Au­to­strade per l’Italia Spa; Col­di­retti; Co­da­cons; Co­mi­tas (di cui però non dice cosa fac­cia) e “spe­cial” (qua­lun­que cosa ciò si­gni­fi­chi) tra cui:
Ita­live, per conto del quale l’agenzia ge­sti­sce in toto il «Pre­mio Ita­live» di cui stiamo par­lando.
Lo Sta­dio di Do­mi­ziano (l’area sot­ter­ra­nea di Piazza Na­vona a Roma), sede di spet­ta­coli; eventi; mo­stre; in­con­tri con ape­ri­tivo, com­pleanni per bam­bini, cene di gala, ecc., (ge­stita dalla so­cietà MKT121 Srl, di esclu­siva pro­prietà di Mar­ko­net Srl) e presso cui ven­gono con­se­gnati i premi Ita­live.

  10    Le collaborazioni tra queste diverse realtà.

Ol­tre che sulla piat­ta­forma Ita​live​.it, Co­da­cons, Co­mi­tas e Mar­ko­net Srl in­trec­ciano le pro­prie at­ti­vità e com­pe­tenze an­che in un al­tro or­ga­ni­smo, il Cen­tro Studi CO­DA­CONS-CO­MI­TAS-Gruppo Mar­ko­net, di cui è Re­spon­sa­bile il già ri­cor­dato Fran­ce­sco Tam­bu­rella, il quale (leg­giamo dal suo cur­ri­cu­lum):

«Già Pre­si­dente della Com­mis­sione per lo svi­luppo di tec­no­lo­gie a sup­porto della dif­fu­sione della cul­tura ita­liana nel mondo presso il Mi­ni­stero de­gli Af­fari Esteri; già mem­bro della Com­mis­sione Arte e Mu­sei Vir­tuali del Mi­ni­stero per i Beni e le At­ti­vità Cul­tu­rali; con­su­lente del Mi­ni­stero per i Beni e le At­ti­vità Cul­tu­rali per le tec­no­lo­gie e i si­stemi pro­dut­tivi per la cul­tura e per il mar­ke­ting de­gli Isti­tuti Cul­tu­rali.
Ho scritto li­bri per il Mi­ni­stero per i Beni e le At­ti­vità Cul­tu­rali e la Luiss Uni­ver­sity Press. Sono stato mem­bro di tre Gruppi di La­voro del Co­mi­tato Tec­nico delle Co­mu­nità In­tel­li­genti presso l’Agenzia per l’Italia Di­gi­tale della Pre­si­denza del Con­si­glio.»

Ol­tre ad avere vis­suto que­ste in­te­res­santi espe­rienze, è utile ri­cor­dare che Fran­ce­sco Tam­bu­rella ha avuto e ha di­verse fun­zioni: è Coor­di­na­tore del «Pre­mio Ita­live»; Pre­si­dente di Co­mi­tas; Re­spon­sa­bile del Cen­tro Studi Co­da­cons-Co­mi­tas Gruppo Mar­ko­net; “Re­spon­sa­bile dello Sta­dio Do­mi­ziano”, presso cui si svolge la ce­ri­mo­nia del «Pre­mio Ita­live».

Tam­bu­rella è stato dal 2013 al no­vem­bre 2017 Am­mi­ni­stra­tore Unico di Mar­ko­net Srl (dopo quella data della so­cietà è di­ve­nuto Am­mi­ni­stra­tore Unico un al­tro Tam­bu­rella).

Ol­tre ad avere in co­mune que­sta fi­gura di pre­sti­gio, tra al­tre va­rie ini­zia­tive, il CENTRO STUDI CODACONS-COMITASGRUPPO MARKONET si pro­pone come part­ner di im­prese e as­so­cia­zioni an­che per la re­da­zione del “Bi­lan­cio di So­ste­ni­bi­lità”. È que­sto un do­cu­mento che si af­fianca al nor­male Bi­lan­cio con­ta­bile di fine anno; che oggi è ob­bli­ga­to­rio solo per le im­prese con più di 500 di­pen­denti ma è co­mun­que con­si­de­rato come fiore all’occhiello di qual­siasi im­presa che vo­glia go­dere di pre­sti­gio e con­si­de­ra­zione.

Come in­di­cato sul sito di Mar­ko­net Srl: «CODACONS e COMITAS, af­fi­dano la loro plu­rien­nale espe­rienza alla MARKONET che prov­vede a va­lo­riz­zare il Bi­lan­cio di So­ste­ni­bi­lità evi­den­ziando que­gli aspetti che par­ti­co­lar­mente in­te­res­sano il Con­su­ma­tore, più utile e par­te­ci­pato, in modo da ac­cre­di­tarlo con il Ri­co­no­sci­mento BILANCIO DI SOSTENIBILITÀ OK CODACONS

In­fatti, se clic­cate sul logo di “Bi­lan­cio di so­ste­ni­bi­lità”, vi tro­vate (https://​www​.mar​ko​net​.it/​l​a​-​r​i​c​e​r​c​a​-​a​l​l​a​-​s​c​o​p​e​r​t​a​-​d​e​l​l​a​-​s​o​s​t​e​n​i​b​i​l​i​ta/) nel sito Web di Mar­ko­net Srl, agen­zia di pub­bli­cità e co­mu­ni­ca­zione in­te­grata, che è pronta a col­la­bo­rare con voi per la re­da­zione di un “Bi­lan­cio di so­ste­ni­bi­lità” coe­rente con le vo­stre esi­genze di co­mu­ni­ca­zione so­ciale.

Na­tu­ral­mente Mar­ko­net Srl è una so­cietà di ca­pi­tale. Che non si li­mita a ope­rare in am­bito eco­no­mico senza di­stri­bu­zione di utili come Co­da­cons ma che — come suo ob­bligo sta­tu­ta­rio — per­se­gue an­che il le­ci­tis­simo pro­fitto.

Di fatto quindi il “Cen­tro Studi Co­da­cons-Co­mi­tas-Gruppo Mar­ko­net” è sia una piat­ta­forma at­tra­verso cui ar­ri­vano con­tatti a Mar­ko­net Srl sia un cliente di Mar­ko­net Srl stessa.

Ora, tutto que­sto è per­fet­ta­mente alla luce del sole, le­git­timo ecc. ecc.
Non sfugge però che può ap­pa­rire inop­por­tuno che a ga­ran­zia del «Pre­mio Ita­live» siano strut­ture che, con tutta la loro ri­spet­ta­bi­lità e sto­ria al ser­vi­zio della col­let­ti­vità, sono sia pro­mo­tori del pre­mio stesso, sia part­ner della agen­zia di pub­bli­cità Mar­ko­net Srl (or­ga­niz­za­tore del me­de­simo pre­mio), sia coor­di­nate a va­rio ti­tolo da una me­de­sima fi­gura, in que­sto caso Fran­ce­sco Tam­bu­rella.

È chiaro che qui non ci tro­viamo di fronte a nes­su­nis­simo con­flitto di in­te­ressi, dal mo­mento che né co­sta par­te­ci­pare al «Pre­mio Ita­live» né nulla ci si gua­da­gna, se non un at­te­stato mo­ral-cul­tu­rale dal va­lore eco­no­mico uguale a zero ma pur sem­pre si­gni­fi­ca­tivo.

Tale co­mun­que da po­tere spin­gere or­ga­niz­za­tori e am­mi­ni­stra­tori (due nomi a caso — “San­vito-Piazza”) a far­sene uno spec­chietto per ab­ba­gliare il pub­blico ri­spetto alla loro con­cla­mata ina­de­gua­tezza cul­tu­rale e or­ga­niz­za­tiva.

Sa­rebbe quindi op­por­tuno che la giu­ria an­che del «Pre­mio Ita­live» fosse com­po­sta da ele­menti che NULLA ab­biano a che ve­dere né con il pre­mio né con la piat­ta­forma Ita​live​.it, né con le di­verse ini­zia­tive so­cial-im­pren­di­to­riali col­le­gate all’organizzatore del pre­mio, né con fi­gure al­ta­mente rap­pre­sen­ta­tive, cui tutte le realtà fanno in un modo o nell’altro ri­fe­ri­mento.

  11   Come funziona la votazione delle iniziative ammesse al «Premio Italive»?

Come in­di­cato da Mar­ko­net Srl (https://​ita​live​.it/​s​e​g​n​a​l​a​c​i​-​e​v​e​n​t​o​-​g​r​a​t​u​i​t​a​m​e​n​te/):

«Una volta ca­ri­cato, l’evento verrà pub­bli­cato pre­via ac­cet­ta­zione da parte della re­da­zione; ri­ce­verà una mail di con­ferma con il link dell’evento che po­trà uti­liz­zare e dif­fon­dere tra­mite i pro­pri me­dia e ca­nali so­cial per in­vi­tare gli utenti a vo­tarlo. La re­da­zione vi manda una e-mail in cui vi in­dica l’indirizzo della pa­gina in cui è pre­sen­tata la vo­stra ini­zia­tiva, con la foto e la de­scri­zione che avete in­viato.»

Come già an­ti­ci­pato, il sin­daco Bri­vio, letta que­sta e-mail dell’organizzatore del pre­mio, ha rac­colto il sug­ge­ri­mento ma senza avere bene com­preso la cosa.

Sulla sua new­slet­ter 25-ge­n/19 Bri­vio ha in­fatti di­strat­ta­mente scritto:

«Se avete vi­si­tato la mo­stra, qui po­tete vo­tarla e so­ste­nere la cul­tura e i mu­sei di Lecco!»

Qual­cuno do­vrebbe spie­gare due cose al Sin­daco Bri­vio, che evi­den­te­mente non si è presa la briga nep­pure di dare una oc­chiata a ciò che pub­blica sulla pro­pria new­slet­ter.

La prima è che nella nota di pre­sen­ta­zione della mo­stra «Ot­to­cento Lom­bardo», pre­sente sulla piat­ta­forma Ita​live​.it, non com­pare mai — nep­pure una volta — né il nome di Man­zoni (ec­cel­lenza del ge­nius loci di Lecco) né qual­si­vo­glia ri­fe­ri­mento ai mu­sei di Lecco. E che la stessa pa­rola “Lecco” com­pare solo nell’indirizzo di Pa­lazzo delle Paure.

La se­conda è che la vo­ta­zione non è le­gata all’aver vi­si­tato o meno la mo­stra. Lo può fare chiun­que, an­che senza averne mai nep­pure sen­tito par­lare e da qua­lun­que parte d’Italia.

Non solo, ma chiun­que può vo­tare quante volte vuole.
Come? dirà il let­tore. Posso met­termi alla ta­stiera e vo­tare a ri­pe­ti­zione?

Sì: ba­sta avere una pic­cola ac­cor­tezza.
In­fatti, se una volta dato il primo voto ri­ma­nete sulla stessa fi­ne­stra e pro­vate a dare un se­condo voto, il si­stema di con­trollo di Mar­ko­net Srl vi dirà “Hai già vo­tato” im­pe­den­dovi l’operazione.

Se in­vece a ogni voto create una nuova fi­ne­stra, per un po’ il si­stema vi con­sen­tirà di vo­tare. Lo ab­biamo fatto noi e per una ini­zia­tiva di Ve­rona che ci pia­ceva ma che aveva un solo voto: in po­chi se­condi ab­biamo rag­giunto i 7 “ra­tings”.
Poi il si­stema ha ca­pito il gio­chino e ci ha fer­mato. Però in­tanto ab­biamo fatto 6 voti in meno di un mi­nuto.

Evi­den­te­mente con­sa­pe­voli di que­ste pos­si­bi­lità, nel Re­go­la­mento (art. 8) è in­di­cato che:

«il si­stema ri­co­no­sce i voti plu­rimi pro­ve­nienti dallo stesso IP e la Com­mis­sione va­luta ne­ga­ti­va­mente l’abuso del voto.»

Con que­sta di­chia­ra­zione Mar­ko­net Srl cer­ti­fica che il mec­ca­ni­smo di voto del «Pre­mio Ita­live» si pre­sta a ogni ma­ni­po­la­zione.

In­fatti Mar­ko­net Srl ci dice di non es­sere in grado di bloc­care a monte i voti plu­rimi; dice solo che la Com­mis­sione in fase di va­lu­ta­zione ne terrà conto.
La cosa non è dif­fi­cile ma ciò non può ri­me­diare al danno già fatto.

In­fatti, sic­come (lo ab­biamo ve­ri­fi­cato) il voto plu­rimo è co­mun­que pos­si­bile, sulla pa­gina di ogni ini­zia­tiva, e fino a 30 giorni dalla chiu­sura dell’iniziativa, sarà vi­si­bile il ra­ting, even­tual­mente fa­sullo per­ché frutto di voti plu­rimi ma co­mun­que in grado di in­fluen­zare il vi­si­ta­tore e il voto stesso.

Ma la cosa ve­ra­mente cu­riosa è un’altra.

  12   Una iniziativa a 10.000 IP dinamici — Vai con il voto a manetta.

Pren­diamo da Wi­ki­pe­dia: «Un in­di­rizzo IP (dall’inglese In­ter­net Pro­to­col ad­dress) – in in­for­ma­tica e nelle te­le­co­mu­ni­ca­zioni – è un’etichetta nu­me­rica che iden­ti­fica uni­vo­ca­mente un di­spo­si­tivo detto host col­le­gato a una rete in­for­ma­tica che uti­lizza l’Internet Pro­to­col come pro­to­collo di rete.»

Il vo­stro com­pu­ter di casa, o gli al­tri con­ge­gni con cui da casa vo­stra vi col­le­gate alla rete, fa capo all’host cui il vo­stro mo­dem è col­le­gato.
Que­sto host è con­tras­se­gnato con quell’IP so­pra de­scritto che, salvo con­tratti par­ti­co­lari, è “di­na­mico”, cioè può es­sere va­riato dal vo­stro pro­vi­der per esi­genze tec­ni­che senza che voi ve ne ac­cor­giate.

Po­tete però voi stessi cam­biare que­sto IP con una ope­ra­zione sem­pli­cis­sima: spe­gnere e riac­cen­dere il mo­dem.
A ogni riac­cen­sione il vo­stro IP cam­bia.

Ciò si­gni­fica che a ogni riac­cen­sione voi po­tete ri­vo­tare su una scheda già da voi vo­tata senza che il si­stema di Mar­ko­net Srl se ne ac­corga.

Non solo. Il vo­stro te­le­fono por­ta­tile è anch’esso un di­spo­si­tivo che fa capo a un host.
Dal mo­mento che, per de­fi­ni­zione, il vo­stro te­le­fono è mo­bile, mano mano che vi spo­state nella vo­stra città o paese cam­bia il suo IP di ri­fe­ri­mento.

Ab­biamo fatto la prova: ab­biamo vo­tato al «Pre­mio Ita­live» dalla no­stra sede (con un certo IP). Poi siamo usciti a fare una com­mis­sione poco di­stante e (con un al­tro IP) ab­biamo fatto un’altra vo­ta­zione ri­ce­ven­done il sim­pa­tico “gra­zie per aver vo­tato”. A sera siamo an­dati in un’altra zona della città a farci una pizza con gli amici: al­tro IP, al­tro voto e al­tro “gra­zie per aver vo­tato”.

Ciò si­gni­fica che una qual­siasi strut­tura o in­di­vi­duo può, con mezzi estre­ma­mente ele­men­tari, con­di­zio­nare la va­lu­ta­zione di una de­ter­mi­nata ini­zia­tiva che par­te­cipa al «Pre­mio Ita­live» (o dan­neg­giarne un’altra con mol­te­plici voti ne­ga­tivi) per­fet­ta­mente all’insaputa dell’organizzatore Mar­ko­net Srl e dei ga­ranti della cor­ret­tezza del Pre­mio, i pur sti­ma­bi­lis­simi Co­da­cons e Co­mi­tas.
Detto in ter­mini più sem­plici: il va­lore del mec­ca­ni­smo di tu­tela del «Pre­mio Ita­live» è pra­ti­ca­mente uguale a ZERO.

E gli or­ga­niz­za­tori del pre­mio ne sono per­fet­ta­mente con­sa­pe­voli.
Per que­sto Mar­ko­net Srl deve ri­farsi al di­scorso sog­get­tivo della “qua­lità” e del “ge­nius loci”.

Alla so­cietà Mar­ko­net Srl di Roma non sono ov­via­mente tonti. Sono pro­fes­sio­ni­sti della co­mu­ni­ca­zione, con­sa­pe­voli di ciò che fanno e de­gli evi­denti li­miti strut­tu­rali del «Pre­mio Ita­live».

E in­fatti, a pro­po­sito di que­sto aspetto, fanno ca­pire, sep­pure in modo un po’ con­fuso, che non è solo la “quan­tità” dei voti a re­go­lare le de­ci­sioni della Com­mis­sione ma an­che la “qua­lità” de­gli eventi.

Re­go­la­mento (https://​ita​live​.it/​r​e​g​o​l​a​m​e​n​to/):

«5. Gli eventi più vo­tati tanto come quan­tità quanto come gra­di­mento ven­gono ul­te­rior­mente va­lu­tati da una Com­mis­sione di cin­que esperti, […] Gli esperti giu­di­cano in base ad una pa­rola chiave: il ge­nius loci, la ca­pa­cità di estrarre la sin­tesi dei va­lori iden­ti­tari di un ter­ri­to­rio e della sua gente (tra­di­zione, cul­tura e ta­lenti) riu­scendo a por­tali fuori dai pro­pri con­fini ed af­fer­marli con fan­ta­sia e crea­ti­vità.»

7. Even­tuali Premi spe­ciali pos­sono es­sere ri­ser­vati ad eventi e realtà di par­ti­co­lare in­te­resse, come una sco­perta di “gio­ielli na­sco­sti”.

Le pa­role chiave di que­sto Re­go­la­mento molto all’acqua di rose sono: «ge­nius loci», “premi spe­ciali”, “gio­ielli na­sco­sti”.
Vi sono tutti gli in­gre­dienti per­ché, ac­canto a vin­cite ba­sate sui voti ef­fet­ti­va­mente presi, vi siano vin­cite ba­sate su ele­menti emi­nen­te­mente sog­get­tivi.

Sia chiaro: non ab­biamo nulla con­tro le scelte sog­get­tive: sono la norma per esem­pio nei premi let­te­rari.

Ma in quei casi (ol­tre al fatto che i giu­rati non pos­sono vo­tare più volte ogni volta che escono a farsi un caffè) vi è una com­mis­sione ac­cu­ra­ta­mente se­le­zio­nata tra veri esperti, che espri­mono un pa­rere sulla base di una vera co­no­scenza delle opere con­cor­renti.

  9   I garanti della trasparenza e correttezza del «Premio Italive».

Nel Re­go­la­mento del pre­mio stesso è detto:

«2. La re­da­zione Mar­ko­net prov­vede ad una prima se­le­zione de­gli eventi per av­viarli alle vo­ta­zioni se­condo cri­teri og­get­tivi di or­ga­niz­za­zione, com­pe­tenza, af­fi­da­bi­lità, sto­ri­cità, ori­gi­na­lità, at­trat­ti­vità e al­tro ana­logo ol­tre la co­mu­ni­ca­zione.»

«5. Gli eventi più vo­tati tanto come quan­tità quanto come gra­di­mento ven­gono ul­te­rior­mente va­lu­tati da una Com­mis­sione di cin­que esperti, due fa­centi parte della re­da­zione Mar­ko­net (come re­la­tori) e tre de­si­gnati dal Co­da­cons. Gli esperti giu­di­cano in base ad una pa­rola chiave: il ge­nius loci, la ca­pa­cità di estrarre la sin­tesi dei va­lori iden­ti­tari di un ter­ri­to­rio e della sua gente (tra­di­zione, cul­tura e ta­lenti) riu­scendo a por­tali fuori dai pro­pri con­fini ed af­fer­marli con fan­ta­sia e crea­ti­vità. Im­por­tante la pas­sione e la par­te­ci­pa­zione della col­let­ti­vità lo­cale all’evento: vale più l’impegno dei par­te­ci­panti ri­spetto alle di­spo­ni­bi­lità eco­no­mi­che im­pie­gate.»

D’altro lato sap­piamo da https://​ita​live​.it/​p​r​o​g​e​t​to/

«ITA​LIVE​.it è una ini­zia­tiva av­viata nell’aprile del 2011 dalla Mar­ko­net srl.»

«Il CODACONS e il COMITAS svol­gono il loro ruolo isti­tu­zio­nale di vi­gi­lanza e con­trollo, ol­tre che di pro­mo­zione, per il più ef­fi­cace suc­cesso dell’iniziativa; ga­ran­ti­sce, par­te­ci­pando alle giu­rie, la tra­spa­renza e la cor­ret­tezza delle va­lu­ta­zioni rac­colte da­gli utenti.»

Da que­sti pur brevi ac­cenni, sap­piamo quindi che la cor­ret­tezza dell’attività di Mar­ko­net Srl è ga­ran­tita da Co­da­cons e Co­mi­tas. È utile quindi sa­pere cosa siano que­ste realtà im­pren­di­to­riali e as­so­cia­tive.

CODACONS sta per «Coor­di­na­mento delle as­so­cia­zioni per la di­fesa dell’ambiente e dei di­ritti de­gli utenti e dei con­su­ma­tori».
Da sem­pre suo uomo di punta e Pre­si­dente è Carlo Rienzi «av­vo­cato, cit­ta­dino e rom­pi­sca­tole di prima gran­dezza.» (come egli stesso si au­to­de­fi­ni­sce su https://​twit​ter​.com/​c​a​r​l​o​r​i​e​nzi).

COMITAS (Coor­di­na­mento Mi­croim­prese per la Tu­tela e lo Svi­luppo) è (https://​www​.co​mi​tas​.it/​f​r​a​n​c​e​s​c​o​-​t​a​m​b​u​r​e​l​la/) una «As­so­cia­zione di mi­croim­prese nata per con­tra­stare i di­ritti ne­gati che av­ver­sano la li­bertà e la con­cor­renza del mer­cato e per non su­bire pas­si­va­mente le in­giu­sti­zie.»

Fon­da­tore e Pre­si­dente di Co­mi­tas è il già ri­cor­dato Tam­bu­rella, grande re­gi­sta della piat­ta­forma Ita​live​.it e in­di­cato (https://​ita​live​.it/​p​r​e​m​i​o​-​i​t​a​l​i​v​e​/​p​r​e​m​i​o​-​i​t​a​l​i​v​e​-​2​0​15/) come “Coor­di­na­tore” del «Pre­mio Ita­live».

MARKONET Srl è una agen­zia di co­mu­ni­ca­zione e mar­ke­ting di Roma che elenca tra i pro­pri clienti 56 im­prese, tra cui Au­to­strade per l’Italia Spa; Col­di­retti; Co­da­cons; Co­mi­tas (di cui però non dice cosa fac­cia) e “spe­cial” (qua­lun­que cosa ciò si­gni­fi­chi) tra cui:
Ita­live, per conto del quale l’agenzia ge­sti­sce in toto il «Pre­mio Ita­live» di cui stiamo par­lando.
Lo Sta­dio di Do­mi­ziano (l’area sot­ter­ra­nea di Piazza Na­vona a Roma), sede di spet­ta­coli; eventi; mo­stre; in­con­tri con ape­ri­tivo, com­pleanni per bam­bini, cene di gala, ecc., (ge­stita dalla so­cietà MKT121 Srl, di esclu­siva pro­prietà di Mar­ko­net Srl) e presso cui ven­gono con­se­gnati i premi Ita­live.

  10    Le collaborazioni tra queste diverse realtà.

Ol­tre che sulla piat­ta­forma Ita​live​.it, Co­da­cons, Co­mi­tas e Mar­ko­net Srl in­trec­ciano le pro­prie at­ti­vità e com­pe­tenze an­che in un al­tro or­ga­ni­smo, il Cen­tro Studi CO­DA­CONS-CO­MI­TAS-Gruppo Mar­ko­net, di cui è Re­spon­sa­bile il già ri­cor­dato Fran­ce­sco Tam­bu­rella, il quale (leg­giamo dal suo cur­ri­cu­lum):

«Già Pre­si­dente della Com­mis­sione per lo svi­luppo di tec­no­lo­gie a sup­porto della dif­fu­sione della cul­tura ita­liana nel mondo presso il Mi­ni­stero de­gli Af­fari Esteri; già mem­bro della Com­mis­sione Arte e Mu­sei Vir­tuali del Mi­ni­stero per i Beni e le At­ti­vità Cul­tu­rali; con­su­lente del Mi­ni­stero per i Beni e le At­ti­vità Cul­tu­rali per le tec­no­lo­gie e i si­stemi pro­dut­tivi per la cul­tura e per il mar­ke­ting de­gli Isti­tuti Cul­tu­rali.
Ho scritto li­bri per il Mi­ni­stero per i Beni e le At­ti­vità Cul­tu­rali e la Luiss Uni­ver­sity Press. Sono stato mem­bro di tre Gruppi di La­voro del Co­mi­tato Tec­nico delle Co­mu­nità In­tel­li­genti presso l’Agenzia per l’Italia Di­gi­tale della Pre­si­denza del Con­si­glio.»

Ol­tre ad avere vis­suto que­ste in­te­res­santi espe­rienze, è utile ri­cor­dare che Fran­ce­sco Tam­bu­rella ha avuto e ha di­verse fun­zioni: è Coor­di­na­tore del «Pre­mio Ita­live»; Pre­si­dente di Co­mi­tas; Re­spon­sa­bile del Cen­tro Studi Co­da­cons-Co­mi­tas Gruppo Mar­ko­net; “Re­spon­sa­bile dello Sta­dio Do­mi­ziano”, presso cui si svolge la ce­ri­mo­nia del «Pre­mio Ita­live».

Tam­bu­rella è stato dal 2013 al no­vem­bre 2017 Am­mi­ni­stra­tore Unico di Mar­ko­net Srl (dopo quella data della so­cietà è di­ve­nuto Am­mi­ni­stra­tore Unico un al­tro Tam­bu­rella).

Ol­tre ad avere in co­mune que­sta fi­gura di pre­sti­gio, tra al­tre va­rie ini­zia­tive, il CENTRO STUDI CODACONS-COMITASGRUPPO MARKONET si pro­pone come part­ner di im­prese e as­so­cia­zioni an­che per la re­da­zione del “Bi­lan­cio di So­ste­ni­bi­lità”. È que­sto un do­cu­mento che si af­fianca al nor­male Bi­lan­cio con­ta­bile di fine anno; che oggi è ob­bli­ga­to­rio solo per le im­prese con più di 500 di­pen­denti ma è co­mun­que con­si­de­rato come fiore all’occhiello di qual­siasi im­presa che vo­glia go­dere di pre­sti­gio e con­si­de­ra­zione.

Come in­di­cato sul sito di Mar­ko­net Srl: «CODACONS e COMITAS, af­fi­dano la loro plu­rien­nale espe­rienza alla MARKONET che prov­vede a va­lo­riz­zare il Bi­lan­cio di So­ste­ni­bi­lità evi­den­ziando que­gli aspetti che par­ti­co­lar­mente in­te­res­sano il Con­su­ma­tore, più utile e par­te­ci­pato, in modo da ac­cre­di­tarlo con il Ri­co­no­sci­mento BILANCIO DI SOSTENIBILITÀ OK CODACONS

In­fatti, se clic­cate sul logo di “Bi­lan­cio di so­ste­ni­bi­lità”, vi tro­vate (https://​www​.mar​ko​net​.it/​l​a​-​r​i​c​e​r​c​a​-​a​l​l​a​-​s​c​o​p​e​r​t​a​-​d​e​l​l​a​-​s​o​s​t​e​n​i​b​i​l​i​ta/) nel sito Web di Mar­ko­net Srl, agen­zia di pub­bli­cità e co­mu­ni­ca­zione in­te­grata, che è pronta a col­la­bo­rare con voi per la re­da­zione di un “Bi­lan­cio di so­ste­ni­bi­lità” coe­rente con le vo­stre esi­genze di co­mu­ni­ca­zione so­ciale.

Na­tu­ral­mente Mar­ko­net Srl è una so­cietà di ca­pi­tale. Che non si li­mita a ope­rare in am­bito eco­no­mico senza di­stri­bu­zione di utili come Co­da­cons ma che — come suo ob­bligo sta­tu­ta­rio — per­se­gue an­che il le­ci­tis­simo pro­fitto.

Di fatto quindi il “Cen­tro Studi Co­da­cons-Co­mi­tas-Gruppo Mar­ko­net” è sia una piat­ta­forma at­tra­verso cui ar­ri­vano con­tatti a Mar­ko­net Srl sia un cliente di Mar­ko­net Srl stessa.

Ora, tutto que­sto è per­fet­ta­mente alla luce del sole, le­git­timo ecc. ecc.
Non sfugge però che può ap­pa­rire inop­por­tuno che a ga­ran­zia del «Pre­mio Ita­live» siano strut­ture che, con tutta la loro ri­spet­ta­bi­lità e sto­ria al ser­vi­zio della col­let­ti­vità, sono sia pro­mo­tori del pre­mio stesso, sia part­ner della agen­zia di pub­bli­cità Mar­ko­net Srl (or­ga­niz­za­tore del me­de­simo pre­mio), sia coor­di­nate a va­rio ti­tolo da una me­de­sima fi­gura, in que­sto caso Fran­ce­sco Tam­bu­rella.

È chiaro che qui non ci tro­viamo di fronte a nes­su­nis­simo con­flitto di in­te­ressi, dal mo­mento che né co­sta par­te­ci­pare al «Pre­mio Ita­live» né nulla ci si gua­da­gna, se non un at­te­stato mo­ral-cul­tu­rale dal va­lore eco­no­mico uguale a zero ma pur sem­pre si­gni­fi­ca­tivo.

Tale co­mun­que da po­tere spin­gere or­ga­niz­za­tori e am­mi­ni­stra­tori (due nomi a caso — “San­vito-Piazza”) a far­sene uno spec­chietto per ab­ba­gliare il pub­blico ri­spetto alla loro con­cla­mata ina­de­gua­tezza cul­tu­rale e or­ga­niz­za­tiva.

Sa­rebbe quindi op­por­tuno che la giu­ria an­che del «Pre­mio Ita­live» fosse com­po­sta da ele­menti che NULLA ab­biano a che ve­dere né con il pre­mio né con la piat­ta­forma Ita​live​.it, né con le di­verse ini­zia­tive so­cial-im­pren­di­to­riali col­le­gate all’organizzatore del pre­mio, né con fi­gure al­ta­mente rap­pre­sen­ta­tive, cui tutte le realtà fanno in un modo o nell’altro ri­fe­ri­mento.

  11   Come funziona la votazione delle iniziative ammesse al «Premio Italive»?

Come in­di­cato da Mar­ko­net Srl (https://​ita​live​.it/​s​e​g​n​a​l​a​c​i​-​e​v​e​n​t​o​-​g​r​a​t​u​i​t​a​m​e​n​te/):

«Una volta ca­ri­cato, l’evento verrà pub­bli­cato pre­via ac­cet­ta­zione da parte della re­da­zione; ri­ce­verà una mail di con­ferma con il link dell’evento che po­trà uti­liz­zare e dif­fon­dere tra­mite i pro­pri me­dia e ca­nali so­cial per in­vi­tare gli utenti a vo­tarlo. La re­da­zione vi manda una e-mail in cui vi in­dica l’indirizzo della pa­gina in cui è pre­sen­tata la vo­stra ini­zia­tiva, con la foto e la de­scri­zione che avete in­viato.»

Come già an­ti­ci­pato, il sin­daco Bri­vio, letta que­sta e-mail dell’organizzatore del pre­mio, ha rac­colto il sug­ge­ri­mento ma senza avere bene com­preso la cosa.

Sulla sua new­slet­ter 25-ge­n/19 Bri­vio ha in­fatti di­strat­ta­mente scritto:

«Se avete vi­si­tato la mo­stra, qui po­tete vo­tarla e so­ste­nere la cul­tura e i mu­sei di Lecco!»

Qual­cuno do­vrebbe spie­gare due cose al Sin­daco Bri­vio, che evi­den­te­mente non si è presa la briga nep­pure di dare una oc­chiata a ciò che pub­blica sulla pro­pria new­slet­ter.

La prima è che nella nota di pre­sen­ta­zione della mo­stra «Ot­to­cento Lom­bardo», pre­sente sulla piat­ta­forma Ita​live​.it, non com­pare mai — nep­pure una volta — né il nome di Man­zoni (ec­cel­lenza del ge­nius loci di Lecco) né qual­si­vo­glia ri­fe­ri­mento ai mu­sei di Lecco. E che la stessa pa­rola “Lecco” com­pare solo nell’indirizzo di Pa­lazzo delle Paure.

La se­conda è che la vo­ta­zione non è le­gata all’aver vi­si­tato o meno la mo­stra. Lo può fare chiun­que, an­che senza averne mai nep­pure sen­tito par­lare e da qua­lun­que parte d’Italia.

Non solo, ma chiun­que può vo­tare quante volte vuole.
Come? dirà il let­tore. Posso met­termi alla ta­stiera e vo­tare a ri­pe­ti­zione?

Sì: ba­sta avere una pic­cola ac­cor­tezza.
In­fatti, se una volta dato il primo voto ri­ma­nete sulla stessa fi­ne­stra e pro­vate a dare un se­condo voto, il si­stema di con­trollo di Mar­ko­net Srl vi dirà “Hai già vo­tato” im­pe­den­dovi l’operazione.

Se in­vece a ogni voto create una nuova fi­ne­stra, per un po’ il si­stema vi con­sen­tirà di vo­tare. Lo ab­biamo fatto noi e per una ini­zia­tiva di Ve­rona che ci pia­ceva ma che aveva un solo voto: in po­chi se­condi ab­biamo rag­giunto i 7 “ra­tings”.
Poi il si­stema ha ca­pito il gio­chino e ci ha fer­mato. Però in­tanto ab­biamo fatto 6 voti in meno di un mi­nuto.

Evi­den­te­mente con­sa­pe­voli di que­ste pos­si­bi­lità, nel Re­go­la­mento (art. 8) è in­di­cato che:

«il si­stema ri­co­no­sce i voti plu­rimi pro­ve­nienti dallo stesso IP e la Com­mis­sione va­luta ne­ga­ti­va­mente l’abuso del voto.»

Con que­sta di­chia­ra­zione Mar­ko­net Srl cer­ti­fica che il mec­ca­ni­smo di voto del «Pre­mio Ita­live» si pre­sta a ogni ma­ni­po­la­zione.

In­fatti Mar­ko­net Srl ci dice di non es­sere in grado di bloc­care a monte i voti plu­rimi; dice solo che la Com­mis­sione in fase di va­lu­ta­zione ne terrà conto.
La cosa non è dif­fi­cile ma ciò non può ri­me­diare al danno già fatto.

In­fatti, sic­come (lo ab­biamo ve­ri­fi­cato) il voto plu­rimo è co­mun­que pos­si­bile, sulla pa­gina di ogni ini­zia­tiva, e fino a 30 giorni dalla chiu­sura dell’iniziativa, sarà vi­si­bile il ra­ting, even­tual­mente fa­sullo per­ché frutto di voti plu­rimi ma co­mun­que in grado di in­fluen­zare il vi­si­ta­tore e il voto stesso.

Ma la cosa ve­ra­mente cu­riosa è un’altra.

  12   Una iniziativa a 10.000 IP dinamici — Vai con il voto a manetta.

Pren­diamo da Wi­ki­pe­dia: «Un in­di­rizzo IP (dall’inglese In­ter­net Pro­to­col ad­dress) – in in­for­ma­tica e nelle te­le­co­mu­ni­ca­zioni – è un’etichetta nu­me­rica che iden­ti­fica uni­vo­ca­mente un di­spo­si­tivo detto host col­le­gato a una rete in­for­ma­tica che uti­lizza l’Internet Pro­to­col come pro­to­collo di rete.»

Il vo­stro com­pu­ter di casa, o gli al­tri con­ge­gni con cui da casa vo­stra vi col­le­gate alla rete, fa capo all’host cui il vo­stro mo­dem è col­le­gato.
Que­sto host è con­tras­se­gnato con quell’IP so­pra de­scritto che, salvo con­tratti par­ti­co­lari, è “di­na­mico”, cioè può es­sere va­riato dal vo­stro pro­vi­der per esi­genze tec­ni­che senza che voi ve ne ac­cor­giate.

Po­tete però voi stessi cam­biare que­sto IP con una ope­ra­zione sem­pli­cis­sima: spe­gnere e riac­cen­dere il mo­dem.
A ogni riac­cen­sione il vo­stro IP cam­bia.

Ciò si­gni­fica che a ogni riac­cen­sione voi po­tete ri­vo­tare su una scheda già da voi vo­tata senza che il si­stema di Mar­ko­net Srl se ne ac­corga.

Non solo. Il vo­stro te­le­fono por­ta­tile è anch’esso un di­spo­si­tivo che fa capo a un host.
Dal mo­mento che, per de­fi­ni­zione, il vo­stro te­le­fono è mo­bile, mano mano che vi spo­state nella vo­stra città o paese cam­bia il suo IP di ri­fe­ri­mento.

Ab­biamo fatto la prova: ab­biamo vo­tato al «Pre­mio Ita­live» dalla no­stra sede (con un certo IP). Poi siamo usciti a fare una com­mis­sione poco di­stante e (con un al­tro IP) ab­biamo fatto un’altra vo­ta­zione ri­ce­ven­done il sim­pa­tico “gra­zie per aver vo­tato”. A sera siamo an­dati in un’altra zona della città a farci una pizza con gli amici: al­tro IP, al­tro voto e al­tro “gra­zie per aver vo­tato”.

Ciò si­gni­fica che una qual­siasi strut­tura o in­di­vi­duo può, con mezzi estre­ma­mente ele­men­tari, con­di­zio­nare la va­lu­ta­zione di una de­ter­mi­nata ini­zia­tiva che par­te­cipa al «Pre­mio Ita­live» (o dan­neg­giarne un’altra con mol­te­plici voti ne­ga­tivi) per­fet­ta­mente all’insaputa dell’organizzatore Mar­ko­net Srl e dei ga­ranti della cor­ret­tezza del Pre­mio, i pur sti­ma­bi­lis­simi Co­da­cons e Co­mi­tas.
Detto in ter­mini più sem­plici: il va­lore del mec­ca­ni­smo di tu­tela del «Pre­mio Ita­live» è pra­ti­ca­mente uguale a ZERO.

E gli or­ga­niz­za­tori del pre­mio ne sono per­fet­ta­mente con­sa­pe­voli.
Per que­sto Mar­ko­net Srl deve ri­farsi al di­scorso sog­get­tivo della “qua­lità” e del “ge­nius loci”.

Alla so­cietà Mar­ko­net Srl di Roma non sono ov­via­mente tonti. Sono pro­fes­sio­ni­sti della co­mu­ni­ca­zione, con­sa­pe­voli di ciò che fanno e de­gli evi­denti li­miti strut­tu­rali del «Pre­mio Ita­live».

E in­fatti, a pro­po­sito di que­sto aspetto, fanno ca­pire, sep­pure in modo un po’ con­fuso, che non è solo la “quan­tità” dei voti a re­go­lare le de­ci­sioni della Com­mis­sione ma an­che la “qua­lità” de­gli eventi.

Re­go­la­mento (https://​ita​live​.it/​r​e​g​o​l​a​m​e​n​to/):

«5. Gli eventi più vo­tati tanto come quan­tità quanto come gra­di­mento ven­gono ul­te­rior­mente va­lu­tati da una Com­mis­sione di cin­que esperti, […] Gli esperti giu­di­cano in base ad una pa­rola chiave: il ge­nius loci, la ca­pa­cità di estrarre la sin­tesi dei va­lori iden­ti­tari di un ter­ri­to­rio e della sua gente (tra­di­zione, cul­tura e ta­lenti) riu­scendo a por­tali fuori dai pro­pri con­fini ed af­fer­marli con fan­ta­sia e crea­ti­vità.»

7. Even­tuali Premi spe­ciali pos­sono es­sere ri­ser­vati ad eventi e realtà di par­ti­co­lare in­te­resse, come una sco­perta di “gio­ielli na­sco­sti”.

Le pa­role chiave di que­sto Re­go­la­mento molto all’acqua di rose sono: «ge­nius loci», “premi spe­ciali”, “gio­ielli na­sco­sti”.
Vi sono tutti gli in­gre­dienti per­ché, ac­canto a vin­cite ba­sate sui voti ef­fet­ti­va­mente presi, vi siano vin­cite ba­sate su ele­menti emi­nen­te­mente sog­get­tivi.

Sia chiaro: non ab­biamo nulla con­tro le scelte sog­get­tive: sono la norma per esem­pio nei premi let­te­rari.

Ma in quei casi (ol­tre al fatto che i giu­rati non pos­sono vo­tare più volte ogni volta che escono a farsi un caffè) vi è una com­mis­sione ac­cu­ra­ta­mente se­le­zio­nata tra veri esperti, che espri­mono un pa­rere sulla base di una vera co­no­scenza delle opere con­cor­renti.

Eventi della Ca­te­go­ria «Mo­stre, Mer­cati e Fiere» in gara con «Ot­to­cento Lom­bardo» per il «Pre­mio Ita­live 2019».

  13   Con i Patrocini stop alla promozione a pagamento.

Fino al 29-gen­n/19 ci sa­rebbe stato un ul­timo ar­go­mento da trat­tare, senza dub­bio di un certo in­te­resse e re­la­tivo alla “pro­mo­zione” a pa­ga­mento del «Pre­mio Ita­live».

Fino a quella data erano in­fatti pre­senti — sia sulla piat­ta­forma Ita​live​.it sia sulla pa­gina fa­ce­book di Ita­live  — di­verse op­zioni a pa­ga­mento tese a fa­vo­rire la vi­si­bi­lità de­gli eventi am­messi al «Pre­mio Ita­live» at­tra­verso una se­rie di ini­zia­tive pro­mo­zio­nali ge­stite da­gli or­ga­niz­za­tori del pre­mio stesso.

Ab­biamo re­gi­strato que­ste op­zioni; le ab­biamo stu­diate con at­ten­zione; ne ab­biamo chie­sto ap­pro­fon­di­menti agli or­ga­niz­za­tori espri­mendo al­cune no­stre per­ples­sità, che ci sem­bra ab­biano re­ce­pito.

Il 30-ge­n/19 gli or­ga­niz­za­tori ci hanno cor­te­se­mente ri­spo­sto (sot­to­li­nea­ture no­stre):

«Come detto, con i Pa­tro­cini ab­biamo abo­lito ogni ipo­tesi di pro­mo­zione a pa­ga­mento all’interno di ITA​LIVE​.it; ov­via­mente nulla osta che l’organizzatore or­ga­nizzi una pro­mo­zione in­di­pen­dente sui so­cial o sui me­dia. Sul sito Mar​ko​net​.it trova tutte le in­for­ma­zioni sulle ti­po­lo­gie di pro­mo­zione.
Siamo cer­ta­mente in­te­res­sati a or­ga­niz­zare una cam­pa­gna per voi. Per or­ga­niz­zare detta cam­pa­gna po­tremo pro­porvi va­rie ini­zia­tive una volta che il vo­stro pro­getto sarà de­fi­nito nei par­ti­co­lari.
Per in­for­ma­zioni pre­li­mi­nari sulla pro­mo­zione so­cial e, in par­ti­co­lare, sul no­stro im­pe­gno per la va­lo­riz­za­zione dei Bi­lanci di So­ste­ni­bi­lità, può con­sul­tare: con​su​mer​lab​.it/​s​o​s​t​e​n​i​b​i​l​i​ta/»

Per in­ciso, il let­tore può age­vol­mente com­pren­dere da que­sta ri­spo­sta quanto siano fon­date le no­stre ri­fles­sioni sulla fun­zione del «Pre­mio Ita­live» come ca­nale di auto-pro­mo­zione della so­cietà di co­mu­ni­ca­zione e mar­ke­ting Mar­ko­net Srl, or­ga­niz­za­tore del pre­mio stesso.

Con­te­stual­mente, co­mun­que, il 29-ge­n/19 le of­ferte pro­mo­zio­nali a pa­ga­mento su ac­cen­nate sono state eli­mi­nate sia dalla piat­ta­forma Ita​live​.it sia dalla sua pa­gina fa­ce­book. Evi­den­te­mente, ri­ce­vuti i pa­tro­cini, l’apparato tec­nico della piat­ta­forma si era di­stratto e ha tar­dato un po­chino (quasi un anno) a ri­muo­vere le of­ferte a pa­ga­mento dalle piat­ta­forme di Mar­ko­net Srl. Ma poi qual­che cosa si è mosso.

Va bene così: l’importante è che sia ma­tu­rata una si­tua­zione di nor­ma­lità.

Da parte no­stra vo­le­vamo con­cen­trarci su certi aspetti le­gati alla “am­mis­sione” della mo­stra «Ot­to­cento Lom­bardo» al «Pre­mio Ita­live» e di­mo­strare l’assoluta ir­ri­le­vanza di ciò ai fini dell’affermazione cul­tu­rale di Lecco.
Non al­tro.

Fabio Stoppani

  13   Con i Patrocini stop alla promozione a pagamento.

Fino al 29-gen­n/19 ci sa­rebbe stato un ul­timo ar­go­mento da trat­tare, senza dub­bio di un certo in­te­resse e re­la­tivo alla “pro­mo­zione” a pa­ga­mento del «Pre­mio Ita­live».

Fino a quella data erano in­fatti pre­senti — sia sulla piat­ta­forma Ita​live​.it sia sulla pa­gina fa­ce­book di Ita­live  — di­verse op­zioni a pa­ga­mento tese a fa­vo­rire la vi­si­bi­lità de­gli eventi am­messi al «Pre­mio Ita­live» at­tra­verso una se­rie di ini­zia­tive pro­mo­zio­nali ge­stite da­gli or­ga­niz­za­tori del pre­mio stesso.

Ab­biamo re­gi­strato que­ste op­zioni; le ab­biamo stu­diate con at­ten­zione; ne ab­biamo chie­sto ap­pro­fon­di­menti agli or­ga­niz­za­tori espri­mendo al­cune no­stre per­ples­sità, che ci sem­bra ab­biano re­ce­pito.

Il 30-ge­n/19 gli or­ga­niz­za­tori ci hanno cor­te­se­mente ri­spo­sto re­ce­pendo le no­stre per­ples­sità (sot­to­li­nea­ture no­stre):

«Come detto, con i Pa­tro­cini ab­biamo abo­lito ogni ipo­tesi di pro­mo­zione a pa­ga­mento all’interno di ITA​LIVE​.it; ov­via­mente nulla osta che l’organizzatore or­ga­nizzi una pro­mo­zione in­di­pen­dente sui so­cial o sui me­dia. Sul sito Mar​ko​net​.it trova tutte le in­for­ma­zioni sulle ti­po­lo­gie di pro­mo­zione.
Siamo cer­ta­mente in­te­res­sati a or­ga­niz­zare una cam­pa­gna per voi. Per or­ga­niz­zare detta cam­pa­gna po­tremo pro­porvi va­rie ini­zia­tive una volta che il vo­stro pro­getto sarà de­fi­nito nei par­ti­co­lari.
Per in­for­ma­zioni pre­li­mi­nari sulla pro­mo­zione so­cial e, in par­ti­co­lare, sul no­stro im­pe­gno per la va­lo­riz­za­zione dei Bi­lanci di So­ste­ni­bi­lità, può con­sul­tare: con​su​mer​lab​.it/​s​o​s​t​e​n​i​b​i​l​i​ta/»

Per in­ciso, il let­tore può age­vol­mente com­pren­dere da que­sta ri­spo­sta quanto siano fon­date le no­stre ri­fles­sioni sulla fun­zione del «Pre­mio Ita­live» come ca­nale di auto-pro­mo­zione della so­cietà di co­mu­ni­ca­zione e mar­ke­ting Mar­ko­net Srl, or­ga­niz­za­tore del pre­mio stesso.

Con­te­stual­mente, co­mun­que, il 29-ge­n/19 le of­ferte pro­mo­zio­nali a pa­ga­mento su ac­cen­nate sono state eli­mi­nate sia dalla piat­ta­forma Ita​live​.it sia dalla sua pa­gina fa­ce­book. Evi­den­te­mente, ri­ce­vuti i pa­tro­cini, l’apparato tec­nico della piat­ta­forma si era di­stratto e ha tar­dato un po­chino (quasi un anno) a ri­muo­vere le of­ferte a pa­ga­mento dalle piat­ta­forme di Mar­ko­net Srl. Ma poi qual­che cosa si è mosso.

Va bene così: l’importante è che sia ma­tu­rata una si­tua­zione di nor­ma­lità.

Da parte no­stra vo­le­vamo con­cen­trarci su certi aspetti le­gati alla “am­mis­sione” della mo­stra «Ot­to­cento Lom­bardo» al «Pre­mio Ita­live» e di­mo­strare l’assoluta ir­ri­le­vanza di ciò ai fini dell’affermazione cul­tu­rale di Lecco.
Non al­tro.

Fabio Stoppani