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LETTERA APERTA alla Ministra dell’Istruzione Senatrice Valeria Fedeli e a tutte le strutture interessate alle tematiche manzoniane • 21 settembre 2017.

Osservazioni critiche sulla adeguatezza didattica del docu-film «Alessandro Manzoni, milanese d’Europa – L’immagine della parola». Un film di Pino Farinotti con la regia di Andrea Bellati. Scritto da Angelo Stella e Pino Farinotti. Prodotto dal Centro Nazionale Studi Manzoniani, con il contributo di Fondazione Cariplo.

Aggiornamenti

(Re­se­gone on line, 26 set­tem­bre 2017)

«Centro Studi Stoppani: quanti errori nel docu-film su Manzoni (che dimentica Lecco).»

Ras­se­gna stampa al 3 ot­to­bre 2017 e re­la­tive con­si­de­ra­zioni.

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Ri­por­tiamo la Ras­se­gna Stampa in­viata il 3 ot­to­bre alla Mi­ni­stra Fe­deli (per l’antecedente vedi QUI).  L’elenco è pre­ce­duto da un brano della let­tera alla Mi­ni­stra con­te­nente una breve con­si­de­ra­zione sul senso della ri­spo­sta delle te­state lo­cali, che è stata pronta ed una­nime nel co­gliere la va­li­dità della no­stra ana­lisi-de­nun­cia.

Gen­tile Mi­ni­stra Fe­deli,
Le tra­smet­tiamo la ras­se­gna stampa, ag­gior­nata a oggi 3 ot­to­bre 2017 mat­tina (vedi in calce l’elenco delle sette te­state), re­la­tiva alla no­stra let­tera aperta a Lei in­di­riz­zata e tra­smes­saLe il 21 set­tem­bre 2017. Nella let­tera Le chie­de­vamo di va­lu­tare l’adeguatezza o meno del docu-film «Ales­san­dro Man­zoni, mi­la­nese d’Europa» pro­dotto dal Cen­tro Na­zio­nale Studi Man­zo­niani, di cui è pre­vi­sta la dif­fu­sione a 230.000 stu­denti mi­la­nesi.
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Come po­trà con­sta­tare dall’elenco, le te­state gior­na­li­sti­che lo­cali hanno per­fet­ta­mente colto la fon­da­tezza delle no­stre os­ser­va­zioni, ri­flet­tendo la sen­si­bi­lità della po­po­la­zione del ter­ri­to­rio lec­chese su que­sti aspetti della me­mo­ria sto­rica.
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Il docu-film del Cen­tro Na­zio­nale Studi Man­zo­niani, ol­tre a pre­sen­tare nu­me­ro­sis­simi er­rori di ca­rat­tere sto­rico sulla fi­gura di Man­zoni in ge­ne­rale, pre­senta in­fatti un qua­dro for­te­mente ri­dut­tivo (e an­che sva­lu­ta­tivo) dei le­gami stret­tis­simi che Man­zoni ebbe con il ter­ri­to­rio la­riano e con la città di Lecco.
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In quell’ambiente, for­te­mente ca­rat­te­riz­zato sul piano na­tu­ra­li­stico, egli non solo de­finì i ter­mini della pro­pria sen­si­bi­lità ar­ti­stica ma an­che l’etica di fondo che gli uo­mini co­strui­scono in sé fino alla prima ma­tu­rità e che ge­ne­ral­mente li ac­com­pa­gna per tutta l’esistenza.
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Nel lec­chese l’ambiente so­ciale era ca­rat­te­riz­zato da li­beri ar­ti­giani, im­pe­gnati nei due grandi com­parti pro­dut­tivi dell’epoca – la la­vo­ra­zione del ferro e l’approntamento di tes­suti di pre­gio.
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In loro l’indipendenza della vita ma­te­riale aveva creato nel tempo sen­si­bi­lità dif­fuse lon­tane dal ser­vi­li­smo, che tro­va­rono fa­cil­mente de­fi­ni­zione o in un cat­to­li­ce­simo li­be­rale o in un so­cia­li­smo for­te­mente uma­ni­ta­rio.
È espres­sione tan­gi­bile della forza di que­ste ca­rat­te­ri­sti­che so­cio-cul­tu­rali che nel marzo del 1848, ol­tre 500 uo­mini del ter­ri­to­rio di Lecco (pra­ti­ca­mente tutti quelli in grado di com­bat­tere), for­mas­sero una co­lonna ar­mata che a marce for­zate si portò in soc­corso alla Mi­lano in ri­volta con­tro il do­mi­nio au­striaco, dando un esem­pio unico di de­di­zione alla li­bertà.
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Man­zoni re­spirò quel clima aperto e schietto dall’infanzia alla prima ma­tu­rità for­mando la sua per­so­na­lità at­torno ai prin­cipi del ri­spetto della ve­rità e della li­bertà, che ca­rat­te­rizzò poi il com­por­ta­mento di tutta la sua lunga vita.
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Il docu-film ignora com­ple­ta­mente que­sto aspetto della per­so­na­lità di Man­zoni e anzi ri­di­co­lizza il le­game tra Man­zoni e la terra dei suoi pa­dri, in nome di una sua as­so­luta “mi­la­ne­sità”, che il Cen­tro Na­zio­nale Studi Man­zo­niani as­so­cia a una pre­sunta pa­ter­nità na­tu­rale del mi­la­nese Gio­vanni Verri, il­lu­strata con ar­go­men­ta­zioni ir­ri­le­vanti.
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Tro­viamo che sul piano di­dat­tico que­sto sia l’aspetto più cri­tico del docu-film. Con que­sta espo­si­zione fal­sata della ve­rità sto­rica, si can­cella l’influenza dell’ambiente e dell’educazione nella for­ma­zione de­gli uo­mini, pri­vi­le­giando ele­menti pu­ra­mente bio­lo­gici. Un’impostazione che ri­te­niamo for­te­mente di­se­du­ca­tiva.

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Qui sotto le sette testate quo­ti­diane che hanno ri­preso im­me­dia­ta­mente e in­te­gral­mente la no­stra ana­lisi cri­tica: alla loro at­ten­zione per la me­mo­ria sto­rica della co­mu­nità del La­riano e alla pron­tezza nell’informare i cit­ta­dini del ter­ri­to­rio, si deve la con­di­vi­sione che nei giorni im­me­dia­ta­mente suc­ces­sivi la stampa na­zio­nale ha ac­cor­dato alle cri­ti­che da noi svi­lup­pate al docu-film sul Man­zoni.

Re­se­gone on line – Lecco (LC), 26 set­tem­bre 2017
«Cen­tro Studi Stop­pani: quanti er­rori nel docu-film su Man­zoni (che di­men­tica Lecco).»

Me­rate on line – Me­rate (LC), 27 set­tem­bre 2017
«Troppi im­per­do­na­bili er­rori. Igno­rato Lecco e il ter­ri­to­rio la­riano nel docu-film sul Man­zoni del Cen­tro Na­zio­nale Studi Man­zo­niani.»

Val­sas­sina News – Rob­biate (LC), 28 set­tem­bre 2017
«Quanti er­rori in quel ‘Man­zoni’. Let­tera aperta alla Mi­ni­stra Fe­deli sul do­cu­film pen­sato per le scuole.»

Lecco News – Lecco (LC), 28 set­tem­bre 2017
«Quanti er­rori in quel Man­zoni. Let­tera aperta alla Mi­ni­stra sul do­cu­film per le scuole.»

Il Mez­zo­giorno – Ca­serta 24 Ore – Ca­serta (CE), 2 ot­to­bre 2017
«Il film di Fa­ri­notti su Man­zoni è ina­de­guato»

Il Faro on line – Fiu­mi­cino (RM), 2 ot­to­bre 2017
«Cen­tro Studi Stop­pani: ‘De­for­ma­zioni della realtà sto­rica nel docu-film sul Man­zoni’»

Gaz­zetta dell’Emilia – Parma (PR), 2 ot­to­bre 2017
«Docu-Film sul Man­zoni. Let­tera aperta alla Mi­ni­stra Fe­deli del Cen­tro Studi Abate Stop­pani.»

 

PDF dell’Analisi cri­tica
in­dice dei venti epi­sodi ana­liz­zati

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