Seleziona una pagina

Lettera aperta alla Ministra dell’Istruzione Senatrice Valeria Fedeli sulla adeguatezza didattica del docu-film «Alessandro Manzoni, milanese d’Europa» • 21 settembre 2017

Os­ser­va­zioni cri­ti­che sulla ade­gua­tezza di­dat­tica del docu-film «Ales­san­dro Man­zoni, mi­la­nese d’Europa – L’immagine della pa­rola». Un film di Pino Fa­ri­notti. Re­gia di An­drea Bel­lati. Scritto da An­gelo Stella e Pino Fa­ri­notti. Pro­dotto dal Cen­tro Na­zio­nale Studi Man­zo­niani, con il con­tri­buto di Fon­da­zione Ca­ri­plo.

17 Stesso nome ma Imperatori diversi
Si attribuisce a Manzoni una supplica di cui ha scritto solo il testo; all’Imperatore Francesco I (1768-1835) si da il volto di un altro Imperatore, Francesco Giuseppe I (1830-1916).

Par­lato del docu-film – I nu­meri tra [pa­ren­tesi] si ri­fe­ri­scono ai fo­to­grammi so­pra ri­por­tati.

Fa­ri­notti: [1] «Dun­que eroi ed eroine del Ri­sor­gi­mento. [2] Te­resa Ca­sati era mo­glie di Fe­de­rico Con­fa­lo­nieri, pa­triota, li­be­rale, ne­mico de­gli au­striaci e di Na­po­leone. [3] Af­fi­liato alla Car­bo­ne­ria cercò di or­ga­niz­zare una ri­volta a Mi­lano. Fu con­dan­nato a morte ma la pena fu com­mu­tata nel car­cere a vita allo Spiel­berg. [4] Te­resa lottò per la sua li­bertà. Ales­san­dro Man­zoni, che sti­mava la donna, scrisse una sup­plica all’Imperatore Fran­ce­sco I nel 1830, senza esito. Te­resa con­ti­nuò in­stan­ca­bile nel suo im­pe­gno e alla fine, nel 1835, la gra­zia ar­rivò. Ar­rivò tardi. Te­resa era morta lo­go­rata, stre­mata.»

No­stre os­ser­va­zioni – An­che in que­sto epi­so­dio vi è un po’ di con­fu­sione nel docu-film del Cen­tro Na­zio­nale Studi Man­zo­niani (d’ora in poi CNSM): su due aspetti.

Primo.
Com­pa­gni al col­le­gio Lon­gone e poi amici fra­terni da adulti, Man­zoni era stato molto vi­cino a Fe­de­rico Con­fa­lo­nieri an­che nell’esperienza de «Il Con­ci­lia­tore», pur senza scri­vervi mai nulla di­ret­ta­mente.

Nella pre­pa­ra­zione della con­giura del 1821, Con­fa­lo­nieri pensò a don Sozzi (Vi­ca­rio della Dio­cesi di Mi­lano e ben co­no­sciuto da Man­zoni) come mem­bro del go­verno prov­vi­so­rio a ve­nire. Chiese ad Ales­san­dro di par­lar­gliene e don Sozzi non escluse a priori la sua di­spo­ni­bi­lità.

Il 13 feb­braio 1821 Con­fa­lo­nieri venne ar­re­stato. Adot­tando una di­fesa im­pru­dente, il con­giu­rato parlò dei suoi piani e an­che delle sue aspet­ta­tive su Sozzi.
Sen­tito dalla po­li­zia, que­sti di­chiarò (senza men­tire) di non avere mai vi­sto Con­fa­lo­nieri in vita sua. La po­li­zia non ap­pro­fondì. Ma Man­zoni si ri­tirò a Bru­su­glio (l’altra casa di Ales­san­dro di cui nel docu-film non si pro­nun­cia mai nep­pure il nome).
Qui, spinto dal crollo di ogni spe­ranza di li­bertà af­fi­data alle con­giure, co­min­ciò a scri­vere la prima bozza dei fu­turi «I Pro­messi Sposi».

Per fare so­spen­dere la pena di morte com­mi­nata a Con­fa­lo­nieri, il 30 di­cem­bre 1823 venne in­viata da 300 per­so­na­lità della no­biltà, della cul­tura e della Chiesa di Mi­lano – tra i primi fir­ma­tari an­che Man­zoni – una pe­ti­zione alla Corte di Vienna, che com­mutò la pena nel car­cere duro a vita.

Nel 1829 e tra­mite la mar­chesa A. Par­ra­vi­cini, Te­resa Ca­sati chiese a Man­zoni di sten­dere il te­sto di una nuova sup­plica che essa stessa, come mo­glie di Con­fa­lo­nieri, avrebbe sot­to­po­sto all’imperatore Fran­ce­sco I.

Man­zoni ac­cettò, in nome dell’antica ami­ci­zia con Con­fa­lo­nieri, delle co­muni aspi­ra­zioni po­li­ti­che, del ri­spetto e la stima per la mo­glie dell’amico.
Scrisse per Te­resa Con­fa­lo­nieri il te­sto della sup­plica, che si con­clu­deva con que­ste pa­role (è una mo­glie che scrive): «che mi sia con­cesso di ter­mi­nare i giorni miei ac­canto a quello che la Prov­vi­denza mi aveva dato per com­pa­gno». La sup­plica, da­tata 12 feb­braio 1830, non ri­ce­vette ri­spo­sta.

Ab­biamo quindi ap­pu­rato che Man­zoni non “scrisse una sup­plica all”Imperatore Fran­ce­sco I” (che sa­rebbe stata cosa as­surda) ma scrisse il te­sto di una sup­plica che la mo­glie di Con­fa­lo­nieri ri­volse all’Imperatore (il che rien­trava in una lo­gica re­la­zio­nale).

Ma nel docu-film c’è an­che un pro­blema di iden­ti­fi­ca­zione del de­sti­na­ta­rio della sup­plica.

Se­condo.
In­fatti Fa­ri­notti mo­stra in [4], come de­sti­na­ta­rio della sup­plica di Te­resa Con­fa­lo­nieri all’Imperatore d’Austria nel 1830, un si­gnore ben noto an­che agli stu­denti ita­liani d’oggi. Che però nulla ebbe a che fare con i Con­fa­lo­nieri, an­che per ra­gioni ana­gra­fi­che.

La sup­plica del 1830 di Te­resa Con­fa­lo­nieri era ri­volta a Fran­ce­sco I (1768-1835), Im­pe­ra­tore d’Austria (sino al 1806, Fran­ce­sco II, ul­timo im­pe­ra­tore del Sa­cro Ro­mano Im­pero Ger­ma­nico), pro­ta­go­ni­sta del Con­gresso di Vienna del 1815 (il suo ri­tratto è quello in basso).

L’altro si­gnore, mo­strato nel docu-film in [4], è in­vece Fran­ce­sco Giu­seppe I d’Austria-Ungheria (1830-1916), pro­ta­go­ni­sta, tra l’altro, della prima guerra mon­diale (del se­colo suc­ces­sivo), di cui fu sposa la ce­le­bre Sissi.

Un gra­zie ai colti e at­tenti “Il­lu­mi­nati del La­rio” per la se­gna­la­zione di que­sto er­rore (e di al­tri) del docu-film del CNSM.

PDF dell’Analisi cri­tica
in­dice dei venti epi­sodi

Print Friendly, PDF & Email