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Lettera aperta alla Ministra dell’Istruzione Senatrice Valeria Fedeli sulla adeguatezza didattica del docu-film «Alessandro Manzoni, milanese d’Europa» • 21 settembre 2017

Os­ser­va­zioni cri­ti­che sulla ade­gua­tezza di­dat­tica del docu-film «Ales­san­dro Man­zoni, mi­la­nese d’Europa – L’immagine della pa­rola». Un film di Pino Fa­ri­notti. Re­gia di An­drea Bel­lati. Scritto da An­gelo Stella e Pino Fa­ri­notti. Pro­dotto dal Cen­tro Na­zio­nale Studi Man­zo­niani, con il con­tri­buto di Fon­da­zione Ca­ri­plo.

3 Storia della Colonna Infame
La disposizione di immagini e parole potrebbe suggerire allo spettatore che la “Storia della Colonna Infame” sia stato stampato da Manzoni come “racconto autonomo”.

Par­lato docu-film – I nu­meri tra [pa­ren­tesi] si ri­fe­ri­scono ai fo­to­grammi so­pra ri­por­tati.

Fa­ri­notti: [1] «Qui c’era la bot­tega di Gian Gia­como Mora. La sua po­vera bot­tega di bar­biere, piena di tutti i suoi og­getti. Lui fa­ceva il suo la­voro. Cer­cava di es­sere se­reno, tran­quillo, in una città che certo non lo era. Ed era ignaro della tra­ge­dia che lo aspet­tava.

[2] Mi­lano, 1630, nel qua­dro della pe­ste de­va­stante de­scritta da Ales­san­dro Man­zoni nel suo ro­manzo, ac­cadde uno dei fatti più tra­gici, cru­deli e in­giu­sti della sto­ria della città, e non solo, che si chiamò la Co­lonna In­fame. Que­sta è la la­pide, che venne po­sta ac­canto alla co­lonna in­fame.

[3] Ales­san­dro Man­zoni scrisse uno dei ca­pi­toli del ro­manzo dell’edizione del 1827, ma poi la tolse per­ché era troppo lunga e ri­tenne che an­dasse a scar­di­nare gli equi­li­bri dram­ma­tur­gici del ro­manzo. Cercò di in­se­rirla nell’edizione suc­ces­siva del 1840. Ma an­che lì non ci riu­scì.

[4] E al­lora ne fece un rac­conto au­to­nomo, nello stesso anno, che si chiama la Sto­ria della Co­lonna In­fame.»

No­stri com­menti – Men­tre Fa­ri­notti pro­nun­cia le ul­time pa­role, scorre sullo schermo un’immagine che ha [3] come primo e [4] come ul­timo fo­to­gramma. Guar­dando que­ste due im­ma­gini lo spet­ta­tore può es­sere in­dotto a ri­te­nere di avere vi­sto la co­per­tina di un li­bro, in­ti­to­lato “Sto­ria della Co­lonna in­fame” ed edito da Son­zo­gno. Ascol­tando le con­te­stuali pa­role di Fa­ri­notti può inol­tre de­durne che nel 1840 Man­zoni pub­blicò con l’editore Son­zo­gno un “rac­conto au­to­nomo” dal ti­tolo “Sto­ria della Co­lonna In­fame”.
È così? o si tratta di un pos­si­bile ef­fetto ci­ne­ma­to­gra­fico? Ve­diamo.

La co­per­tina in­tera – Il docu-film ha scelto di mo­strare allo spet­ta­tore quella che do­vrebbe es­sere una co­per­tina, di­vi­den­dola in due pezzi [3] e [4], con uno scor­ri­mento ci­ne­ma­to­gra­fico dal basso verso l’alto. Ma nella realtà le due im­ma­gini mo­strate dal docu-film non for­mano una co­per­tina in­tera. Sono in­vece la parte in­fe­riore di una co­per­tina, di cui il docu-film ha scelto di non mo­strare la parte su­pe­riore.

Il let­tore si chie­derà come pos­siamo es­sere così as­ser­tivi. È sem­plice! Sic­come ci oc­cu­piamo di Man­zoni non ab­biamo avuto dif­fi­coltà a ri­co­no­scere la co­per­tina in­tera, di cui il docu-film del CNSM ha vo­luto mo­strare solo la parte in­fe­riore.

Si tratta della co­per­tina di un’edizione de «I pro­messi Sposi – Sto­ria della Co­lonna In­fame» pub­bli­cata da Son­zo­gno nel 1941, ca­rat­te­riz­zata per in­di­care solo nel re­tro di co­per­tina la data di edi­zione – 1941 (Bibl. Naz. Brai­dense, in­ven­ta­rio 000385016). D’altra parte, an­che senza do­versi re­care alla Brai­dense di Mi­lano, l’immagine di que­sta co­per­tina è di­spo­ni­bile an­che su In­ter­net a que­sto in­di­rizzo.

Rias­su­mendo – Fa­ri­notti ci dice che nel 1840 Man­zoni pub­blicò un li­bro a sé, in­ti­to­lato “Sto­ria della Co­lonna In­fame”. Con­tem­po­ra­nea­mente il docu-film ci mo­stra in due pezzi quella che po­trebbe es­sere una co­per­tina. Come bia­si­mare quello spet­ta­tore che ri­tenga così di avere vi­sto la co­per­tina del li­bro che Fa­ri­notti dice es­sere stato pub­bli­cato da Man­zoni nel 1840 con il ti­tolo “Sto­ria della Co­lonna in­fame“.

Come ab­biamo vi­sto – in­vece – quelle mo­strate nel docu-film sono solo le parti in­fe­riori della co­per­tina di una edi­zione di un se­colo dopo (1941) che ri­prende esat­ta­mente l’edizione cu­rata da Man­zoni nel 1840, in­ti­to­lata «I Pro­messi Sposi – Sto­ria della Co­lonna in­fame».

Ciò che Man­zoni non ha pub­bli­cato. Chia­rita la que­stione della co­per­tina a pezzi/intera, af­fer­miamo che:

1º. Mai Man­zoni ha pub­bli­cato, nel 1840 o poi, con Son­zo­gno o al­tri edi­tori, un “rac­conto au­to­nomo” dal ti­tolo “Sto­ria della Co­lonna In­fame”;
.
2º. Son­zo­gno, con quella co­per­tina, ha stam­pato nel 1941 una rie­di­zione in­te­grale del li­bro «I Pro­messi Sposi – Sto­ria della Co­lonna In­fame», con i di­se­gni di Go­nin, quelli vo­luti da Man­zoni.

In que­sto Epi­so­dio 3, il docu-film, il cui te­sto è stato scritto an­che dal pro­fes­sor Stella, fa quindi ri­fe­ri­mento a una pub­bli­ca­zione di Man­zoni che non ri­sulta mai av­ve­nuta.

Il “Do­me­ni­cale” del Sole 24 Ore del 11-01-2014 aveva già se­gna­lato que­sto orien­ta­mento del Cen­tro Na­zio­nale Studi Man­zo­niani (d’ora in poi CNSM) a trat­tare la «Sto­ria della Co­lonna In­fame» come se­zione a sé, stac­cata dall’opera «I Pro­messi Sposi – Sto­ria della Co­lonna In­fame», di cui in­vece è parte or­ga­nica con­clu­siva.

Com­men­tando «I Pro­messi Sposi», edito nel 2013 dal CNSM, il Do­me­ni­cale scri­veva:

«Que­sta edi­zione del ro­manzo ha il pre­gio di ra­dio­gra­fare ma­gi­stral­mente la lin­gua di Man­zoni. Ha il di­fetto di non avere la Sto­ria della Co­lonna in­fame e di dare solo qual­che li­mi­tato esem­pio delle il­lu­stra­zioni. Pur­troppo la Co­lonna è stata pub­bli­cata tempo fa, sem­pre dallo stesso Cen­tro Man­zo­niano, in di­verso e au­to­nomo vo­lume: come opera a parte; e senza le il­lu­stra­zioni ori­gi­na­rie, so­sti­tuite (in­spie­ga­bil­mente) con quelle di Gae­tano Pre­viati, che nulla hanno a che fare con le vi­gnette for­te­mente vo­lute da Man­zoni. L’errore sarà cor­retto, in­se­rendo i due vo­lumi in un co­fa­netto. Ci si ac­con­ten­terà della toppa.»

Chie­diamo al let­tore di ri­cor­dare l’accenno alle “il­lu­stra­zioni ori­gi­na­rie vo­lute da Man­zoni”. Ne par­le­remo più avanti.

Ciò che Man­zoni HA pub­bli­cato nel 1840-1842 – Man­zoni pub­blicò tra il 1840 e il 1842 la nuova e ul­tima edi­zione del suo ro­manzo (l’edizione prin­ceps), con il ti­tolo «I Pro­messi Sposi / Sto­ria mi­la­nese del se­colo XVII / sco­perta e ri­fatta / da / Ales­san­dro Man­zoni / Edi­zione ri­ve­duta dall’autore. – Sto­ria / della / Co­lonna In­fame / Ine­dita», stam­pata da Gu­gliel­mini e Re­daelli. Que­sto il dato reale.

In [A] mo­striamo la co­per­tina dell’edizione prin­ceps, quella del 1840-42, edita da Man­zoni.

Ve­diamo di chia­rire un paio di cose. Il rac­conto della “Co­lonna In­fame” era stato da Man­zoni pre­vi­sto come “Ap­pen­dice” (già al­lora, quindi, non come “rac­conto au­to­nomo”) per l’edizione de «I Pro­messi Sposi» del 1827, dove però non venne in­se­rito per ra­gioni di op­por­tu­nità po­li­tica.

Nel 1840 volle che la vi­cenda della Co­lonna com­pa­risse come parte or­ga­nica e con­te­stuale del li­bro «I Pro­messi Sposi – Sto­ria della Co­lonna In­fame», senza al­cun ele­mento ti­po­gra­fico o ar­ti­stico che evi­den­ziasse un qual­che “salto” nar­ra­tivo o di con­te­nuto (vedi [C]), e an­che senza in­ter­ru­zione nella nu­me­ra­zione delle pa­gine (746, ul­tima pa­gina de “I Pro­messi” – 747, prima pa­gina della “Sto­ria”).

Tra il 1825-1827 si era nel pieno dei pro­cessi ai con­giu­rati del 1821 (prin­ci­pale im­pu­tato l’amico fra­terno Con­fa­lo­nieri) e Man­zoni sa­peva per­fet­ta­mente che la cen­sura avrebbe sia boc­ciata la pub­bli­ca­zione sia con­trol­lato i suoi mo­vi­menti con oc­chio più at­tento.

Nella “Sto­ria della Co­lonna In­fame” era troppo tra­spa­rente il col­le­ga­mento tra le tor­ture de­gli in­qui­si­tori con­tro gli in­no­centi e ter­ro­riz­zati “un­tori” del 1630 e i me­todi vio­lenti della po­li­zia giu­di­zia­ria au­striaca del 1821 nella per­se­cu­zione di “ever­sori” che poco o nulla ave­vano fatto ma che erano spinti a “con­fes­sioni” senza ri­scon­tri reali (come fece in­ge­nua­mente Con­fa­lo­nieri). Nel 1825-1827 Man­zoni sa­peva che non avrebbe po­tuto di­fen­dere né il pro­prio la­voro n se stesso.

Nel 1840 in­vece ri­tenne di po­tere ri­schiare. Nel 1835 Con­fa­lo­nieri era stato gra­ziato e, dopo un pe­riodo di esi­lio ne­gli Stati Uniti, era rien­trato in Eu­ropa. Così come Cri­stina Tri­vul­zio di Bel­gio­ioso, che era tor­nata in Ita­lia dopo dieci anni di esi­lio a Pa­rigi.

Il docu-film pare non te­nere conto dei tanti con­tri­buti che sull’argomento ha pro­dotto ne­gli anni il pro­fes­sor Sal­va­tore Sil­vano Ni­gro, Con­si­gliere del me­de­simo CNSM e sti­mato esperto delle vi­cende man­zo­niane.

Per tutti, e solo come esem­pio tra i tanti, ri­cor­diamo il “Com­mento” a “I Pro­messi Sposi” (1827) (Mon­da­dori, 2002, pag. LXVI):
«La Qua­ran­tana sem­bra una re­plica della Ven­ti­set­tana. E non lo è. Si pre­senta ai let­tori con una no­vità, che il fron­te­spi­zio evi­den­zia: I Pro­messi Sposi … Edi­zione ri­ve­nuta dall’autore. Sto­ria della Co­lonna in­fame. Ine­dita.
La Co­lonna in­fame è una nuova, ine­dita, re­gione del ro­manzo. A esso con-te­stuale. E da esso in­se­pa­ra­bile. Tanto che la pa­rola Fine, messa nell’ultima pa­gina dell’ultima di­spensa, la in­clude. E la rende in­di­spen­sa­bile all’interezza del pro­getto nar­ra­tivo.»

PDF dell’Analisi cri­tica
in­dice dei venti epi­sodi

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